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    "La libertà è schiavitù". Il diritto di schiavitù tra fallacie contrattualistiche e ambiguità liberali

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    This paper explores and criticises what the author calls the modern "doublethink" of liberty, which is distinctive of some philosophers' legal and political approach between XVII and XVIII century, when the great ideal of «liberty» coexisted with the practice of «colonial slavery». This approach was that of describing slavery as though it was freedom and this was possible thanks to the theoretical device of the «contract». The author traces the misrepresentation of slavery as freedom back to the individualistic paradigm and to a certain version of liberal thought and proposes their critical reconsideration

    'Questo non è un diritto'. Alcune riflessioni su diritto, linguaggio e linguaggio dei diritti

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    RIcostruendo le origini della cosiddetta "svolta linguistica" nella filosofia del diritto italiana, l'autore punta a stabilire una connessione tra l'approccio analitico che ne deriva e il più tradizionale approccio storico, attraverso la rilettura del pensiero di Uberto Scarpelli. Ciò consente di collocare le speculazioni analitiche sul piano pratico, mettendo in luce i significati politici di un'analisi linguistica del diritto. Su queste basi, si chiede se le stesse considerazioni si possano applicare al cosiddetto "linguaggio dei diritti" per chiarire se sul piano storico e sotto il profilo simbolico-politico l'analisi linguistica del diritto sia sempre animata dall'intento di difendere le ragioni e la portata storica dei diritti stessi.Tracing the origins of the so-called "linguistic turn" in Italian philosophy of law, the author aims at establishing a connection between the analytical approach which derived from it and the more traditional historical approach, with a focus on the thought of Uberto Scarpelli. Doing so, the author proposes to set analytical conjecturies within a practical context and to shed light on the political import of a linguistic analysis of law. From this vantage point, it is investigated whether the same reflections may be applied to the so-called "language of rights" in order to understand whether, both historically and from a symbolic and political perspective, the linguistic analysis of rights is meant to defend both the reasons and the historical significance of rights themselves

    Una "macchina curiosa". Prime osservazioni su diritto, etica e intelligenza artificiale a partire da un celebre racconto

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    This paper proposes a reflection on the relationship between law, ethis and artificial intelligence starting from the story In der Strafkolonie by Franz Kafka and on the basis of some considerations on the philosophy of technology by Günther Anders. In particular, through the theme of the “appearance” of machines, the author aims to investigate the scope and effectiveness of law as well as our ability to “attention” with respect to the field of artificial intelligence

    I diritti umani, questi (s)conosciuti

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    This paper intends to relaunch the Italian legal and philosophical debate on human rights by taking inspiration from the issue of migrants. The author proposes to reconsider the question of the theoretical foundation as crucial for the future development of the theory and practice of human rights

    L'abolizionismo nel cerchio del diritto. Una prospettiva essenzialista

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    Attraverso suggestioni letterarie e argomenti di tipo normativo, il saggio intende sviluppare una semantica dell’abolizionismo di tipo essenzialmente giuridico e suggerire, al contempo, una visione “totalizzante” della prospettiva abolizionista, tale per cui l’atto dell’abolizione nel diritto dovrebbe sempre intendersi riferito e portato verso un intero sistema, un corpo di leggi, una pratica giuridica consolidata piuttosto che a una qualche norma o istituto particolari. Da questo punto di vista, l’autore intende giustapporre all’abolizionismo della sola pena di morte il cosiddetto “abolizionismo penale radicale” e avanzare, con ciò, un superamento della logica della pena nel discorso giuridico moderno.Through literary suggestions and normative arguments, the essay intends to develop an essentially legal semantics of abolitionism and at the same time suggest a “totalizing” vision of the abolitionist perspective, such that the act of abolition in law should always to be understood as referring to an entire system, a body of laws, a consolidated legal practice rather than to some particular norm or insitution. From this point of view, the author intends to juxtapose the so-called ‘radical criminale abolitionism’ to the classic abolition of the death penalty alone and thereby advance an overcoming of the logic of punishment in modern legal discourse

    Recensione a R. Caporali, Uguaglianza

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    Recensione al volume R. Caporali, Uguaglianza (il Mulino, Bologna 2012)

    Entre Robinson y Frankenstein. Los derechos y los deberes en el “modelo criatural”

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    :A partir de una perspectiva “literaria”, basada en las figuras de los famosos protagonistas de dos novelas modernas (el “marinero” Robinson Crusoe y el “monstruo” Frankenstein), este ensayo examina la relación entre los derechos y los deberes en el “modelo criatural”, con especial referencia a la filosofía jurídica de John Locke, en el intento de denunciar sus límites y proponer su superación.ABSTRACT:On the grounds of a “literary” perspective, based on the figures of the protagonists of two famous modern novels (the “sailor” Robinson Crusoe and the “monster” Frankenstein), this essay investigates the relationship between rights and duties in the so called “workmanship model”, with particular reference to John Locke’s legal philosophy, in the attempt to denounce its limits and try to go beyond it

    Una dottrina «assai strana». Locke e la fondazione teologico-deontologica dei diritti

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    Nel riferirsi alla sua teoria della legge naturale, John Locke non esita a definirla "una dottrina assai strana". Di tale dottrina questo volume tenta una reinterpretazione e un approfondimento critico, traendo spunto dalle letture "teologiche" dell'opera filosofico-politica e giuridica lockiana, ma senza trascurare l'altra faccia di quello che è stato definito il "modello creaturale", ovvero gli esiti imprevisti della riconduzione della legge naturale ai rapporto creatore-creatura. La chiave di lettura proposta ha ii proprio fuoco in quella concezione funzionalistica della correlazione tra diritti e doveri che sembra informare, se non proprio fondare, il sistema della legge naturale delineato da Locke. Si tratta di una correlazione che non intercorre solo tra diritti propri e doveri altrui, come detta la formula corrente, ma, prima ancora, tra diritti e doveri che fanno capo a uno stesso soggetto, tanto che i doveri dei quali il singolo è chiamato a farsi carico finiscono per configurarsi quale presupposto logico-deontologico e fondamento esclusivo dei suoi stessi diritti. La legittimazione trattate doveri nell'esercizio dei propri diritti si rivela altresì una lente di ingrandimento che consente di riesaminare alcuni temi cruciali della riflessione giuridico-politica lockiana facendoli emergere in "contesti" particolarmente significativi, certo non estranei all'opera e alla biografia di Locke
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