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Giuseppe Pagano, fascista e antifascista, e altre resistenze
Il contributo analizza il ruolo di Giuseppe Pagano come figura chiave nel dibattito sul rapporto tra design, politica e società nell’Italia tra le due guerre. Attraverso una lettura critica della sua produzione teorica e progettuale, il testo esplora come il suo operato abbia incarnato una visione del design intesa come strumento etico e collettivo, orientato alla costruzione di un sistema produttivo razionale e democratico. La ricerca si basa su un’analisi delle principali fonti dell’epoca, tra cui Casabella, documenti d’archivio e materiali espositivi, per ricostruire il contributo di Pagano alla definizione di un metodo progettuale fondato sul concetto di standardizzazione e produzione in serie.
Il contributo approfondisce inoltre il ruolo di Pagano nelle Triennali degli anni Trenta, con particolare attenzione alla VI Triennale del 1936 e alla Mostra internazionale della produzione in serie alla VII Triennale del 1940, eventi in cui emerge la sua capacità di connettere architettura, produzione industriale e cultura del progetto in una visione integrata. L’indagine si sviluppa intrecciando analisi storica e lettura critica delle fonti, mettendo in luce il valore della sua azione come teorico e curatore, nonché il suo progressivo distacco dal fascismo e l’impegno antifascista fino alla tragica morte nel campo di concentramento di Mauthausen.
Attraverso lo studio della figura di Pagano, il contributo propone una riflessione più ampia sul ruolo del design nella società, interrogandosi sulle sue implicazioni politiche ed etiche e sulla necessità di recuperare una prospettiva progettuale capace di coniugare innovazione, responsabilità e consapevolezza storica
Food Design in Italia : progetto e comunicazione del prodotto alimentare
Food design è una parola ha conosciuto larga diffusione a intendere la «progettazione degli atti alimentari» cioè, in senso lato, quanto ha relazione con ideazione, preparazione, realizzazione, produzione, comunicazione, distribuzione, vendita e consumo del cibo.
E’ possibile provare a distinguere fra design “con il cibo” (per esempio, un certo modo di preparare ricette, piatti o portate), design “per il cibo” (tutti i prodotti o altrolegati alle modalità di consumo e servizio, dalle posate alle pentole, ai bicchieri) e design “del cibo”, cui è dedicato il libro: food product design.
L’obiettivo del libro è analizzare l’artefatto alimentare come un progetto integrale: dai caratteri organolettici alla sua forma, dai sistemi
tecnologici e organizzativi per la produzione a come si colloca in un contesto di valorizzazione, comunicazione e consumo, fino alla
gestione completa del ciclo di vita.
A questo scopo sono stati studiati dal punto di vista storico e del progetto 80 prodotti alimentari tipici della produzione italiana che offrono uno spaccato significativo sullo sviluppo degli artefatti della cultura materiale del nostro Paese.
Il volume è stato premiato nel 2018 con il Compasso d’oro-ADI
Nuovo dialogo fra storia, critica e progetto per una didattica contemporanea del design
Le condizioni economiche, socio-tecniche e culturali contemporanee impongono un ripensamento di contenuti e metodi di didattica e pedagogia del design, a livello dell’istruzione post-diploma, in particolare nelle università. Necessita definire nuovi percorsi formativi capaci di dialogare con la rivoluzione dei sistemi tecnologici e di comunicazione, bensì dentro una dimensione critica di confronto e messa in discussione delle condizioni esistenti, da tempo ormai poco sostenibili dal punto di vista socio-economico, della limitatezza di risorse, della praticabilità ecologica e delle corrette condizioni per l’esistenza umana. In questa sede non si entra nello specifico della progettazione scientifica né dell’organizzazione operativa della formazione e della didattica.
Interessa invece da una parte indagare le nuovi condizioni e contesti; dall’altra affrontare la questione della necessità di un deliberato ed esplicito modus operandi critico come fondamento del fare progettuale, che è necessario mettere a punto scientificamente e operativamente nei luoghi della formazione universitaria. Fra le questioni si pone con forza il recupero di un ruolo e un
rapporto organico fra l’area della teoria, storia e critica e i laboratori progettuali.
