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    Hydrogeological and Climatic Risks: The Emblematic Case of an Exceptional Debris Flow in Central Apennines (Italy)

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    The present work aims to highlight a particular event where there was a concomitance of particular hydrogeological and climatic conditions, unfortunately in a scenario which could be repeated. In fact, the south-eastern slope of Mount Vermenone (Central Apennines, Italy) was affected by a severe landslide movement of debris flow type. The phenomenon was triggered in the midhigh portion where a vast and thick debris accumulation (coarse, loose, and weakly cemented materials) was present. The aforementioned materials, in addition to being located on a steep slope, were frequently in a condition of water saturation during the winter, given the presence of springs and the characteristic impluvial form in which they were concentrated. In January 1997, a rapid snowmelt increased the water saturations in the thick debris, so that the materials became unstable on the slope and the movement is quickly activated. A fast and dense debris flow was triggered, moving along the steep slope down to the main valley floor: Here, the high energy flow did not stop but continued, spreading its accumulation almost to the built-up area. Only after several days and months the stream was able to resume its course, incising the huge mass of alluvial materials that can still be seen today at the edge of the plain. In addition, the groundwater resource also has been compromised as some springs in the area have changed their regime or even disappeared. The event was of considerable impact, and given its exceptional nature, studies on the dynamics of the landslide phenomenon were carried out. These in particular were conducted on the possibility of reactivations and also toward the monitoring of the adjacent areas. In this regard, a first response from the installed © The Author(s), under exclusive license to Springer Nature Switzerland AG 2024 H. Chenchouni et al. (eds.), Recent Advancements from Aquifers to Skies in Hydrogeology, Geoecology, and Atmospheric Sciences, Advances in Science, Technology & Innovation, https://doi.org/10.1007/978-3-031-47079-0_64 D. Aringoli (*) University of Camerino, 62032 Camerino, Italy e-mail: [email protected] instruments was that no movement was recorded, and therefore, we are facing a very high threshold before triggering, probably due to the high permeability of the materials

    El puente fue copado por los universitarios: los jóvenes en los noventa, (trans)formación de la subjetividad a través de la práctica política. Las tomas de las Facultades de UNC en l995

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    La investigación plantea el estudio de lo jóvenes de los noventa en la Argentina. Este grupo será abordado desde una óptica particular: el análisis de sus prácticas políticas. Se centra en el análisis del caso del movimiento estudiantil universitario de la Universidad Nacional del Comahue, por tratarse de un actor particularmente significativo en la consideración de las acciones políticas de los años '90.Fil: Aringoli, Hernán Federico. Universidad Nacional del Comahue. Facultad de Derecho y Ciencias Sociales. Departamento de Comunicación; Argentina

