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    Oltre il memoriale. Le tracce, lo spazio, il ricordo

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    Monumenti, memoriali e musei, quali forme commemorative da sempre istituite con la precisa finalità di tramandare il ricordo di avvenimenti significativi, sembrano oggi subire un processo di ridefinizione del proprio ruolo. In un momento caratterizzato da una ossessione commemorativa, il presente lavoro vuole dimostrare che esiste un processo evolutivo delle forme di memorializzazione dal secondo dopoguerra a oggi, dove monumenti e memoriali hanno lasciato il passo a nuove forme maggiormente connesse al territorio, alla partecipazione delle comunità locali e in grado di promuovere memorie attive e produttive invece che passive e luttuose

    Forme della memoria: oltre il memoriale

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    La ricerca indaga gli spazi culturali del ricordo, ovvero quei luoghi dove risiede la memoria collettiva legata ai drammi del Novecento in Europa, nel periodo che va dalla fine della Prima Guerra Mondiale ai conflitti nei Balcani. Questi luoghi della memoria, presenti sia nel contesto urbano della città sia nel territorio, possono essere considerati all’interno di un sistema museografico diffuso che non si ferma alla semplice commemorazione ma diventa un luogo attivo/performativo che ha come obiettivi la trasmissione del ricordo e la partecipazione delle comunità locali. I temi, tuttora oggetto di studio del gruppo di ricerca coordinato da Luca Basso Peressut e Gennaro Postiglione, sono stati analizzati all’interno delle attività di ricerca del PRIN 2008 “L’intervento nelle aree archeologiche per la musealizzazione e la comunicazione culturale” e successivamente confluiti nel progetto internazionale “REcall- European Conflict Archaeological Landscape Reappropriation” (www.recall-project.polimi.it) di cui il prof. Gennaro Postiglione è Project Leader e la PhD Candidate Michela Bassanelli è il Principal Investigator

    Interno | Esterno: lo spazio soglia come nuovo luogo della domesticità

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    The paper grows out of consideration of the transformation of domestic space in relation to the practices and behaviors of the contemporary inhabitant. The nomadic culture and the mobility that characterize the current period defined a different use of the space. A permeable space, able to change continuously through the passage of people which establish relationships with the surrounding environment that are always different. The essay aims to define, through the analysis of some meaningful case studies related to the domestic sphere, the nature of this particular space, which we call “threshold” where connections, that are created between the people are reflected in the fluidity and loss of precise physical boundaries between inside and outside. The threshold, that we define in this short essay, becomes a zone, not only a place of passage, but a space of exchange and encounter between interior and exterior, that has an intrinsic idea of space
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