Contemporary economic, social and cultural conditions require a rethink of content and methods of teaching and design pedagog y, especially at the level of education, which is nowadays given in universities. It is evident that there is a need to define new training paths capable of dialogue with the revolution of technological and communication systems, but by elaborating a critical thinking to confront and question the existing socio-economic, resource-limited, ecological feasi-bility and the conditions for human existence that have long been so little sustainable. In this context, it is not intended to enter into the scientific design or the operational organization of the didactics. On the other hand, it is interested in investigating the new conditions and contexts in which the design works; on the other hand, it addresses the central issue of the necessity of assuming a deliberate and explicit critical modus operandi as the foundation of the design, made possible by the assumption of an accentuated intellectual dimension which is certainly necessary to develop scientifically and operationally from the places of University education, starting with the recovery of a role and an organic relationship between the theory, history and criticism area and design laboratorie
Il senso del tempo per il design
L’articolo si propone di fornire un contributo critico alle questioni più urgenti del design contemporaneo, interrogandosi sul valore e sul ruolo del progetto in un contesto segnato da transizioni sempre più rapide e imprevedibili. Attraverso una riflessione che mira a liberare il design da una prospettiva autoriale o meramente mercantile, il contributo identifica nuove possibilità di elaborare e praticare paradigmi progettuali capaci di rispondere alla complessità del presente. Il testo esplora l’esigenza di spostare il design ancora più a monte, riconnettendolo alla sua natura intellettuale e umanistica, per proporre un modello pro-adattivo e pro-attivo, capace di articolare strategie resilienti e plurime soluzioni in risposta alle dinamiche mutevoli della realtà.
Se così inteso, e diversamente da altri approcci lineari, chiusi, ad alta definizione e prestazione, il design può diventare uno strumento capace di interpretare la transizione contemporanea e di declinare strategie resilienti di fronte alle condizioni randomiche e inattese che caratterizzano il nostro sistema economico, sociale, tecnico e culturale.
Questo approccio suggerisce un design a bassa definizione ma ad alta complessità, orientato a generare nuove forme di senso e di valore all'interno di un panorama in continua trasformazione
Antonio Citterio industrial design
Il volume ricostruisce l’attività di Antonio Citterio, progettista nel campo dell’architettura, dell’interior, exhibit e retail design. Nello specifico si concentra sull’analisi del suo lavoro nell’industrial design, che lo vede collaborare con alcune delle maggiori aziende italiane e internazionali. Citterio costituisce certo una nuova figura di designer, assieme ispiratore e collaboratore, con un intervento progettuale a 360 gradi, delle strategie delle imprese.
Il volume è suddiviso in quattro capitoli che corrispondono alle fasi significative del lavoro dell’architetto; all’interno di ogni capitolo schede puntuali presentano i singoli progetti di design, con attenzione non solo agli interventi più noti, in particolare nel campo del furniture design, ma anche alle strade e sperimentazioni percorse negli anni.
Un volume sull’attività di industrial designer dell’architetto Antonio Citterio risponde a diversi ordini di interesse. Innanzitutto documentare un percorso complesso e ricco, per qualità e quantità, che nel volgere di un trentennio ne ha fatto uno dei maggiori progettisti italiani, attivo a livello nazionale e internazionale con importanti industrie.
La sua figura permette di articolare un’ampia riflessione sulla condizione del design contemporaneo, in particolare nel settore dell’arredamento, sia in considerazione del fatto che ha attraversato da protagonista le importanti trasformazioni degli ultimi decenni, sia perché propone uno specifico – che per vari aspetti può considerarsi inedito – profilo di architetto e designer, in cui gli elementi fondativi della professione trovano una diversa articolazione ed equilibrio. Progetto, industria, produzione, ricerca, tecnologia, mercato e consumo sono affrontati, solo per cogliere un primo elemento, con approccio e sintesi in sintonia con le necessità complessive del presente
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