803 research outputs found
Verso un laboratorio dell'amministrazione condivisa. Primi risultati di una ricerca multidisciplinare Collana Quaderni Terzjus a cura di B. Boschetti
La co-programmazione e la co-progettazione sono due strumenti fondamentali per rinsaldare la collaborazione tra Pubblica Amministrazione (PA) e Enti del Terzo Settore (ETS) al fine di costruire efficaci politiche rivolte alla cittadinanza, non solo nel settore socio-assistenziale, ma anche nel più vasto perimetro di attività di interesse generale definite dall’articolo 5 del Codice del Terzo Settore (CTS -Dlgs. n.117/2017): dalla rigenerazione urbana, ai servizi di cura della salute, passando per la tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale, senza dimenticare l’agricoltura sociale e la promozione dello sport per tutti. L’Amministrazione Condivisa (AC) è diventata una parola chiave nel dibattito pubblico, soprattutto dopo la pubblicazione della sentenza n.131/2020 della Corte costituzionale, che ha nei fatti fornito una autorevole fonte di legittimazione non soltanto agli istituti giuridici introdotti dall’articolo 55 del CTS, ma anche a tutte le prassi più o meno formalizzate attraverso cui si viene a determinare una cooperazione fruttuosa fra le varie articolazioni dello Stato e gli ETS: regolamenti comunali per la gestione dei beni pubblici, patti di sussidiarietà e di comunità, reti di partenariato su specifiche iniziative, ecc.
Il volume fa il punto sullo stato di avanzamento delle diverse forme di AC venute in auge di recente in Italia, esaminando le loro potenzialità e criticità attraverso un ampio spettro di metodi e tecniche di indagine (mix methods research - analisi secondaria di dati statistici, rilevazione sistematica sulle procedure amministrative, interviste in profondità con gli attori coinvolti nella AC, osservazione partecipante durante riunioni pubbliche). Il quaderno raccoglie alcuni contributi originali di ricerca ed è frutto di un fecondo dialogo multidisciplinare fra giuristi, politologi e sociologi nell’ambito del Laboratorio di Amministrazione Condivisa (LAC), attivato agli inizi del 2023 dalla Fondazione Terzjus. Nella prima parte del testo si compie una approfondita ricognizione giuridica esplorando i profili del diritto, delle procedure e dei casi giurisprudenziali legati alla AC. Nella seconda parte ci si sofferma invece sulle pratiche sociali, le dinamiche politiche e gli scenari di governance emergenti in alcune esperienze significative di co-programmazione e co-progettazione sviluppate in diverse aree del Paese.
Contributi di Nicola Berti, Luigi Bobba, Gianluca Budano, Barbara L. Boschetti, Cristiano Caltabiano, Chiara Cavallaro, Luciano Gallo, Luca Giachi, Giangiorgio Macdonald, Marco Marucci, Francesca Proia, Federico Razetti, Patrik Vesan
Il ruolo della soft law nella lotta contro il Covid-19
Partendo dal suo ruolo fondamentale nel promuovere la resilienza
dei sistemi giuridici contemporanei, il rapporto si sofferma sull’uso
della soft law per contrastare il Covid-19, offrendo una panoramica
delle varie e molteplici misure adottate a livello internazionale, europeo
e nazionale e fornendo una loro classificazione sulla base dei
soggetti, dei tipi/forme e delle funzioni. L’analisi mostra come la
soft regulation, a dispetto dei suoi limiti, sia una componente chiave
della complessiva strategia di governance della crisi pandemica
e del cd. diritto dell’emergenza
L’emergenza sanitaria come acceleratore dell’innovazione digitale nelle Amministrazioni locali: il caso del Comune di Milano
L’analisi dimostra che l’investimento in innovazione aumenta la resilienza
delle amministrazioni, anche dinanzi a choc sistemici quale
quello generato dall’epidemia da Covid-19. Dimostra altresì che l’emergenza
ha rappresentato un fattore di accelerazione digitale delle pubbliche
amministrazioni locali, sia nella risposta alla pandemia, sia nella
gestione delle politiche pubbliche nella fase di ripartenza. Infine, pone
in evidenza la necessità di gestire l’innovazione digitale con un approccio
olistico e di sistema (enterprise architecture)
Oltre l'art. 9 della Costituzione: un diritto (resiliente) per la transizione (ecologica)
Abstract: Beyond Article 9 of the Constitution: a (resilient) right for the (ecological) transition – The paper aims to set out the framework for a new resilient law (and regulatory approach) fit for the ecological transition. This resilient law needs to take up the challenge of trust in the existential urgency for the ecological transition, together with that of a justice in transition (even in respect to future generations); the challenge of new eco-systemic alliances, together with that of a transition as a service approach (TaaS). These many challenges can be faced by re-shaping regulatory approaches and policy responses based on the new space/time opened up by resilience in transitions
The pandemic curvature of democratic space/time. A legal perspective.
