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Recensione a Raffaello Bertieri, "Come nasce un libro", a cura di Giuseppe Cantele ed Elsa Zaupa, introduzione di Alessandro Corubolo, Ronzani, "Typographica", 2021; Giacinto Carena, "Le parole del libro. Stampatore. Fonditore di caratteri. Legatore di libri. Cartaio", a cura di Giuseppe Cantele, Alessandro Corubolo, Elsa Zaupa, Ronzani, "Documenta", 2021; Giacomo Bobbio, "Fra tipi e copie. Autori, editori, tipografi, clienti", a cura di Giuseppe Cantele, prefazione di Alessandro Corubolo, Ronzani, "Documenta", 2021.
Recensione unitaria di Arianna Capirossi ai tre volumi: Raffaello Bertieri, "Come nasce un libro", a cura di Giuseppe Cantele ed Elsa Zaupa, introduzione di Alessandro Corubolo, Ronzani, "Typographica", 2021; Giacinto Carena, "Le parole del libro. Stampatore. Fonditore di caratteri. Legatore di libri. Cartaio", a cura di Giuseppe Cantele, Alessandro Curbolo, Elsa Zaupa, Ronzani, "Documenta", 2021; Giacomo Bobbio, "Fra tipi e copie. Autori, editori, tipografi, clienti", a cura di Giuseppe Cantele, prefazione di Alessandro Corubolo, Ronzani, "Documenta", 2021 per la sezione "Rassegne" di "Ecdotica"
Giovanni Cavalcanti, Nuova opera. Edizione critica e annotata, a cura di Arianna Capirossi
Il fiorentino Giovanni Cavalcanti (1381-1451 ca.), membro di un ramo decaduto della famiglia, ebbe una vita segnata dal carcere per debiti. Il desiderio di giustizia e rivalsa informa i suoi scritti. La Nuova opera è un testo eterogeneo: punteggiato da novelle e aneddoti, fra cronaca storica e satira morale, narra e commenta gli eventi che coinvolsero Firenze negli anni 1440-1447. Memore di Dante, letto con profitto da Machiavelli, l’autore denuncia le cruente opposizioni tra fazioni e la degenerazione nei vizi della città, nonché la violenza e la tendenza alla tirannide dilaganti nella penisola, con punte polemiche verso Filippo Maria Visconti, Francesco Sforza, Cosimo de’ Medici. La nuova edizione critica e annotata guida i lettori attraverso la densa e vivace scrittura cavalcantiana.The Florentine Giovanni Cavalcanti (1381-c.1451), a member of a fallen branch of his family, had a life troubled by imprisonment for debt. Desire for justice and revenge informs his writings. Nuova opera is a heterogeneous text: punctuated by short stories and anecdotes, at the crossroads of historical chronicle and moral satire, it narrates and comments on the events that involved Florence in the years 1440-1447. Reminiscent of Dante and later profitably read by Machiavelli, the author denounces the bloody oppositions between factions and the degeneration into vice of his city, as well as the spreading of violence and tyranny throughout the Italian peninsula, in opposition to Filippo Maria Visconti, Francesco Sforza, Cosimo de’ Medici. This new critical and annotated edition guides the reader through Cavalcanti’s dense and lively writing
Poésie en scène - Arianna CAPIROSSI
Compte-rendu proposé par Arianna Capirossi(Università degli Studi di Firenze – Université Paris-Sorbonne) de l'ouvrage de Brigitte Denker-Bercoff, Florence Fix, Peter Schnyder, Frédérique Toudoire-Surlapierre (éds.), Poésie en scène, Paris, Orizons, « Universités / Comparaisons », 2015, 233 p. *** Poésie en scène est un recueil de douze contributions qui explorent les points de contact entre la poésie et les arts du spectacle du début du XXe siècle jusqu’à nos jours. Il est partagé en deux se..
Note sullo stile e sul lessico del primo volgarizzamento dell'"Agamemnon" di Seneca
L’articolo presenta un’analisi dello stile e del lessico del primo volgarizzamento dell’Agamemnon di Seneca. Esso fu prodotto nei primi decenni del Quattrocento da un autore anonimo, che tradusse in prosa le dieci tragedie all’epoca attribuite al tragediografo latino. Il volgarizzamento interpreta la trama tragica in ottica cristiana, basandosi sul commento di Nicola Trevet.The article offers an analysis of the style and the vocabulary of the first vernacular translation of Seneca’s Agamemnon. It was written in the early decades of the 15th century by an anonymous author, who translated into prose the ten tragedies that at that time were attributed to Seneca. The vernacular translation interprets the tragic plot in a Christian perspective, relying on the commentary by Nicholas Trevet
André Gide et la musique - Arianna CAPIROSSI
Compte-rendu proposé par Arianna Capirossi du colloque international et interdisciplinaire André Gide et la Musique qui a eu lieu au Théâtre de la Sinne de Mulhouse du 13 au 15 octobre 2014. *** Objet du colloque Le colloque a eu comme objet la culture musicale d’André Gide et le rapport entre son écriture et ses interprétations musicales. Il a exploré la relation entre l’écriture et les processus musicaux, et les liens entre les différents types d’expression artistique : la littérature, la m..
