1,721,075 research outputs found
Residual stress analysis of thin AlSi10Mg parts produced by Laser Powder Bed Fusion
Among the various Additive Manufacturing (AM) technologies available for metal part production, powder bed processes are the most promising for industrial mass production. However, one obstacle to the widespread adoption of AM technologies is the effect of the residual stress state on the integrity and lifetime of parts. The residual stress state is influenced to a great extent by the geometry and orientation of the part, and such conditions as the distance of the part regions from the building platform or geometrical constraints may change the stress values and distribution. This work describes an experimental activity that has made it possible to draw the trend of the residual stress beneath the surfaces of thin samples produced in AISi10Mg alloy through a Laser Powder Bed Fusion (L-PBF) process, in order to evaluate how stresses are altered by different geometrical constraints
Direct Metal Rapid Casting: mechanical optimization and tolerance evaluation.
The ZCast Direct Metal Casting process allows the direct fabrication of ceramic moulds and cores through Three Dimensional Printing. It ensures low costs and extremely short times for the production of cast metal prototypes, but the knowledge on the expected performances is still lacking. This paper describes a set of experiments done on Z-cast components, in order to evaluate the mechanical and dimensional performances and their dependence on the production parameters.Cylindrical samples have been manufactured and subjected to different posttreatments, varying process time and temperature. The baked parts, as well as some green ones for comparison, have undergone compression tests and the rupture surfaces have been observed using S.E.M.. The results proved that time has anegligible effect on the compressive strength, whereas temperature can be optimized for parts’ best mechanical response. For the evaluation of the dimensional performances, a specific benchmark has been designed, built and treated following the thermal cycle previously identified. Uniformly distributed measurements have been made on the benchmark before and after baking using a CMM. In the last part the paper evaluates the tolerance values and calculates the correct IT class location for the considered process
I materiali appenninici di Filitosa
Il contributo affronta il riesame di un gruppo di materiali rinvenuti nel sito archeologico di Filitosa e classificati in letteratura come "appenninici". Lo studio dei frammenti conduce ad una riconsiderazione di tale attribuzione e all'individuazione ai materiali della penisola italiana maggiormente confrontabili con quelli in esame
History of residual stresses during the production phases of AlSi10Mg parts processed by powder bed additive manufacturing technology
Residual stresses can be detrimental to the proper functioning and the structural integrity of built parts. During the selective laser melting (SLM) process, the scanned layers are subjected to rapid thermal cycles. Steep temperature gradients generate residual stresses. In this paper, the semi-destructive hole-drilling method has been used to measure the residual stresses on AISi10Mg parts fabricated by means of an SLM process. The evolution of the profile of the residual stresses of the samples is illustrated in function of the process phase (as-built, after the thermal treatment, after shot-peening) for samples with and without supports. The outcomes have shown the presence, on the as-built components, of high tensile stresses that the usual post-processing operations are not able to minimise. This paper provides a new knowledge on the history of residual stresses during the production phases of metal parts through powder-bed additive manufacturing technology
Villaperuccio tra ipogeismo e megalitismo, testimonianze archeologiche dal Neolitico all’età romana
Il catalogo della mostra grafica e fotografica illustra i risultati di una ricerca portata avanti dalle università di Cagliari (scavo nella necropoli a domus de janas di Montessu) e Sassari (analisi territoriale). Il titolo della mostra riassume gli aspetti peculiari del patrimonio archeologico di Villaperuccio, in cui i fenomeni dell’ipogeismo e del megalitismo costituiscono gli elementi distintivi. La ricognizione sistematica del territorio, l’esame dei caratteri morfologici, geolitologici, pedologici e idrografici, integrati in un’analisi di tipo site catchment, ha consentito di individuare il sistema insediativo che contraddistingue le fasi prenuragica e nuragica. Per il Neolitico recente e finale è caratterizzato da un tipo insediativo riconosciuto in altri contesti coevi della Sardegna, in zona fertile sub pianeggiante, nei pressi di un corso d’acqua (S’Arriorgiu). In tale sistema si associa l’area cultuale (allineamento di menhir di Terrazzu, Is Pedras Crocadas, Is Pireddas) che lambisce l’insediamento e quella funeraria, più distante, su medio versante (Montessu). Nel pieno Eneolitico si assiste a una diversificazione della tipologia insediativa, legata verosimilmente a differenti funzioni dei siti: abitativa nella piana del Lago di Monte Prano, di controllo nel medio versante del Monte Narcao.