    Progettazione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati

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    Il fenomeno della continua immissione di sostanze inquinanti e di rifiuti in genere nell’ambiente si sta tristemente proponendo all’attenzione di massa come uno dei maggiori problemi per un futuro sviluppo ecosostenibile del territorio nazionale e non solo. In particolare i siti inquinati rappresentano una delle principali emergenze ambientali dell’intera penisola italiana ed in particolare della Regione Marche, in virtù della consistente presenza nel territorio degli stessi, dei non trascurabili rischi di inquinamento, e soprattutto in virtù delle ingenti somme necessarie per bonificare in modo corretto tali siti, molto spesso in assenza di interventi da parte dei soggetti obbligati. Il DM 471/99, attuativo dell’art.17 del Dlgs 22/97 (il cosiddetto Decreto Ronchi), oltre a definire quando un sito risulta inquinato e soggetto quindi a bonifica, fornisce i criteri oggettivi per una corretta applicazione delle procedure dei siti inquinati. All’art.2 si legge: “Sito inquinato: sito che presenta livelli di contaminazione del suolo o del sottosuolo o nelle acque superficiali o nelle acque sotterranee tali da determinare un pericolo per la salute o l’ambiente. E’ inquinato il sito in cui anche una sola delle sostanze inquinanti ivi riscontrate risulta superiore ai valori limiti stabiliti nel presente D.M.”. Una corretta pianificazione ed esecuzione delle indagini costituisce, quindi, il presupposto fondamentale per la individuazione e la ricostruzione del modello concettuale del fenomeno di contaminazione, sia esso in atto che pregresso. In questo contesto che nell’a.a. 2001/02 è nato il Master Universitario di II livello in “Progettazione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati”, attivato presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Camerino, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi della Regione Marche. E’ motivo di soddisfazione elencare quali patrocinanti l’iniziativa, unica a carattere nazionale, il Ministero dell’Ambiente, la Regione Marche, l’Amministrazione Provinciale di Macerata, l’ARPA Marche, l’API di Falconara marittima, l’AQUATER di San Lorenzo in Campo, l’ENEA di Casaccia-CRE, la SIGEA, i Consigli Nazionali dei Geologi e dei Chimici. Con tale Master, in virtù della mancanza nel panorama professionale di una figura con le competenze fortemente a connotazione interdisciplinare di cui sopra, il Dipartimento di Scienze della Terra di Camerino si è prefisso lo scopo di formare professionisti esperti per una gestione completa di un progetto di bonifica di un sito inquinato, dalla caratterizzazione iniziale del sistema, alle successive indagini, fino alle fasi finali del disinquinamento. Il tutto perfettamente in linea con le direttive del DM. 471/99 che, all’art.4, comma 4, precisa l’iter tecnico-amministrativo con il criterio prevalente della “riduzione della movimentazione, il trattamento nel sito ed il riutilizzo del suolo e dei materiali di riporto sottoposti a bonifica”. Il Master universitario si propone sicuramente come il più valido e completo strumento per la formazione professionale in questo settore specifico della gestione dell’ambiente e del territorio, abbracciando competenze differenti nel campo della geologia e della chimica (principalmente), ma anche della biologia, della botanica, dell’ingegneria e delle scienze ambientali s.l. A differenza di altri corsi di aggiornamento o tematici su aspetti specifici e limitati del problema, in un periodo poi in cui la parola ambientale viene usata più o meno indiscriminatamente per valorizzare le iniziative sul territorio da parte di soggetti diversi, il Master universitario presenta dei requisiti ineguagliabili a livello qualitativo. Il Master, della durata complessiva di un anno e aperto ai laureati nelle discipline scientifiche, prevede un percorso formativo suddiviso in quattro moduli che sono articolati in lezioni frontali in aula e laboratorio, lezioni FAD off/line, visite a cantieri e stage finale, presso Strutture di ricerca, Impianti, Enti, ecc. A sottolineare l’elevata impronta specialistica ed il taglio professionale dato al Master è stata la realizzazione di giornate monotematiche dal contenuto fortemente tecnico e specialistico, tenute da esperti di Aziende del settore dei siti inquinati e del disinquinamento s.l., attraverso percorsi formativi che contemplano la descrizione di interventi specifici e/o la visite di aree a rischio, che porteranno sicuramente un contributo fondamentale alla formazione dei candidati. Analogamente molte Aziende ed Enti hanno manifestato la loro disponibilità ad accogliere gli iscritti al Master per il periodo di stage che hanno permesso una più efficace presa di coscienza delle problematiche da affrontare sia da un punto di vista prettamente tecnico che amministrativo; in particolare sono state conclusi accordi con: Sviluppo Italia del Ministero dell’Ambiente, il Corpo Forestale dello Stato – Direzione regionale di Ancona, Unione Petrolifera di Roma, Centro RicercAmbiente dell’Università di Camerino, Api di Falconara Marittima, ENEA di Casaccia-CRE, la Regione Marche, ARPA Marche, ARPA Veneto, Golder Associates di Torino, Proger di Pescara, ENSR di Milano, Petrolchimica di Rimini, Vaneco Valori Ambientali srl di Roma, Legambiente Marche, CAE di Ancona, ECOQuality di Spinetoli. Al termine del Master è stato rilasciato, dall’Università degli Studi di Camerino, un attestato di frequenza, con indicazione del profitto, previa verifica dell’apprendimento attraverso la discussione del progetto individuale realizzato durante lo stage ed il lavoro autonomo, da parte del Comitato Scientifico del Master. Tale attestato, con valore legale accademico, attribuisce anche 60CFU ai sensi della nuova riforma universitaria. Al fine di garantire una qualità sia scientifico-tecnica che didattica al Master stesso e quindi una formazione altamente professionale nonché amministrativa il Comitato Scientifico vede la partecipazione di esperti nel settore del disinquinamento. Tale Comitato Scientifico è così composto: Prof. Pucciarelli, Prof. G. Crema, (UNICAM); Dott.ssa Quercia (APAT); Dott. Busuoli (ENEA – Divisione TEIN); Dott. Petruzzelli (CNR di Pisa); Dott. Paoloni (ARPAM); Ing. Mezzadri (API); Ing. Battistelli, Dott. Crestaz, (ex AQUATER S.p.A.); Dott. Mariotti (Sviluppo Italia), Dott. Aglietto (Direttore scientifico rivista “Siti Contaminati”). Al Master, nelle tre edizioni finora svolte (a.a. 2001/02, 2002/03 e 2003/04), hanno partecipato oltre 70 studenti provenienti da diverse regioni italiane: di essi molti attualmente sono inseriti, a tempo indeterminato, in Aziende e/o Enti che operano nel settore del disinquinamento. In particolare, l’edizione del 2003/04 del Master, finanziato con i Fondi Sociali Europei, e che ha visto la partecipazione di 15 studenti più 4 studenti uditori, ha permesso l’attivazione di contratti a tempo determinato e/o assunzioni definitive a circa il 50% dei partecipanti, dimostrando, sia la crescente attenzione verso le tematiche del disinquinamento sia la necessità di avvalersi di personale altamente specializzato in settori tecnico-operativi multidisciplinari

    La conca intramontana di Montelago: un esempio di Geopark nell'Appennino Umbro-Marchigiano

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    Nella conca di Montelago si riconoscono elementi geologic, geomorfologici, archeologici e storici di importante valenza ambientale e culturale. Questi elementi sono rappresentati da affioramenti rocciosi, morfologie caratteristiche e appartenenti a contesti climatici del passato, e da sicure testimonianze di frequentazioni dell' Età del Bronzo, del Ferro, di Epoca Romana e Medievale che hanno lasciato tracce significative nel paesaggio

    Il paesaggio geologico delle Marche: studiosi, studi, avvenimenti.

