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La "Critica Sociale" ed i problemi del riformismo nel Carteggio Turati-Kulisciof-Bonomi
i rapporti intercorsi tra Turati e la Kuliscioff da un lato e Bonomi dall'altro nel attraverso i Carteggi conservati all'Archivio di stato di Mantov
Maria Bonomi\u27s Library
Resenha do livro Bibliotecas de Maria Bonomi, de Marisa Midori Daecto
Food and knowledge sharing in una rete di relazioni organizzativo tra pubblico, privato e non profit
territori sono fortemente influenzati dalle esternalità negative dello sviluppo economico, quali possono essere l'inquinamento, i rifiuti, il sovrappopolamento, l'esclusione sociale, l'invecchiamento della popolazione e così via. Molti di questi problemi devono essere affrontati a livello di sistemi territoriali, perché la condivisione e la collaborazione in logica di sussidiarietà circolare (Zamagni 2012), cui si affianca il supporto “smart” (intelligente) e lungimirante consentito dalle nuove tecnologie, è spesso percepita come l'unica soluzione possibile a tali sfide (Dameri et al. 2014).
La ricerca sulle “smart city”, un movimento eterogeneo e multidisciplinare, suggerisce sempre più di sfruttare le tecnologie con l'obiettivo del bene comune e della sua sostenibilità. Le “smart city”, però, richiedono “smart community” per costruire un "mondo più intelligente", in cui la prosperità economica sia accoppiata con una maggiore sostenibilità sociale ed ecologica, una migliore qualità della vita per tutti e una resilienza dei sistemi sociali critici quali le comunità locali o i distretti economici.
L'innovazione tecnologica per questo non è sufficiente; sono necessari anche condivisione di pratiche, valori, ruoli e regole del gioco e sfide manageriali innovative da parte di enti pubblici, imprese, associazioni non-profit e cittadini (Ricciardi et al. 2011, 2014), che possano co-creare valore, a partire dalla co-progettazione strategica e condividendo risorse umane, materiali e procedure. Ci si chiede se e come tale co-progettazione e condivisione possa essere risolutiva in alcune problematiche, legate in particolare alla prevenzione dei rifiuti organici e all’esclusione sociale.
Esploriamo il caso di un progetto di food sharing, coordinato nel Nord Est dell’Italia da un’organizzazione a movente ideale, che coinvolge in sussidiarietà circolare imprese for profit municipalizzate e private, amministrazioni locali e il cosiddetto terzo settore. Il metodo di ricerca scelto è il case-study (Yin 2013).
R.e.b.u.s., un acronimo che significa Recupero delle eccedenze dei beni utilizzabili solidalmente, è un modello di condivisione di risorse, replicabile e trasferibile; i beni con intatto valore di utilizzo, ma ridotto o nullo valore commerciale, sono destinati ad associazioni non profit, mediante il meccanismo della donazione nel rispetto della normativa vigente. Posto che alcuni sprechi si ritengono fisiologici (ad esempio nelle mense scolastiche per malattia, epidemie, difficoltà di gestione nelle calamità naturali; presso i grossisti per imprevedibili flessioni della domanda ecc.), è necessario riuscire almeno a ridurne l’impatto, mantenendo i prodotti nel loro stato di bene ed evitando che diventino rifiuti, prevenendone la formazione a monte della raccolta (Bonomi 2012, Bonomi et al. 2014).
Attraverso la rete di relazioni inter-organizzative, attivata tra pubblico, privato e non-profit, è possibile sviluppare nuove pratiche di economia condivisa e innovativa che favoriscano un maggior senso di comunità mediante la compartecipazione di tutti i soggetti di un territorio e una crescita sostenibile che miri ad un benessere diffuso
Marya Laudanna, Maria Bonomi : la dialectique
Les éditions du Griffon publient la première monographie en français sur l’œuvre de l’artiste brésilienne Maria Bonomi. Jusqu’à présent, seul le catalogue bilingue français/portugais de son exposition à la Maison de l’Amérique latine de Paris en 2012 était disponible pour les lecteurs francophones. Marya Laudanna, historienne de l’art à l’université de São Paulo, y propose une analyse minutieuse de la production de Maria Bonomi à partir des œuvres et du discours de l’artiste. Véritable parti-..
La lingua dei quotidiani
In questo capitolo si descrivono la lingua dei quotidiani degli ultimi decenni e la lingua dei quotidiani on line e dei quotidiani gratuiti. La descrizione è seguita da un'esemplificazione e un'analisi puntuale di alcuni testi
Bonomi e Modigliani: due riformisti a confronto
Il contributo mette a confronto l'impegno politico di Ivanoe Bonomi e G.E. Modigliani nel Partito socialista italiano con particolare riferimento al confronto che li vide protagonisti allo scadere dell'età giolittiana e di fronte alla Guerra di Libia. Esponente il primo di quel riformismo di destra ben presto destinato a confermare il proprio revisionismo e ad uscire dal partito, di fatto leader del riformismo di sinistra il secondo e già legato al riformismo politico di Gaetano Salvemini, Bonomi e Modigliani si dettero battaglia nei Congressi nazionali del 1911 e 1912 sia sui temi del sindacato, che vedeva Bonomi ormai orientato verso il trade-unionismo, sia sull'impresa coloniale che Modigliani osteggiava con posizioni in parte anticipatrici del suo costante pacifismo successivo. Intanto Filippo Turati tentava una mediazione "olimpica" e la sinistra rivoluzionaria si rafforzava conquistando la Direzione del partito
In dialogo con Corrado Bonomi
L'artista novarese (1956) presenta il suo universo concettuale ironico interpretando ruoli e mestier
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