1,721,000 research outputs found

    A study of melanoma in Eastern European migrants in Italy.

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    Cancer survival rates are lower in Eastern Europe. To describe, based on a single-centre database in northern Italy, clinical, histopathological, and prognostic features of melanoma in a migrant population from Eastern Europe. MATERIALS & METHODS: We retrospectively analysed data from 18,190 consecutive foreign patients who visited our institution, with 49 cases of melanoma from Eastern Europe. The control group was represented by 1,003 Italian melanoma patients diagnosed and followed at our centre during the same time period. Patients from Eastern Europe were mainly females with lower median age, without significant differences regarding primary melanoma site, relative to the control group. Diagnosis was made at the place of birth in 30.6% and in our centre for the remainder. Median Breslow thickness was greater (p = 0.0178), and aggressive histotypes (p = 0.0017) and ulcerated melanomas (p = 0.002) were significantly over-represented, particularly when diagnosed in the patients' native country. Disease was more advanced at diagnosis (p = 0.0001), regardless of the place of initial diagnosis (51% had a progressive disease within one year which rose to 80% if diagnosed before admission to our centre), and the percentage of patients who died within one year was significantly higher (p = 0.022), relative to the control group. Our study shows a poor prognosis for melanoma patients diagnosed in Eastern Europe. Moreover, for migrant populations moving from Eastern to Western European countries, financial difficulties, poor social integration, and language barriers, with consequent late access to healthcare facilities, may account for a worse prognosis

    Tra il dire e il fare ...

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    Ancora oggi, XXI secolo, si riscontra una netta dicotomia tra il dire e il fare in ambito di interventi sul patrimonio edilizio, storico e recente; si promulgano leggi e normative che esprimono l’intenzione di salvaguardare e migliorare i contesti costruiti, di valorizzare gli aspetti connessi alla cultura della storicità dei luoghi, di perseguire la continuità funzionale dell’edificato storico inteso quale patrimonio insostituibile. Tutto questo costituisce il dire. Nello stesso ambito normativo si riscontra, invece, una diffusa carenza di conoscenza e informazione sulle procedure operative degli interventi sull’edificato consolidato, al di fuori dello specifico campo del restauro conservativo, riservato peraltro ad un settore edilizio-architettonico di elevato valore qualitativo e per altro verso normato. Definire i possibili “modi del fare” è un compito che richiede, a priori, una dettagliata conoscenza dello specifico assetto tipologico del luogo; da questa conoscenza, attraverso i filtri di norme esistenti – molto spesso contradditorie o inadeguate e insussistenti – e di prestazioni connesse ad esigenze d’uso attualizzate, è possibile sperimentare i percorsi progettuali di intervento che devono, necessariamente, far coincidere cultura e tecnica, conoscenza del passato ed evoluzione del costruire

    “Retrieval, revaluation and tenable development of early twentieth century municipal building throughout the territory of Lucania”

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    L'obiettivo della ricerca è quello di affrontare il tema del recupero e della valorizzazione di ambiti fortemente caratterizzati da sperimentazione di tecniche costruttive del Moderno nel territorio della Basilicata e tende a realizzare un abaco delle tecnologie edilizie utilizzate individuando gli effetti dell’innovazione, prima tecnologica poi normativa, sulle realizzazioni. La presenza nel territorio di questa regione, di un patrimonio costituito da complessi insediativi di edilizia minore e di emergenze architettoniche specialistiche, caratterizzato dalla sperimentazione delle tecniche costruttive moderne o da nuove tecniche di posa in opera con materiali tradizionali, poco conosciute e per nulla studiate e valorizzate, è il fattore trainante della ricerca. Oggetto di studio sono realtà architettoniche specifiche come i nuclei omogenei posti nei centri minori rurali ed urbani e gli edifici complessi, anche questi inseriti in strutture urbane o presenti sul territorio, in modo da giungere alla conoscenza e alla creazione di una rete di riferimenti certi per sviluppare e gestire progetti e programmi di riqualificazione per lo sviluppo sostenibile. Lo studio critico di queste emergenze architettoniche e delle innovazioni tecnologiche in esse presenti, riferite a quel particolare momento storico che ha segnato la loro realizzazione, viene approfondito attraverso il rilievo con metodologie scientifiche, la documentazione e la classificazione degli organismi architettonici, dei siti storici e delle parti di realtà ambientali scelti in casi-studio, legate alla caratterizzazione di alcune aree geografiche e realtà sociali-insediative

    Processo tipologico e sicurezza sismica

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    La sicurezza sismica dei tessuti edilizi, antichi, moderni o contemporanei, assume un ruolo di primaria importanza nella valutazione della qualità urbana in ragione della necessità di conservazione dei tessuti stessi e della ricaduta in termini socio economici degli investimenti necessari per conferire maggiore sicurezza ai centri o per riparare i danni nel caso che questi si manifestino in seguito ad azioni telluriche. Già precedenti studi hanno dimostrato come partendo dalle analisi delle trasformazioni edilizie sia possibile risalire alla definizione delle vulnerabilità e come quindi dallo studio del processo tipologico si debba partire per fondare anche strategie di intervento tese ad una conservazione consapevole. Ciò che questa linea di ricerca può offrire è di collegare l’analisi dei processi tipologici alla definizione materico-costruttiva di tali tessuti per giungere a delle ipotesi di conservazione e modificazione compatibili che garantiscano anche una maggiore sicurezza sismica nell’ottica di una qualità urbana diffusa. Una metodologia di lavoro che, partendo dallo studio del dato contestuale e processuale, riesca a produrre ipotesi di intervento che modificano, migliorandoli, i possibili scenari di danno. Il caso di studio prescelto per condurre una sperimentazione in tale direzione è il centro storico di Medicina (BO) ove già da diversi anni il DAPT sta conducendo analisi dei tessuti edilizi. Obiettivo, in questo caso, è quello di selezionare un isolato su cui condurre, più nello specifico, una ricerca delle fasi di trasformazione edilizia ed individuare quali nessi ci siano tra queste e la vulnerabilità sismica del complesso edilizio esaminato, in relazione anche ai materiali ed alle tecniche costruttive utilizzate

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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