La fase nuragica è caratterizza da un sistema di controllo caratterizzato dalla presenza di nuraghi su quasi tutte le alture che sovrastano vallette fluviali: due linee da nord a sud , lungo il Gutturu Ponti e il Mannu e tre da est ad ovest, che mettono in comunicazione le prime due.
Il quadro della frequentazione in età romana appare lacunoso: aree con reperti in superficie e tracce di riutilizzo dei nuraghi, queste ultime preferibilmente in aree pianeggianti e sub collinari
Villaperuccio tra ipogeismo e megalitismo, testimonianze archeologiche dal Neolitico all’età romana
Il catalogo della mostra grafica e fotografica illustra i risultati di una ricerca portata avanti dalle università di Cagliari (scavo nella necropoli a domus de janas di Montessu) e Sassari (analisi territoriale). Il titolo della mostra riassume gli aspetti peculiari del patrimonio archeologico di Villaperuccio, in cui i fenomeni dell’ipogeismo e del megalitismo costituiscono gli elementi distintivi. La ricognizione sistematica del territorio, l’esame dei caratteri morfologici, geolitologici, pedologici e idrografici, integrati in un’analisi di tipo site catchment, ha consentito di individuare il sistema insediativo che contraddistingue le fasi prenuragica e nuragica. Per il Neolitico recente e finale è caratterizzato da un tipo insediativo riconosciuto in altri contesti coevi della Sardegna, in zona fertile sub pianeggiante, nei pressi di un corso d’acqua (S’Arriorgiu). In tale sistema si associa l’area cultuale (allineamento di menhir di Terrazzu, Is Pedras Crocadas, Is Pireddas) che lambisce l’insediamento e quella funeraria, più distante, su medio versante (Montessu). Nel pieno Eneolitico si assiste a una diversificazione della tipologia insediativa, legata verosimilmente a differenti funzioni dei siti: abitativa nella piana del Lago di Monte Prano, di controllo nel medio versante del Monte Narcao.
La fase nuragica è caratterizza da un sistema di controllo caratterizzato dalla presenza di nuraghi su quasi tutte le alture che sovrastano vallette fluviali: due linee da nord a sud , lungo il Gutturu Ponti e il Mannu e tre da est ad ovest, che mettono in comunicazione le prime due.
Il quadro della frequentazione in età romana appare lacunoso: aree con reperti in superficie e tracce di riutilizzo dei nuraghi, queste ultime preferibilmente in aree pianeggianti e sub collinari
La didattica dell'architettura nelle Doors of Identity
Non vi è dubbio che la didattica orientata alla reinterpretazione ed all’attualizzazione dello spazio costruito, per essere efficace, deve liberarsi dal dogmatismo della Radiant Garden City Beautiful, termine con cui Jane Jacobs (1993) attacca la retorica saccente degli ambienti accademici. Secondo Jacobs, l’organizzazione degli ambienti, aperti o chiusi, in cui la vita delle comunità si svolge, è da progettare in maniera libera, a partire dalla lettura e dalla problematizzazione delle esigenze riconosciute da parte dei fruitori degli spazi, al di fuori da analisi e narrative precostituite. È questa una prospettiva che, soprattutto in relazione alla pianificazione urbana, si riscontra negli studi riconducibili al New Urbanism .
Si tratta di una visione della didattica fortemente orientata all’esperienza diretta, in cui la conoscenza delle funzioni, essenzialmente basata sull’utilizzo quotidiano, si apre ad un progetto in cui l’organizzazione degli spazi si basa sulla valorizzazione del presente che dà luogo ad un assetto futuro che, radicato nell’interpretazione del presente, ne esalta le potenzialità di miglioramento qualitativo. Il futuro è un presente trasfigurato, che suscita emozione e desiderio in relazione ad una bellezza, cioè una qualità della vita “bella”, che è radicata nel presente e che, in maniera dinamica, proprio attraverso l’emozione ed il desiderio, si proietta nel futuro, tramite il progetto
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