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    Innovazione, equità e qualità nelle scuole italiane

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    Il sistema dell’istruzione è attraversato da decenni da processi riformatori non sempre compiuti, che hanno determinato trasformazioni spesso disomogenee nell’operato dei diversi attori. Alla base dei cambiamenti normativi si sono succedute politiche sociali ed educative fondate su paradigmi dominanti, che hanno accompagnato il cambiamento segnandone gli esiti. Al paradigma dell’efficienza/efficacia e dell’eguaglianza, passando per quello della qualità tipico degli anni ottanta, si è aggiunto come chiave interpretativa alla fine degli anni novanta il paradigma dell’equità. Il presente contributo introduce il volume “SCUOLE IN AZIONE tra equità e qualità. Pratiche di ricerca in Sociologia dell’Educazione”(Benadusi L. Giancola O., Viteritti A.) mettendo in luce come quelli dell’equità, qualità e innovazione siano ancora sentieri interrotti, spesso tra loro paralleli e appaiono avere effetti aggregati ancora incerti.The education system has gone through decades by reforming processes is not always achieved, which often led to uneven changes in the work of the various actors. At the base of the regulatory changes have occurred social and educational policies based on the dominant paradigms that have accompanied the change by marking outcomes. The paradigm of efficiency / effectiveness and equality, through the quality typical of the eighties, was added as a key to the end of the nineties the paradigm of equity. This paper introduces the book "SCHOOLS IN ACTION between equity and quality. Practices in Sociology of Education "(Benadusi L. Giancola O., A. Viteritti) highlighting how those equity, quality and innovation are still broken paths, often parallel to each other and appear to have aggregate effects are still uncertain

    Equità e merito nella scuola. Teorie, indagini empiriche, politiche

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    Il sistema educativo italiano, così come gli altri sistemi educativi dei paesi ad economia avanzata, ha vissuto dal secondo dopoguerra ad oggi una continua espansione in termini di partecipazione che ha portato ad una relativa diminuzione delle disuguaglianze. Negli ultimi anni tuttavia la tendenza sembra essersi interrotta: vecchie e nuove diseguaglianze continuano a prodursi e riprodursi, a sfavore dell’uguaglianza, dell’equità e di apprezzabili risultati individuali e aggregati. Allo stesso tempo, le politiche educative sembrano essere entrate in una fase di stallo relativo sia in conseguenza dell’instabilità dei cicli economici (tagli alla spesa pubblica in istruzione) che per l’affermazione di nuove correnti neoliberali che aprono spazi di quasi-mercato dagli incerti esiti in termini di equità ma anche di performance. Caratteristica originale del volume è il tentativo di legare le analisi empiriche ad un complesso quadro di riferimento di ordine normativo. Sono infatti presi in considerazione e discussi cinque filoni teorici che informano il dibattito pubblico e politico rispetto alla giustizia e all’equità in generale e nella loro declinazione rispetto all’istruzione. Alcuni sono impregnati dal valore dell’eguaglianza, altri dal valore del merito, altri ancora propongono una combinazione fra i due. Accanto alla disamina degli approcci teorici si sviluppa un’analisi della giustizia come equità secondo il “senso comune” e le sue rappresentazioni sociali. Fanno seguito una serrata analisi delle iniquità e disuguaglianze in termini comparativi a livello europeo e nazionale (nonché per territori) e della letteratura relativa all’impatto delle politiche educative e sociali. Per giungere infine a una riflessione più generale sul senso dell’istruzione oggi e sul futuro dell’equità in educazione

    Iscritti e laureati

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    Il capitolo analizza l'andamento delle immatricolazioni e delle lauree in prospettiva storica rispetto alla riforma dei cicli, al periodo di crisi finanziaria fino al 2013. Sono analizzati l’incremento e flessione delle immatricolazioni, individuando le principali tendenze e trasformazioni

    "La questione dell’equità scolastica in Italia. Analisi delle performance in scienze dei quindicenni della scuola secondaria superiore" Working paper N.26 (3/2010), Fondazione Giovanni Agnelli

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    Working paper N.26 (3/2010), Fondazione Giovanni Agnelli Disponibile al link: http://www.fga.it/uploads/media/L._Benadusi__R._Fornari__O._Giancola__La_questione_dell_equita_scolastica_in_Italia_-_FGA_WP26.pd

    L’autonomia dopo l’Autonomia nella scuola. Premesse, esiti e prospettive di una policy intermittente

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    Il paper propone una panoramica delle Politiche di Autonomia Scolastica in Italia dal suo esordio ad oggi. L'analisi mette a confronto le premesse e le promesse dell'Autonomia collegandole ai nuovi fenomeni apparsi recentemente nel mondo della scuola. Nella trattazione viene inoltre effettuato un confronto tra Autonomia e rendimento degli studenti. L'analisi è condotta da una prospettiva multidisciplinare combinando approcci che vanno dall'analisi delle politiche educative alla sociologia dell'educazione.The paper proposes an overview of School Autonomy Policy in Italy from its debut to today. The analysis compares the premises and promises of Autonomy by linking it to new phenomena that recently appeared in the world of school. A comparison is made between Autonomy and students’ performance. The analysis is conducted from a multidisciplinary perspective by combining approaches that range from educational policies to the sociology of education

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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