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Blasetti, Alessandro
Il rapporto tra Blasetti e Zavattini. La partecipazione di Zavattini come soggettista e sceneggiatore ai film di Blasetti
Producer’s e Critic’s Game di Alessandro Blasetti. Riposizionamenti dal regime al secondo dopoguerra
Alessandro Blasetti’s career reaches a turning point in 1942: at the end of the year Quattro passi fra le nuvole is released. The film is retrospectively considered a forerunner of Neorealism. Since then, Blasetti focuses on realistic dramas in humble settings e.g., Nessuno torna indietro (1944), up to the partisan resistance themed Un giorno nella vita (1946). However, from the late 30s to the first half of 1942, Blasetti works mainly on historical films, such as Ettore Fieramosca (1938), Un’avventura di Salvator Rosa (1939), La corona di ferro (1941) and La cena delle beffe (1942). As a result of this productive repositioning, how does Blasetti change his critical posture to reconfigure himself within the field? The paper aims to retrace Blasetti’s works in parallel with his public statements on the press to find fluctuations and shifts. To do so, the author uses the concepts of producer’s game and critic’s game derived from Altman’s genre theory, together with some of Bourdieu’s tools. Blasetti’s repositioning takes place within a context of drastic political and cultural changes, from the first signs of the Second World War to the Postwar period, from the fascist Regime to Neorealism.Il 1942 rappresenta per la carriera di Alessandro Blasetti un anno di svolta: mentre esce nelle sale La cena delle beffe – in continuità con la serie dei film in costume da Ettore Fieramosca (1938), a Un’avventura di Salvator Rosa (1939), fino a La corona di ferro (1941) – è in produzione Quattro passi fra le nuvole, distribuito alla fine dello stesso anno. A partire da quest’ultimo film, considerato a posteriori prodromico del neorealismo, la regia di Blasetti s’indirizza verso temi sociali trattati con un linguaggio più dimesso, per confluire, in definitiva, nel resistenziale Un giorno nella vita (1946). Alla luce di questo riposizionamento produttivo, come cambia la postura critica di Blasetti per riconfigurarsi all’interno del campo? L’elaborato, servendosi dei concetti di producer’s game e di critic’s game propri della teoria sui generi di Altman e mutuando alcune categorie da Bourdieu, ripercorre parallelamente le regie di Alessandro Blasetti e le sue posizioni espresse sulla stampa per rintracciare oscillazioni e spostamenti nel contesto di drastico mutamento politico e culturale tra le prime avvisaglie del conflitto mondiale e il Dopoguerra
Cinema fascista ed esaltazione dell’italianità: "Palio" di Alessandro Blasetti (1932)
Il cinema di Alessandro Blasetti, uno dei più importanti cineasti italiani del Novecento, è generalmente noto per la mancanza di uno stile definito. Eppure, nella prima parte
della sua carriera è possibile individuare una strategia precisa del giovane regista, che mirò a fare
dell’arte cinematografica il megafono delle politiche e dei valori del regime fascista. In questo
contesto rientra anche un’opera poco analizzata dagli studiosi come Palio, del 1932, film dedicato alla città di Siena, che esalta lo spirito combattivo del popolo italiano e che è qui analizzato
anche sulla scorta di documenti inediti, provenienti dall’archivio personale del regista.One of the most important Italian filmmakers of the 20th century, Alessandro Blasetti is generally known for films lacking a definitive style. Nonetheless, a precise strategy emerges in the
director’s early career with films aimed at amplifying the fascist regime’s values and politics. This
context proves crucial to understanding Palio from 1932, a film that, to date, has garnered little critical attention. Palio, dedicated to the city of Siena and exalting the fighting spirit of the
Italian people, is analyzed here using sources from the unpublished documents of the director’s
personal archives
Il cinema di Alessandro Blasetti dopo la guerra; "Un giorno nella vita" e "Fabiola".
Alessandro Blasetti è stato uno dei registi principali del cinema italiano novecentesco, a partire dal Ventennio fascista, cui aderì con convinzione. Il saggio intende analizzare le scelte del regista dopo la caduta del fascismo e la fine della guerra, il ritorno alla macchina da presa con un'opera esplicitamente dedicata alla Resistenza ("Un giorno nella vita") e quella successiva ("Fabiola") classificabile come il primo kolossal del cinema italiano post bellico, ambientato nell'antica Roma. Erano due opere molto differenti tra loro, ma caratterizzate da un filo comune, il rifiuto della violenza, nel frattempo maturato in Blasetti durante le tragiche vicende belliche
Alessandro Blasetti. I film, le carte, il suo mondo
Alessandro Blasetti è stato uno dei protagonisti del cinema italiano del Novecento. Dapprima come critico appassionato, poi come regista, è stato fautore della ripresa dell’industria cinematografica nazionale alla fine degli anni Venti, durante il fascismo, cui aderì pienamente, prima di distaccarsene e realizzare nel dopoguerra opere che univano il gusto per lo spettacolo a valori pacifisti. È stato un regista instancabile, che ha abbracciato generi differenti con film spesso innovativi e di grande successo, come 1860, Ettore Fieramosca, La corona di ferro, La cena delle beffe, Quattro passi fra le nuvole, Fabiola, Altri tempi, Peccato che sia una canaglia ed Europa di notte.
Il volume ripercorre la carriera cinematografica di Blasetti, a partire dalla consistente bibliografia che però non si è mai concentrata sul vastissimo archivio personale conservato presso la Biblioteca Renzo Renzi della Cineteca di Bologna. Un prezioso scrigno composto da migliaia di documenti che ci restituiscono il mondo di Blasetti e le sue mille relazioni con la società italiana del XX secolo
Le capital militant d’Alessandro Blasetti et la politique cinématographique de l’État fasciste
Terra madre, Alessandro Blasetti, 1931 8 janvier 2015 par Fabio Andreazza (Università G. D'Annunzio Chieti- Pescara) Bibliographie - Alessandro Blasetti, Scritti sul cinema, Adriano Aprà (dir.), Venise, Marsilio, 1982. - Pierre Bourdieu, Le sens pratique, Paris, Minuit, 1980. - Federico Fellini, Faire un film (1980) Paris, Seuil, 1996. - Jean Gili, L’Italie de Mussolini et son cinéma, Paris, Veyrier, 1985. - Frédérique Matonti, Franck Poupeau, « Le capital militant. Essai..
Art, entertainment and politics : Alessandro Blasetti and the rise of the Italian film industry, 1929-1959
This article explores the role of Alessandro Blasetti in arguing for, and promoting, the development of the Italian film industry before and after the Second World War. Though a prominent film director for more than thirty years, Blasetti was never considered an auteur: he had no distinct authorial style and not did he specialise in any particular genre. Unlike some postwar directors, he never positioned himself in opposition to producers but, on the contrary, worked closely with many of them, winning a reputation for reliability and professionalism. A supporter of Fascism until the later 1930s, he encouraged state involvement in the industry and was the first to use the Cinecittà studios, inaugurated in 1937, to their full potential. After the war, he mediated between opposing political forces to defend the interests of the Italian cinema as an industry and a ‘collective art’. He was responsible for creating several stars, including Gino Cervi and Sophia Loren. Drawing on the Blasetti archive, the article considers the range of the director’s activities, political links and his way of conceiving his role, immersed in rather than against the industry
Nachgefragt bei Alessandro Blasetti : Sind dubiose Verlage eine Gefahr für die Wissenschaft?
Die Medien haben häufig über Predatory Journals berichtet, unlautere Zeitschriften, die in dubiosen Verlagen erscheinen. Was ist das genau
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