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Prognostic markers and putative therapeutic targets for hepatocellular carcinoma.
Mol Aspects Med. 2010 Apr;31(2):179-93. Epub 2010 Feb 20.
Prognostic markers and putative therapeutic targets for hepatocellular carcinoma.
Frau M, Biasi F, Feo F, Pascale RM.
Source
Department of Biomedical Sciences, Division of Experimental Pathology and Oncology, University of Sassari, 07100 Sassari, Italy.
Abstract
Hepatocellular carcinoma (HCC) is the fifth most frequent human cancer and a fatal disease. Therapies with pharmacological agents do not improve the prognosis of patients with unresectable HCC. This emphasizes the need to identify new targets for early diagnosis, chemoprevention, and treatment of the disease. Available evidence indicates that clinical outcome of HCC could reflect the genetic predisposition to cancer development and progression. Numerous loci controlling HCC progression have been identified in rodents. In this review, we describe results of recent studies on effector mechanisms of susceptibility/resistance genes, responsible for HCC progression, aimed at identifying new putative prognostic markers and therapeutic targets of this tumor. Highest c-myc amplification and overexpression, alterations of iNOS crosstalk with IKK/NF-kB and RAS/ERK signaling, ubiquitination of ERK and cell cycle inhibitors, and deregulation of FOXM1 and cell cycle key genes occur in rapidly progressing dysplastic nodules and HCC, induced in genetic susceptible rat strains, compared to the lesions of resistant rats. Notably, alterations of these mechanisms in human HCC subtypes with poorer or better prognosis, are similar to those present in genetically susceptible and resistant rats, respectively, and function as prognostic markers and therapeutic targets. Attempts to cure advanced HCC by molecular therapy directed against specific targets led to modest survival benefit. Thus, efforts are necessary to identify and test, in pre-clinical and clinical studies, new therapeutic targets for combined molecular treatments of HCC. They may take advantage from the comparative analysis of signal transduction in HCCs differently prone to progress, in rats and humans
Autoregolazione dell’apprendimento e motivazione allo studio. Identificazione di fattori predittivi del rischio di drop-out
A livello internazionale molti studi sono stati stati diretti a focalizzare il problema del mancato successo accademico, del ritardo negli studi fino alla manifestazione di fenomeni di drop-out. Le interpretazioni via via avanzate per spiegare il fenomeno del rischio di drop-out, che risulta sempre molto diffuso nei vari Paesi, segnalano principalmente il ruolo dei fattori emotivi e sociali (Richardson, Abraham & Bond, 2012; Diseth & Kobbeltvedt, 2010; Heikkila, Niemivirta, Nieminen & Lonka, 2011; Biasi, Mallia, Menozzi & Patrizi, 2015; Burgalassi, Biasi, Capobianco & Moretti, 2016). In questo filone di ricerca, il presente contributo approfondisce il ruolo di specifiche variabili individuali come quelle motivazionali, la capacità di autoregolazione degli apprendimenti e, conseguentemente, i livelli di auto-efficacia sviluppati dallo studente nell’influenzare il successo o l’insuccesso accademico. Ci riferiamo in particolare al modello teorico dell’apprendimento auto-regolato di Pintrich (2004) secondo il quale sono le strategie cognitive e metacognitive che gli individui adottano a permettere loro di raggiungere gli obiettivi di apprendimento, intesi in termini di conoscenza, comprensione e abilità. Partendo da tale costrutto, le recenti indagini da noi condotte (Biasi, De Vincenzo & Patrizi, 2017) hanno evidenziato, attraverso modelli di regressione, il peso di alcuni fattori predittivi del rischio di drop-out degli studenti universitari, tra i quali sono risultati determinanti: una condizione di “amotivazione” allo studio specifico intrapreso, una inadeguata modalità di elaborazione cognitiva e una scarsa autoefficacia percepita
Il delicato equilibrio tra la difesa dell’occupazione e la libertà di iniziativa economica nella misura emergenziale del “blocco” dei licenziamenti
l contributo prende in esame il divieto di licenziamento individuale per ragioni oggettive e di licenziamento collettivo, in vigore sin dalla prima fase dell’emergenza epidemiologica ed in seguito più volte prorogato, sia pure con rilevanti modifiche. Dopo una breve ricognizione del dato normativo, l’A. si interroga sulla compatibilità del menzionato “blocco” con le libertà fondamentali garantite nell’ordinamento euro-unitario, giungendo a riconoscere la legittimità dell’intervento, in nome del valore della solidarietà ed alla luce del suo carattere doverosamente temporaneo. Relativamente alla transizione post-pandemica, l’A. auspica lo spostamento del fulcro delle politiche sociali dalla difesa dell’occupazione alla promozione dell’occupabilità
Correlati neurali delle risposte emozionali evocate dall’apprezzamento estetico e modulazione sul benessere psicofisico
