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L’image comme interprète du texte. Exemples de livres illustrés au XVIIe siècle
Bolzoni Lina. L’image comme interprète du texte. Exemples de livres illustrés au XVIIe siècle. In: Comptes rendus des séances de l'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, 152e année, N. 3, 2008. pp. 1163-1186
Ginevra de’ Benci : un portrait entre les mots et l’image, entre Léonard de Vinci et Bembo
Bolzoni Lina. Ginevra de’ Benci : un portrait entre les mots et l’image, entre Léonard de Vinci et Bembo. In: Monuments et mémoires de la Fondation Eugène Piot, tome 91, 2012. pp. 149-162
Le plaisir de la lecture : le dialogue avec les auteurs, de Pétrarque au Tasse
Bolzoni Lina. Le plaisir de la lecture : le dialogue avec les auteurs, de Pétrarque au Tasse. In: Comptes rendus des séances de l'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, 160e année, N. 4, 2016. pp. 1711-1730
Dante o della memoria appassionata
Prendendo spunto dalle ipotesi di Frances Yates e dai saggi di Harold Weinrich, il saggio procede secondo due linee:
1. analisi dei testi che, fra Quattro e Cinquecento, hanno letto la Divina Commedia in chiave di sistema di arte della memoria
2. analisi del modo in cui il poema costruisce la propria memorabilità, attraverso i luoghi, il loro ordine, e soprattutto attraverso il contrappasso e il gioco di diversi tempi verbali.
L’analisi dimostra che una caratteristica fondamentale dell’arte della memoria dantesca è di far leva sulle passioni e sul modo in cui la loro punizione si iscrive anche nel corpo (dei penitenti, nell’Inferno e nel Purgatorio, ma anche del Dante pellegrino e narratore
Il cuore di cristallo. Ragionamenti d'amore, poesia e ritratto nel Rinascimento
Lasciandosi alle spalle i confini fissati dalla tradizione, si interrogano in modo inedito poeti e artisti del nostro Rinascimento, si inseguono ipotesi che prendono via via corpo e tessono una trama insospettata fra letteratura e arti, tra eros e inquietudini religiose, tra Venezia, le corti italiane, e la raffinata stagione artistica dei Paesi Bassi. Punto di partenza sono i «ragionamenti d'amore» che Pietro Bembo colloca ad Asolo, in una festa di nozze celebrata da Caterina Cornaro, la regina di Cipro che ha dovuto rinunciare al suo regno. Offrono un autoritratto dell'autore sotto maschere diverse e insieme un ritratto a tutto tondo della poesia, dell'amore, della corte, dell'amicizia. Ma dalle pieghe del testo vengono suggerite prospettive divergenti: il ritratto si incrina, si raddoppia, si racconta collocandosi su piani diversi. Proprio come i ritratti doppi, con rovescio o con coperchio, che tra Quattro e Cinquecento vengono realizzati per esempio da Piero della Francesca, Leonardo da Vinci, Raffaello, Lotto, Tiziano
La chambre de la mémoire. Modèles littéraires et iconographiques à l’âge de l’imprimerie
Guardarsi indietro, osservare, ascoltare, fare i conti con il passato per poi risistemarlo e organizzarlo per gli usi del presente: anche questo è ricordare. Raccontarsi e raccontare una storia, reinterpretarla, mettere a confronto i saperi di oggi e quelli di ieri. Così si delinea un'arte della memoria che inizia là dove è dato organizzare il ricordo e le sue ragioni. Per farlo occorre sapere in quali modi, con quali logiche e stili mettere a punto specifiche tecniche della memoria. Modi che nel corso dei secoli si sono fatti sempre più sofisticati, fino a trasformare l'oggetto stesso del ricordo. L'arte della memoria, che è nata come bisogno di trattenere la fragrante realtà delle cose e delle esperienze in società che non conoscono la scrittura, trova il suo momento più maturo e la sua massima diffusione nel '500 europeo, e cioè nell'età della stampa, allorchè quello che conta non è cosa si trasmette, ma come lo si fa.E' da questo suggestivo paradosso, da questo precario equilibrio tra arcaico e moderno, che prende avvio il libro di Lina Bolzoni. Al centro dell'attenzione non tanto i trattati mnemotecnici, ma quell'insieme di pratiche che più direttamente entrano nel vivo della questione: gli strumenti usati dall'editoria per visualizzare i contenuti dei libri, i libri-gioco, la fisiognomica, gli schemi devozionali e quelli della retorica sacra e profana, le tecniche per tradurre le parole in immagini e le immagini in parole. Si configura così un reticolo di esperienze in cui il corto circuito tra parole e immagini è uno dei tratti salienti, e offre inedite chiavi di lettura di una cultura che sta alle origini della modernità. Descrivendo questo gioco di immagini e associazioni, di stati d'animo ed elaborate costruzioni mentali, Lina Bolzoni tratteggia un'affascinante geografia in cui i confini tra interiorità ed esteriorità, ragione e desiderio, fra motivi della comunicazione verbale e mondo delle immagini si fanno sempre più labili.
A nove anni dall'edizione italiana, la casa editrice Droz traduce per i lettori francofoni un testo divenuto ormai un classico della critica letteraria
“Tommaso Campanella” di Alessandro Poerio: una lettura ottocentesca della poesia e della vicenda campanelliana
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