The paper outlines if and how the pandemic contributed to the curvature of the democratic space/time. The entire legal toolbox was deployed and shaped to counter the pandemic's many impacts: not only regulatory strategies and decision-making processes, but also governance and even the legal lexicon. The short distance travelled in the journey towards recovery and resilience - which per se is a pandemic output - has already revealed the goal-oriented and performative face of the new NRRP/dedicated governance and regulatory framework, which seems able to temper the future and the risks it brings. It also paves the way to longer journeys, including the big transitions of our time - environmental and digital transitions, but also cultural and social ones - together with their transformative potential. Democracy is at a crossroad: it has the opportunity to be fit for the future (future-proof), or simply lost in transition(s). In this respect a few lessons emerge from the pandemic
[Bar Japonés]
Procedencia: Maeder, Ernesto J. A.Forma de Adquisición: Donación.Nota: Título asignado por el autor del relevamiento.Referencia Bibliográfica: MORO, Juan. Primera Guía del Chaco. Resistencia, Moro, 1920 p.27; MORO, Juan. Guía del Chaco. Año V. Resistencia, Moro, 1935 p.71Este bar ubicado en la calle Juan B. Justo 101 de la ciudad de Resistencia, Chaco era propiedad del señor Sowa Nakanose. El antiguo edificio fue originalmente propiedad de Agustín Andriani, uno de los primeros italianos llegados al lugar en el año 1872. En el mismo edificio se encontraba instalado el "Hotel Italia", el primero de la ciudad, inaugurado a principios de 1880.Fil: Boschetti, Pablo Luis. Estudio Foto Boschetti. Resistencia-Chaco; Argentina
Eco-design giuridico (trasformativo) per la “net-zero age” e la sua economia.
La transizione ecologica, con la sua urgenza trasformativa, costituisce un laboratorio di eco-design giuridico orientato a potenziare la capacità trasformativa del sistema, nella duplice direzione della capacità di portare a compimento la transizione ecologica (e grandi cambiamenti strutturali) e capacità di una giustizia nella transizione ecologica, come richiesto dal paradigma della resilienza trasformativa (art. 2, Reg. 2021/241/Ue). Si tratta di un eco-design di rilevanza e impatto costituzionale mosso dal Green deal. In particolare, con l’introduzione del primato ecologico, prende le distanze dal tradizionale paradigma dello sviluppo sostenibile e dalla sua impronta antropocentrica. Inoltre, con il principio di giustizia nelle transizioni, consente disvelare una idea di giustizia, fatta di soluzioni concrete, che si realizza nell’azione, come forma della transizione, ma che mantiene una tensione trascendentale in quanto essenziale a dare forma contratta a una visione politica per il futuro. Attorno a queste coordinate è ridefinito il rapporto diritto ed economia e le forme giuridiche per il governo dell’economia. In particolare, prende vita un eco-nomos per una eco-nomia a prova di net-zero age.Thanks to its imperative/transformative force, the ecological transition paves the way to an eco-design experience aimed to shape the law (and the space-time) fit for the net-zero age, both in terms of capability to carry out structural changes and of a justice in transitions, according to the transformative resilience paradigma (art. 2, Reg. 2021/241/EU). It’s a constitutional eco-design experience, which shapes the EU Constitution, by promoting both an ecological primacy which moves us away from the more traditional sustainable development paradigm and its anthropocentric footprint; and an idea of justice "in action", nourished by a political (trasformative) vision for the future. Based on these new constitutional coordinates, the Green deal re-shapes the law-economy relationship and the ways in which the law governs the economy, leading to an eco-nomos and an eco-nomy fit for the net-zero age
Sulla responsabilità per danni delle autorità di vigilanza (Banca d'Italia e Consob). Cass., 27 ottobre 2020, n. 23489
Le controversie relative alle domande proposte da investitori e azionisti nei confronti di un'autorità di vigilanza (Banca d'Italia e Consob) per i danni conseguenti alla mancata, inadeguata o ritardata vigilanza su banche e intermediari sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, non venendo in rilievo la contestazione di poteri amministrativi, ma di comportamenti “doverosi” posti a tutela del risparmio che non investono scelte ed atti autoritativi , essendo tali autorità tenute a rispondere delle conseguenze della violazione dei canoni comportamentali della diligenza, prudenza e perizia , nonché delle norme di legge e regolamentari relative al corretto svolgimento dell'attività di vigilanza, quali espressione del principio generale del neminem laeder
BOURDIEU'S WORK ON LITERATURE. CONTEXTS, STAKES AND PERSPECTIVES
LITERATURE HOLDS a very important place in Pierre Bourdieu’swork: his notion of field was first applied to literature, while the mostcomplete and systematic presentation of his theory of fields is to be found in The Rules of Art, a work devoted to art and literature. What expla-nation can be given for the relevance of these objects to Bourdieu’s theor-etical work? His interest in art and literature may appear somewhat surprising and improbable at first sight when one considers that for Bourdieu the sociology of culture, in the strictest sense of the term, was just one aspect of a much vaster project: a general theory of the ‘social world’. In order to explain Bourdieu’s choice of object, in the first part of this article I will consider the national and international context within which his theory has been built. I will show that in the French intellectual space, particularly in that period, literature was a central theoretical object. In the international context, the attention paid to literature was justified by the importance given to the symbolic phenomena in the main contemporary theoretical traditions. Bourdieu himself stated, referring to Gaston Bachelard, that ‘epistem-ology is always conjunctural: its propositions and thrust are determined by the principal scientific threat of the moment ’ (Bourdieu and Wacquant, 1992: 174). Moreover, against the errors that can result from an ahistorical and derealizing reading, he argued that the proper understanding of any given author requires a double contextualization. On the one hand, in order to appreciate the singularity and difficulty of his theoretical acquisition, it is necessary to bring to light the effort involved in reaching such an achieve-ment by reconstructing the mental space of the author, the problems that he attempted to resolve, the theoretical possibilities with regard to which his hypotheses were defined, and the position that the author held in his field of production at the time in which they were formulated. On the other hand
- …