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    Viene illustrato il paesaggio geologico e geomorfologico della Regione Marche mettendo in evidenza il progresso delle conoscenze scientifiche e gli studiosi che hanno contribuito a tale progresso, partendo dalle prime conoscenze del XIX secolo

    The Neolithic site of Maddalena di Muccia (Umbria-Marche Apennine): a tip to reconstruct the geomorphological evolution and human occupation during the Late Pleistocene and the Holocene

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    The geomorphological evolution of the upper Chienti river basin, during the late Pleistocene and the Holocene, was characterized mainly by numerous landslides, strongly affecting the river dynamics, that produced falls, deviations and in some cases total obstructions with the formation of lakes sometimes extending for some kilometres. Moreover, particularly during the Holocene, phytoclastic and phytohermal travertine deposits were deposited in correspondence of steps along the river bed; one of these deposits, by means of radiocarbon dating, has been dated between 8260 100 yr BP and 7740 80 yr BP. Stromatolithic travertine is also present at the base of Holocene channels, slightly incised on the top of the upper Pleistocene alluvial plain. The Neolithic site of Maddalena of Muccia is located on an upper Pleistocene alluvial terrace, at the confluence of the two main tributaries of the river, about 400 m a.s.l. Human presence in this alluvial plain zone lasted from the ancient Neolithic to the Roman period, surely in relation to its strategic position, connecting the Adriatic and the Tyrrhenian slants of the chain. The richest and most important remains, found at just 50 cm under the field level, belong to the ancient and recent Neolithic and to the Aeneolithic, and have been collocated between the VII and the V millennium BC, using C14. During the archaeological excavations carried out by the Archaeological Superintendence of the Marche region, testimonies reveal a local economy that was primarily based on animal breeding, cereal cultivation, fishing and deforestation. The study has evidenced that the river incision process, usually started in other areas at the beginning of the Holocene, was strictly limited by the presence of steps and barrages that reduced sedimentation flows towards the initial sectors of the valleys within the calcareous Apennine ridge. The generalized deposition of travertine along the riverbeds and within the minor channels that developed at the top of the upper Pleistocene alluvial plains also produced a sort of armature of the riverbed thus limiting further erosion processes. The resumption of linear erosion coincided with the natural erosion of the dams previously caused by landslides, and above all, (starting from about 4500 yr BP) with the rapid decline of the travertine deposition due mainly to climatic conditions

    Slope instability following extreme precipitation events: analysis of predisposing factors in two study cases in Central Apennine, Italy

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    All over the world extreme precipitation events are generating increasingly significant problems in terms of slope stability. Central Italy, similarly, has shown in recent years an increase in the intensity and frequency of rainfall phenomena that can cause hydrogeological instability. The aim of this study is to propose a new methodology to assess landslide triggering thresholds in light of predisposing factors analysed using satellite indices. The procedure is mainly based on the evaluation of extreme rainfall events that occurred in the years following the extreme event under investigation, trying to find the connection between the slope dynamics and the geomorphological setting investigated in detail. At the same time, soil moisture and vegetation conditions in the area before, during and after each extreme event are also assessed using the NASA products, Landsat 7 and Landsat 8. The research focuses on an extreme precipitation event that occurred in a small area of central Italy in November 2013, which triggered some landslides. The evaluation of satellite indices of vegetation and moisture (NDVI and NDMI) and the analysis of geological and geomorphological context, allows to define landslide hazard. The results of the study made it possible to identify the daily precipitation between 150 and 200 mm as triggering threshold for two landslides in the investigated areas under low vegetation conditions. The geomorphological analysis showed that these landslides involved debris accumulated in specific slope and bedrock conditions. The type of landslides most susceptible to reactivations ruled by high-magnitude meteorological events in predisposed hydrogeological contexts have also been highlighted. However, the two studied landslides have a different genesis linked to different debris grain size, which induced, in one case, an earth flow, while in the second case produced a debris flow

    Il Terroir della Vernaccia DOCG di Serrapetrona (Appennino Marchigiano): correlazioni tra uso del suolo e dissesti gravitativi.

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    Il presente lavoro attraverso dettagliati e sistematici rilevamenti geomorfologici fortemente orientati all'analisi ed allo studio della dinamica dei versanti effettuati nell'areale di distribuzione della Vernaccia DOC cerca di evidenziare lo stretto legame tra i diffusi fenomeni di dissesto evidenziati nell'area con l'occupazione agricola dei pendii e con le pratiche ad essa conness
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