Giovanni Cavalcanti, Nuova cronica, a cura di Arianna Capirossi, Firenze, Firenze University Press, 2023
Recensione a Giovanni Cavalcanti, Nuova cronica, a cura di Arianna Capirossi, Firenze, Firenze University Press, 202
Il farsi della tragedia moderna tra testi sperimentali e opere esemplari
Il presente contributo illustra le tappe in cui si articola il passaggio da testi sperimentali a opere esemplari per quanto riguarda le tragedie del Cinquecento italiano. Espone alcuni criteri utili a spiegare lo sviluppo del genere tragico in questo secolo. Ogni frutto della produzione drammatica del tempo è considerato parte di un sistema più vasto, i cui elementi sono uniti da linee di continuità, che vengono poste in risalto insieme ai punti di rottura che hanno aperto nuovi scenari di evoluzione. Gli oggetti principali dello studio sono la "Sophonisba" di Galeotto del Carretto (1502) e la "Sωphωnisba" di Giovan Giorgio Trissino (1515 circa), la prima presa in esame come esempio di testo sperimentale, la seconda, invece, come esempio di opera esemplare
I "Flores" di Seneca attribuiti a Erasmo da Rotterdam: contenuti e vicende editoriali
L'oggetto dell'articolo è il florilegio "Flores Lucii Annei Senecae Cordubensis summo labore selecti ex omnibus illius operibus" attribuito a Erasmo da Rotterdam e contenuto in un opuscolo pubblicato per la prima volta nel 1528 (ad Anversa, per i tipi di Martin de Keyser), comprendente anche una sezione di excerpta dalle opere di Cicerone. Il contributo descrive i contenuti dell’opuscolo e ne ricostruisce le vicende editoriali e tipografiche; presenta inoltre gli elementi a favore dell’effettiva attribuzione a Erasmo da Rotterdam del florilegio senecano e dell’epistola al lettore, trascritta e analizzata. L’opuscolo risulta in linea con il progetto culturale di studio e disseminazione dei testi classici supportato dall’"Antibarbarorum liber" (1520) ed è compatibile con la concezione erasmiana di "utilitas" della letteratura espressa nel "Ciceronianus" (1528). Il contributo mostra le evidenze testuali per cui l’opuscolo può essere considerato una testimonianza del lavoro editoriale svolto da Erasmo sui testi di Seneca in una fase intermedia tra le due edizioni complete delle opere senecane da lui curate ("L. A. Senecae Lucubrationes" del 1515 e "L. Annei Senecae Opera" del 1529). Gli ultimi due paragrafi sono dedicati alla ristampa del 1547 dell’opuscolo (pubblicata a Parigi da tre librai-tipografi: Mathieu David, Jacques Cailly e Jean de Roigny), in cui è assente la sezione di excerpta ciceroniani e al florilegio del 1528, contenente estratti dalle opere morali di Seneca, è aggiunto un florilegio di sentenze estrapolate dalle tragedie del medesimo autore
Recensione ad A. Ballotti, I. Kuramayeva, F. Toudoire-Surlapierre (dir.), "Apprenties Sages. Apprentissages au féminin"
La recensione illustra i contenuti del volume A. Ballotti, I. Kuramayeva, F. Toudoire-Surlapierre (dir.), Apprenties Sages. Apprentissages au féminin, Reims, EPURE - Éditions et presses universitaires de Reims, 2018
Recensione del volume «"Chartacea supellex". L’inventario dei libri di Celio Calcagnini» di Antonella Ghignoli
La recensione presenta la struttura e i contenuti del volume «"Chartacea supellex". L’inventario dei libri di Celio Calcagnini» di Antonella Ghignoli, che costituisce l'edizione critica del doc. n. 16 (p° 72), busta 95 del fondo Calcagnini d'Este dell'Archivio di Stato di Modena. Lo studio risulta interessante sia a livello metodologico, fornendo le linee-guida per l'analisi di un testo complesso qual è un inventario, sia a livello storico e letterario, contribuendo a far luce sugli interessi preponderanti dell'umanista ferrarese e sulle opere manoscritte e a stampa circolanti nell'ambiente accademico estense durante la prima metà del Cinquecento
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