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    Processi di apprendimento tra sostenibilità e inclusione. Reggio Calabria nel Global Network of Learning Cities Unesco

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    Io contributo indaga l'applicazione del concept Unesco della Learning City (LC: una comunità capace di percepire, comprendere e generare cambiamento, ponendo al centro il valore delle espressioni culturali) nel processo di adesione al Global Network della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Inclusione, prosperità e sostenibilità da acquisire attraverso il life-long learning si traducono in un impegno per costruire una LC sostenibile, assumendo i principi fondanti e gli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030. L’apprendimento non pertiene più solo agli organismi governativi di educazione/istruzione, ma assume una valenza multidimensionale: pianificazione urbana come riqualificazione/rigenerazione delle aree cittadine, tecnologia, occupazione, salute e servizi alla famiglia. Il life-long learning equo e inclusivo diventa cruciale nella strategia Unesco di valutazione delle pratiche adottate dalle città che vogliano candidarsi al Global network delle LCs Nella prospettiva di costituire una comunità sociale educativa ed educante inclusiva e accogliente, è importante sensibilizzare le Amministrazioni locali ad abbracciare la visione di una governance che investa nell’istruzione e nel sapere

    I fatti del Circeo quale paradigma di analisi della violenza sessuale

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    La tesi è dedicata al tema della violenza sessuale, con un focus sui fatti del Circeo, consumatisi nel settembre 1975. L’elaborato intende sottolineare il loro carattere periodizzante nella storia della violenza sessuale e della sua rappresentazione sociale. Il crimine compiuto ai danni di Donatella Colasanti e Rosaria Lopez ha sollevato il velo di omertà dietro al quale da sempre sono stati celati i crimini di genere. Configurandosi quale paradigma di analisi della violenza sessuale, lo studio di tale delitto e della sua ripercussione sociale permette di cogliere l’evoluzione del concetto di stupro nella seconda metà del Novecento. A partire da tale data si innesca nel Paese, attraversato da profondi mutamenti sociali e del costume, una riflessione profonda, da cui scaturisce un cambiamento sociale e culturale, nonché istituzionale, che assume concretezza con l’emanazione della legge "Norme contro la violenza sessuale" (1996). Sulla base di fonti differenziate, l'elaborato intende dimostrare come tale evento possa essere assunto quale spartiacque in merito al tema dello stupro, che, all’indomani del delitto, uscendo dalla dimensione privata, inizia ad assumere rilevanza nel dibattito pubblico, divenendo un fatto «politico»

    L’ACQUA COME FATTORE DI RISCHIO INFETTIVO IN OSPEDALE.

