2,240 research outputs found

    Verità indicibili. le passioni in scena dall'età romantica al primo Novecento

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    Introduzione e Bibliografia a cura di Paola Bertolone. Nel volume anche Paola Bertolone, Canto, incanto, discanto della Dame aux camélias. Le interpretazioni di Sarah Bernhardt e di Eleonora Duse, pp. 145-19

    Scritture Migranti. Paola Bertolone intervista Moni Ovadia

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    Dvd documentario prodotto col contributo del Comune di Roma, Politiche per la multietnicità nell'ambito della manifestazione 'Scritture Migranti', Realizzato presso l'allora Dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo dell'Università di Roma La Sapienz

    Paola Bertolone incontra Moni Ovadia

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    Il volume contiene una lunga intervista avvenuta all'interno di un ciclo di incontri organizzati dal Comune di Roma, assessorato delle Politiche alla Multietnicità

    Nello stesso tempo. Diario di una ricerca sullo spettacolo yiddish

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    Quello che segue è il breve diario, non propriamente in senso cronologico, delle ricerche e degli studi dedicati alla sfera performativa di lingua e cultura yiddish, che ho condotto per anni e segnatamente nel periodo fra il 1987, data della mia tesi di laurea in Lettere con una tesi sulla drammaturgia ebraica di Alessandro Fersen1 e il 2012, quando è uscito il volume dedicato al teatro di Moni Ovadia (Bertolone 2012)

    Il sipario magico di Emanuele Luzzati. Racconto di una mostra

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    Con l'ausilio di interviste e immagini inedite (provenienti dall'archivio dell'architetto Maurizio di Puolo) il saggio ricostruisce le fasi ideative e progettuali della prima mostra, inaugurata nel 1980 a Palazzo delle Esposizioni di Roma e curata da Silvia Carandini e Mara Fazio, dedicata alle opere per il teatro di Emanuele Luzzati

    Strade secondarie. Il documentario "Alessandro Fersen. L'essere in scena": dagli archivi a YouTube

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    L’articolo descrive il lavoro che ha preceduto la realizzazione del documentario del 2004 Alessandro Fersen. L’essere in scena e contestualizza l’evento per cui è stato progettato e dove è stato proiettato la prima volta. Si discute la selezione dei materiali visualizzati e le scelte decretate dalla narrazione in una struttura video, anziché una mostra o una più tradizionale formula saggistica. L’intento del saggio è di evidenziare la processualità con cui sono riutilizzati i materiali esistenti nel documentario (fotografie, volumi, bozzetti, registrazioni audiovisive ecc. provenienti da  Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, RAIteche, archivi privati), disponibile sul canale YouTube dell’università di Siena in italiano e in traduzione inglese sul sito della Columbia College Chicago. Il documentario Alessandro Fersen. L’essere in scena costituisce un esempio di rielaborazione dei materiali e di valorizzazione delle fonti, secondo una concezione scientifica della documentazione intertestuale del performativo

    Teatro in mostra. Lezione del Maestro Pier Luigi Pizzi

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    DVD documentario dedicato alle esposizioni e ai musei dello spettacolo curati da Pier Luigi Pizzi. Il Maestro racconta la sua esperienza e sono visualizzate immagini che illustrano il suo lavoro

    L'Europa yiddish di Paolo Milano e l'Habima in Italia

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    Analisi della tournée in Italia della compagnia Habima con recensioni, programmi di sala, materiali manoscritti riguardanti traduzioni inedite dallo yiddish: provenienza archivio privato di Silvio d'Amico, collezione Paolo Milano. Una storia mai conosciuta neanche in Israele e criptata dal fascismo

    L’“Abbesse de Jouarre” di Ernest Renan nella realizzazione di Eleonora Duse,

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    L'articolo affronta la ricostruzione storico-critica dell'allestimento dell'"Abbesse de Jouarre" del filosofo francese Renan da parte di Eleonora Duse nel 1886. Sono stati utilizzati documenti quali recensioni, appunti e lettere dell'attrice e di Giuseppe Primoli e un manoscritto inedito relativo ad un atto del testo in traduzione, oltre all'originale francese edito dell'autore. Si tratta della prima approfondita ricostruzione di questo spettacolo che suscitò molto scandalo e che può essere considerato uno spettacolo-laboratorio nella carriera di Eleonora Duse, fino ad allora impegnata in un repertorio tradizionale, ma desiderosa di sperimentare nuove formule
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