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The Sicilian taxa of Genista sect. Voglera and their phytosociological framework
The phytosociological role of taxa of Genista sect. Voglera in the vegetation context of Sicily is here examined. It was carried out on plant communities characterised by the Sicilian endemics G. aristata, G. madoniensis and G. cupanii. These taxa and their floristic settlement have been examined from the biogeographical point of view. Basing on our results, the popu- lations of G. madoniensis are to be referred to a new association named Cisto salvifolii- Genistetum madoniensis, ascribed to the class Cisto-Lavanduletea. Multivariate analysis shows a clear ecological differentiation of G. madoniensis with respect to the other Sicilian species. Instead, its habitus and ecology are closer to some spiny Genista of the Iberian Peninsula
ANALISI DELLA VEGETAZIONE RIPICOLA DELL’ALTO ALCANTARA (NEBRODI, SICILIA)
La vegetazione dei corsi d’acqua della Sicilia è stata analizzata nelle sue linee generali (Brullo & Spampinato, 1990). Alcuni aspetti montani restano tuttavia ancora inesplorati. Con riferimento al Fiume Alcantara, nel corso di indagini condotte nell’omonimo Parco regionale, è stata rilevata la vegetazione del tratto montano. In questo contesto vegetazionale, contribuisce ad imprimere una fisionomia riconoscibile a distanza Salix alba s.l., presente con individui monumentali (Schicchi & Bazan, 2005), che si associa a varie altre specie legnose fra cui Populus nigra L. e Fraxinus angustifolia Vahl. Frequente è anche la presenza di Alnus cordata (Loisel.) Duby, specie verosimilmente spontaneizzata in seguito al suo impiego negli interventi di rimboschimento e di difesa idraulica-forestale realizzati negli ultimi 50 anni in tutta l’area.
Lo strato arbustivo è, invece, dominato da Salix sp. pl., Solanum dulcamara L., Hypericum hircinum subsp. majus (Aiton) N. Robson. La componente erbacea di questa vegetazione è rilevante: sono infatti ben rappresentate Rhynchocorys elephas (L.) Griseb., Ranunculus acris L., R. ficaria L. subsp. ficaria, R. ficaria subsp. ficariiformis (F. W. Schultz) Rouy & Foucaud, Taraxacum siculum Soest, Symphytum tuberosum L., Equisetum arvense L., E. palustre L., E. telmateia Ehrh.. Frequente è, altresì, Carex pendula Huds., Dactylorhiza saccifera (Brongn.) Soo, Heracleum elegans (Crantz) Schübler & G. Martens, ecc. Nella cintura d’interfaccia con la vegetazione forestale climacica sono presenti Euonymus europaeus L. e varie rosacee legnose come Pyrus sp. pl., Malus crescimannoi Raimondo, Crataegus monogyna Jacq., Rosa canina L. e Prunus spinosa L.
L’analisi fitosociologica ha messo in evidenza marcate differenze floristiche ed ecologiche, rispetto ad altre formazioni note in letteratura, che hanno permesso di riconoscere una nuova associazione riferibile all’ordine Populetalia albae Br.-Bl. 1931
PAESAGGIO VEGETALE, NATURALITÀ E RETE ECOLOGICA DEL COMPRENSORIO DEL PARCO DEI MONTI SICANI (SICILIA)
I Monti Sicani costituiscono un comprensorio montuoso-collinare, a prevalente ossatura carbonatica di era mesozoica, localizzato tra le province di Palermo e Agrigento (Sicilia centro-occidentale). Esteso circa 2.800 km2 si spinge a settentrione fino a Rocca Busambra mentre a meridione fino al complesso di Rocca Ficuzza-Monte Telegrafo; ad occidente i confini sono segnati dalle colline trapanesi di Salaparuta mentre ad oriente dall’Alta Valle del Platani. In tale contesto s’inserisce il Parco dei Monti Sicani istituito con L.R. n. 6 del 14 maggio 2009 e che, in base alle determinazioni dell’ARTA, interesserebbe il territorio di 12 Comuni (Bivona, Burgio, Cammarata, Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana, Palazzo Adriano, Prizzi, Sambuca di Sicilia, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina). Il territorio del Parco, in corso di delimitazione, comprende 4 riserve naturali orientate: Monte Cammarata (D.A. 86/44 del 18/04/2000), Monte Carcaci (D.A. 480/44 del 