Studi recenti hanno dimostrato che la fruizione di immagini d’arte è in grado di promuovere il benessere psicofisico, inteso in termini di riduzione dello stress e della sintomatologia ansiosa (Mastandrea, Fagioli, & Biasi, 2019). In quest’ottica, l’arte-terapia è stata frequentemente utilizzata quale strumento terapeutico per il trattamento dei disturbi psichiatrici e delle problematiche psicologiche tipiche dell’invecchiamento e delle malattie neurodegenerative, con importanti ricadute sia in ambito clinico che educativo. Ad oggi, tuttavia, le modalità mediante le quali le immagini d’arte regolano i nostri stati emozionali producendo benessere sono ancora poco conosciute. In questo studio abbiamo indagato i meccanismi neurofisiologici che mediano la relazione tra apprezzamento estetico e attivazione di stati emozionali interni, con l’obiettivo ultimo di sviluppare programmi comportamentali ed educativi per la promozione del benessere psicofisico dell’individuo. una serie di recenti modelli teorici ha sostenuto l’ipotesi che l’apprezzamento estetico abbia le sue determinanti in una combinazione complessa e strutturata di stati emozionali biologicamente determinati che rimanda piuttosto a stati affettivi di “ammirazione”, “interesse” o “stupore”. In questo senso, l’emozione estetica può essere considerata una caratterizzazione particolare di una risposta emozionale che può essere definita artespecifica. In questo studio abbiamo esaminato i correlati neurali e comportamentali dell’emozione estetica valutando un’eventuale dissociazione dalle risposte emozionali non-estetiche, per definire con maggiore precisione le determinanti della risposta emozionale arte-specifica e i suoi effetti sul benessere psicofisico
Livelli di benessere, strategie cognitive, motivazione allo studio e rischio di drop-out: una indagine in ottica longitudinale per la qualificazione dei Servizi Universitari di Orientamento
Molteplici studi, affrontando da più punti di vista le tematiche legate alle criticità peculiari del sistema universitario del nostro Paese, segnalano come molto preoccupante l’elevato tasso di abbandono precoce degli studi (Domenici, 2017). Oltre a variabili di tipo socio-economico si sottolinea, nella letteratura di settore, il ruolo di variabili cognitive, metacocognitive e motivazionali nell’influenzare il rendimento accademico e nel prevenire il fenomeno del drop-out universitario. Partendo dal costrutto di apprendimento auto-regolato di Pintrich (2004) secondo il quale sono le strategie cognitive e metacognitive che gli individui adottano a permettere loro di raggiungere gli obiettivi di apprendimento, e tenendo conto del fatto che ansia e depressione compromettono i livelli di benessere producendo ricadute negative sulle prestazioni accademiche (Ibrahim, Kelly, Adams, & Glazebrook, 2013; Bukhari & Saba, 2017), abbiamo inteso verificare l’influenza di fattori quali: il livello di benessere/malessere (ansia, depressione, somatizzazione), gli aspetti motivazionali e le strategie cognitive adottate sullo sviluppo del rischio di drop-out (Biasi, De Vincenzo & Patrizi, 2018a, 2018b)
Nanoparticle-assisted NMR spectroscopy: A chemosensing perspective
Sensing methodologies for the detection of target compounds in mixtures are important in many different contexts, ranging from medical diagnosis to environmental analysis and quality assessment. Ideally, such detection methods should allow for both identification and quantification of the targets, minimizing the possibility of false positives. With very few exceptions, most of the available sensing techniques rely on the selective interaction of the analyte with some detector, which in turn produces a signal as a result of the interaction. This approach hence provides indirect information on the targets, whose identity is generally ensured by comparison with known standards, if available, or by the selectivity of the sensor system itself. Pursuing a different approach, NMR chemosensing aims at generating signals directly from the analytes, in the form of a (complete) NMR spectrum. In this way, not only are the targets unequivocally identified, but it also becomes possible to identify and assign the structures of unknown species. In this review we show how relaxation- and diffusion-based NMR techniques, assisted by appropriate nanoparticles, can be used to edit the 1H NMR spectrum of a mixture and extract the signals of specific target compounds. Monolayer-protected nanoparticles, in particular those made from gold, are well suited to this task because they provide a versatile, protein-size support to build or incorporate supramolecular receptors. Remarkably, the self-organized and multifunctional nature of the nanoparticle coating allows exploitation of different kinds of non-covalent interactions, to provide tailored binding sites for virtually any class of molecules. From the NMR standpoint, the reduced translational and rotational diffusion rates of bulky nanoparticles offer a way to manipulate the states of the monolayer spins and build a reservoir of magnetization that can be selectively transferred to the interacting analytes. In addition, the low correlation time and the enhanced rigidity of the coating molecules (due to their grafting and crowding on the particle surface) promote efficient spin diffusion, useful in saturation transfer experiments. The optimized combination of NMR experiments and nanoreceptors can ultimately allow the detection of relevant analytes in the micromolar concentration range, paving the way to applications in the diagnostic field and beyond
Portoghesi e l'esperienza decorativa del primo Novecento friulano: ipotesi di ricerca per un "percorso parallelo"
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