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    L’ACQUA COME FATTORE DI RISCHIO INFETTIVO IN OSPEDALE Antonio Azara, Istituto di Igiene e Medicina Preventiva – Università degli Studi di Sassari I sistemi di distribuzione dell’acqua sono da tempo riconosciuti come fonte controllabile di infezioni correlate alle pratiche assistenziali (ICPA) ed in particolare in ospedale dove, l’acqua, rappresenta un elemento necessario allo svolgimento di gran parte delle attività erogate. In questo contesto, infatti, si riscontrano molteplici condizioni di rischio legate a diversi fattori quali: differenti tipi di acque impiegate, vetustà e carenza di manutenzione delle reti idriche, elevato numero di soggetti esposti all’acquisizione di patologie infettive, ampia diffusione di microrganismi resistenti, complesse modalità di esposizione ed eventuale contaminazione. Tra i microrganismi più frequentemente coinvolti in episodi infettivi ed epidemici o pseudo epidemici si rilevano più frequentemente: Legionella spp., Ps.aeruginosa, Acinetobacter, Virus, Micobatteri non tubercolari. L’Istituto di Igiene dell’Università di Sassari, da numerosi anni, svolge attività di sorveglianza e prevenzione delle ICPA anche di origine ambientale e dell’acqua in particolare, sia presso i presidi ospedalieri dell’ASL n. 1 di Sassari che presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari. Nell’ambito di tale attività, per es., per quanto riguarda la Legionella, il 36,9% dei prelievi è risultato positivo, con una più elevata percentuale di isolamento (61,8%) di L. pneumophila sierotipo 2-14. In altri prelievi, oltre alla positività per Legionella, la cui carica è stata efficacemente abbattuta al punto di prelievo (confermato anche da analisi molecolari), mediante l’utilizzo sperimentale di filtri di 0,2 μ, è stata rilevata la presenza, pur modesta, di Ps. aeruginosa, Coliformi, Miceti, Clostridi. Inoltre, sempre grazie ad avanzate metodiche molecolari, è stato possibile identificare l’acqua erogata da rubinetti di stanze di degenza come responsabile di un episodio epidemico/pseudoepidemico sostenuto da Ps. aeruginosa che ha coinvolto quattro pazienti in un reparto ad alto rischio. Appare, quindi, quanto mai indispensabile attivare una sorveglianza epidemiologica delle infezioni di origine idrica attraverso la quale definire modalità di effettuazione dei prelievi, delle indagini microbiologiche e dei criteri di interpretazione dei risultati; è necessario, inoltre, diffondere e perfezionare le procedure di valutazione del rischio legato alla contaminazione idrica e definire responsabilità, parametri e modalità di gestione degli impianti. Se l’acqua in ingresso alla struttura deve rispettare i parametri previsti dal D.L.gs 31/2001 e la responsabilità dell’ente erogatore cessa con l’entrata del collettore di distribuzione, è invece un onere specifico dell’ospedale garantirne la qualità nei vari punti d’uso rispettando, inoltre, criteri aggiuntivi in base al rischio specifico. Pertanto, l’obiettivo prioritario di assicurare la sicurezza dell’acqua, in relazione ai molteplici impieghi ed ai diversi requisiti di qualità richiesti, non è di semplice risoluzione. Infatti, per migliorare ulteriormente la qualità dell’acqua, non basandosi esclusivamente sul controllo finale del prodotto ma adottando una più moderna impostazione, l’OMS ha stilato recenti linee guida attraverso un sistema globale di gestione del rischio, denominato “Water Safety Plan” (WSP), esteso all’intera filiera idrica. Se è vero che l’adozione di tale modello appare di più complessa realizzazione nell’ambito ospedaliero è anche vero che, proprio per l’esigenza di garantire i più elevati standard di sicurezza dell’acqua, l’ospedale rappresenta un settore privilegiato e prioritario nell’attuazione del WSP. L’adozione di linee guida di sicurezza dell'acqua e di istruzioni operative adattate alla specifica realtà ospedaliera, inserite in un più ampio piano di valutazione e controllo dei rischi dell’intera struttura, rappresentano, pertanto, elementi determinanti non solo per ottenere, a breve termine, il raggiungimento degli obiettivi minimi legislativi, ma anche, adottando standard di riferimento di eccellenza internazionale, per perseguire un miglioramento continuo della qualità erogata

    La donna delinquente e la prostituta. L'eredità di Lombroso nella cultura e nella società italiane

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    A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, le discussioni intorno alla natura femminile, alla collocazione della donna in società e al rapporto fra i sessi si fecero sempre più frequenti. All’interno della cultura scientifi ca positivista la caratterizzazione psichica e morale dell’individuo veniva fatta derivare dalla sua struttura anatomo-biologica: le nascenti scienze umane veicolarono dunque l’immagine di una femminilità legittima solo se commisurata alle funzioni naturali inscritte nel corpo della donna. In questo contesto, una formidabile eco ebbe l’opera di Cesare Lombroso. Obiettivo del volume è allora quello di ripercorrere l’eredità lombrosiana circa la normalità e la devianza femminili tanto nella rifl essione teorica, quanto nei dispositivi normativi dall’ultimo decennio dell’Ottocento fi no all’Italia repubblicana

    Educazione alla cittadinanza e formazione degli insegnanti

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    Il contributo sull'educazione alla cittadinanza e sulla formazione degli insegnanti presenta uno studio sul tema della cittadinanza, in una prospettiva nazionale ed europea: studio che, a tal fine, pone al centro il valore della formazione e dell’insegnamento. Alla luce dei risultati ottenuti attraverso indagini di tipo sia quantitativo che qualitativo, emerge una posizione sostanzialmente positiva verso le prospettive di insegnamento dell’educazione alla cittadinanza, si ritiene che vadano potenziati i curricoli sia scolastici che universitari introducendo maggiori occasioni di formazione attiva collegata all’esperienza di vita quotidiana dei bambini, dei genitori, della famiglia, della comunità locale. In tutti i casi si lamenta una carenza nei collegamenti tra la teoria e la pratica. Gli insegnanti sia a scuola che all’università dovrebbero lavorare di più sui temi dei diritti umani, della giustizia sociale, delle questioni di carattere politico e sociale, sulla tolleranza, la diversità culturale
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