25/7/1997), Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio (D.A. 481/44 del 25/7/1997), Monte Genuardo e S. Maria del Bosco (D.A. 480/44 del 25/7/1997). Intercetta, inoltre, la ZPS Monti Sicani, Rocca Busambra e Bosco della Ficuzza (ITA020048) e 13 Siti d’Importanza Comunitaria così distinti: Rocche di Castronovo, Pizzo Lupo, Gurgo di S. Andrea (ITA020011); Calanchi, Lembi boschivi e Praterie di Riena (ITA020022); Bosco di S. Adriano (ITA020025); Serra del Leone e M. Stagnataro (ITA020028); M. Rose e M. Pernice (ITA020029); M. d’Indisi, Montagna dei Cavalli, Pizzo Potorno e Pian del Leone (ITA020031); Monte Carcaci, Pizzo Colobria e Ambienti umidi (ITA020034); Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco (ITA020035); M. Triona e M. Colomba (ITA020036); Monti Barracù, Cardellìa, Pizzo Cangialosi e Gole del Torrente Corleone (ITA020037); Monte Cammarata - Contrada Salaci (ITA040005); Pizzo della Rondine, Bosco di S. Stefano Quisquina (ITA040007); La Montagnola e Acqua Fitusa (ITA040011).
In passato, diversi contributi hanno rappresentato la fisionomia del paesaggio vegetale di porzioni significative del comprensorio in esame (Raimondo, 2000; Marino & al., 2005; Bazan & al., 2007; Marino & al., 2009) ma senza far riferimento all’unità comprensoriale commisurata alle effettive dimensioni del Parco recentemente istituito. Il presente contributo, pertanto, oltre ad implementare le conoscenze sul paesaggio vegetale del territorio regionale, consente di caratterizzare l’area di studio al fine di contribuire alla predisposizione di strumenti utili alla pianificazione delle aree protette regionali. 2 La carta del paesaggio vegetale, redatta in scala 1:25000, riguarda un territorio di circa 1.400 km e consta di 40 tipologie, riunite in 10 gruppi. Tra le più significative si ricordano quelle espresse dalle formazioni dell’Oleo oleaster-Quercetum virgilianae, presenti nella fascia montana fino a circa 1.000 m di quota, del Sorbo torminalis-Quercetum virgilianae, che fisionomizzano le porzioni più elevate del comprensorio fino a circa 1.400 m, i boschi di leccio dell’Aceri campestris-Quercetum ilicis, la macchia ad Olivastro ed Euforbia arborescente dell’Euphorbietum dendroidis typicum.
La carta del grado di naturalità, ottenuta sulla scorta dei criteri delineati da Bazan & al. (2009), evidenzia 4 classi di sistemi e permette di definire la connettività tra i sistemi ecologici presenti nel comprensorio indagato e la Rete Natura 2000, secondo il seguente schema:
Sistemi ad alta naturalità e Sistemi seminaturali ==> Sistemi ad alta connettività ecologica; Sistemi agricoli ==> Sistemi a media connettività ecologica; Sistemi artificiali ==> Sistemi a bassa connettività ecologica.
Lo studio, oltre a mettere a disposizione un utile strumento di lettura del paesaggio e di inquadramento del comprensorio del Parco, permette di definire nuovi criteri per l’identificazione dei corridoi ecologici e delle connessioni utili al potenziamento della rete ecologica regionale. Esso, pertanto, offre criteri utili anche per la delimitazione dell’area di Parco
Schede 1-10. In: SCHICCHI R. & RAIMONDO F. M. Schede per il censimento degli alberi monumentali di Sicilia. 1-10.
Downy oak woods of Italy: phytogeographical remarks on a controversial taxonomic and ecological issue
The importance of downy oak as an integral component of the "submediterranean" woods has been underscored in many studies. Nevertheless, terms like "submediterranean" and "downy oak" are some of the most faintly understood concepts in the European phytogeographical and taxonomical research. Downy oak is well known to be a problematic taxon: the name "Quercus pubescens" (= Q. humilis) piles together populations characterized by an increasing phenotypic and genomic polymorphism along north-south gradients, which is commonly explained as the result of a "founder effect" given by a relatively fast post-glacial re-colonization of the northern stands through rare long-distance dispersal events.
On the other hand, the southern polymorphism of the downy oak provides evidence for geographic/environmental selection driven by different edaphic conditions along clinal gradients of cold and drought stress, even if the distinction of different species is blurred by systematic hybridization and introgression, enhanced by the recent deforestation.
Since downy oak occurs widely all through the Italian Peninsula, we tried to detect some ecological and geographical borders which might be useful to identify climate-vegetation feedback mechanisms as well as to sharpen the syntaxonomical and systematic investigation on such a critical species complex. Our work is based on a well-distributed geo-referenced set of vegetation data, combined with layers of environmental variables (elevation, climate, soil chemistry). The statistical significance of the correlation between vegetation and environmental data has been evaluated through the Mantel's test.
Our results suggest that there are some borders in the distribution/prevalence of morphologic traits of "Q. pubescens" (regarded here as a species complex). These borders are not limited by sharp ecological or geographical gaps but instead reflect patterns of selection and phenotypic variability in key traits of the geographical range
Mapping floristic diversity: a case study in Sicily
This paper presents an operational methodology to map and analyze the floristic richness of “target species” in Natura 2000 sites, making use of G.I.S. tools and procedures. A Floristic diversity map (scale 1:50,000), covering an area of 612 km2, was produced by a team of experts as part of the management plans of “Madonie Mountains” Sites of Community Importance (SCIs), located in Sicily (Italy). The primary grid map represents the richness of “target species”, which include species of Community interests, taxa on the National Red List, endemic and threatened, species protected under International Conventions, taxa of phytogeographic importance. Secondary data frames include a three-dimensional map representing the number of species present in each cell, a coarser species richness distribution (scale 1:400,000) and a reference map of endemism rate in the Mediterranean area. Such a cartographic document has proven to be an effective tool in biodiversity conservation planning. Furthermore, the knowledge of floristic richness and distribution is not only important for the management of protected areas, but it is also important for the sustainable management of cultural landscapes
Structure and diversity of a metacommunity system in the Tuscan archipelago In: Guarino R, Bazan G, Barbera G (Eds.), Vegetation patterns in natural and cultural landscapes
Analisi della correlazione tra indici di diversità a scala di paesaggio e diversità floristica
Biodiversità vegetale degli stagni temporanei della Sicilia
Gli ambienti umidi effimeri ospitano comunità vegetali specializzate e sono sede esclusiva di rare microterofite nonché autentiche stazioni di rifugio per molte specie a ciclo effimero. Per l’interesse bio-ecologico, Braun-Blanquet ha definito queste fitocenosi un gioiello floristico. Anche la Comunità Europea, con la direttiva Habitat 92/43/CEE, riconosce agli stagni temporanei mediterranei una notevole importanza e li individua come habitat prioritario (3170*).
Questi ambienti, essendo stagionali, di modesta estensione, spazialmente dispersi e difficilmente cartografabili, spesso vengono trascurati negli studi a scala di paesaggio. Tali habitat, invece, rappresentano veri e propri micro-hotsposts di biodiversità che contribuiscono in maniera significativa alla funzionalità ecosistemica e svolgono un ruolo fondamentale nelle dinamiche che controllano la connettività del mosaico territoriale.
In questo contributo vengono presentate caratteristiche vegetazionali, distribuzione nonché informazioni sullo stato di conservazione delle zone umide temporanee presenti in Sicilia.
Le fitocenosi analizzate sono riferite, dal punto di vista fitosociologico, alla classe Isoeto-Nanojuncetea, che nell’area di studio è rappresentata da cinque alleanze, per un totale di diciotto associazioni.
Questi biotopi peculiari ospitano specie poco comuni e di grande interesse fitogeografico come Myosusrus minimus, Isoetes velata, Damasonium polyspermum, Cicendia filiformis, Elatine gussonei, Isolepis cernua, Molineriella minuta, Sisymbriella dentata, Ranunculus parviflorus, Juncus capitatus, Crassula vaillantii
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