129,977 research outputs found

    Retribuzioni e potere d’acquisto dei laureati

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    Il contributo è frutto di due lavori coordinati tra loro. Gli autori hanno discusso le premesse e le implicazioni più interessanti della banca dati di AlmaLaurea sull’argomento a loro affidato ed hanno poi concordato la ripartizione dei compiti che viene utilizzata nel saggio. Il primo paragrafo è di Gilberto Antonelli; il secondo paragrafo è di Luigi Campiglio

    Centurie due di raffronti a radici e forme sanscrite, l\u27una di vocaboli propri della lingua comune, l\u27altra di parole usate nei veneti dialetti [...]

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    Venezia : Tip. Antonelli, 1868 Estr. da: Atti dell\u27Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, vol. 13., serie 3 https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99000726019020604

    L'économie politique d'Etienne Antonelli (1879-1971).

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    The political economy of Etienne Antonelli (1879-1971) Between 1910 and 1945 the trench economist called Etienne Antonelli has been elaborating by easy stages a good many tools suited to the capitalism's dynamics problem. Gradually an original itinerary has been emerging : this itinerary can be marked through both proximities and borrowings from economists such as L. Walras, F. Perroux, J. Schumpeter, J. R. Commons on the one hand, and from jurists such as L. Duguit, M. Hauriou, E. Lambert, E. Levy, on the other hand. Motivations for such a concern are cultural ones. They answer an original questioning regarding the compatibility between republican values and capitalism. For that reason, the history of this author's thought represents an interesting approach to the search that seems to have moved a generation of non-conformist trench economists.L'économie politique d'Etienne Antonelli ( 1879-1971 ) Entre 1910 et 1945, l'économiste français Etienne Antonelli élabore par éta­pes un certain nombre d'outils adaptés au problème de la dynamique du capita­lisme. S'affirme graduellement un itinéraire original que permettent de repérer des proximités ou des emprunts d'une part, à des économistes tels que Léon Walras, François Perroux, Joseph Schumpeter, John R. Commons, d'autre part, à des juristes tels que L. Duguit, M. Hauriou, E. Lambert ou E. Levy. Les motivations de cette entreprise sont culturelles. Elles répondent à une interrogation originelle sur la compatibilité entre valeurs républicaines et capitalisme. À ce titre, l'histoire de la pensée de cet auteur constitue une approximation intéressante de la quête qui paraît avoir animé une génération d'économistes non conformistes français.Frobert Ludovic. L'économie politique d'Etienne Antonelli (1879-1971). In: Revue économique, volume 48, n°6, 1997. pp. 1529-1559

    Oltre la seconda modernità. La teoria sociologica di fronte alla digitalizzazione, il cambiamento climatico e i nuovi rapporti sud/nord del mondo

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    Viviamo in un’epoca di profondi cambiamenti che stanno rimettendo in discussione la struttura stessa delle nostre società cresciute sulla spinta della globalizzazione e sull’eredità politica della caduta del Muro di Berlino. Se nonostante alcuni eventi di rottura come l’11 settembre 2001 o la grande crisi economica del 2007-2009, fino a qualche anno fa si poteva ancora affermare che le nostre società vivessero in una condizione post-apocalittica e post-storica – nel senso che il ripetersi delle grandi tragedie del passato sembrava ai più ormai impossibile – questo giudizio oggi non è più valido. Annunciata dalla pandemia di Covid-19, la nuova era rimette al centro drammatici processi di mutamento come il cambiamento climatico, lo spettro della guerra mondiale o le conseguenze di un’incontrollata transizione digitale. Le contraddizioni messe in moto dalla globalizzazione esplodono mettendo l’umanità di fronte ad una scelta decisiva: cambiare radicalmente oppure perire. Il presente volume intende riflettere su questo scenario interrogandosi sul modo in cui la teoria sociologica può offrire un contributo nel fronteggiare queste sfide. Al centro del volume si pone quindi l’analisi critica di una categoria chiave del dibattito delle scienze sociali: quella di modernità – o meglio di seconda modernità – sulla base della quale le donne e gli uomini del mondo globale hanno continuato a pensare la loro esperienza sociale e organizzato la società e che, oggi, appare di nuovo il punto di partenza per immaginare e costruire il futuro

    "Narratori degli Stati Uniti contemporanei"

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    Il saggio è dedicato alla vocazione epica della narrativa angloamericana contemporanea. Tralasciando i romanzi di taglia abbondante di Pynchon, Delillo o Wallace (oggetto di interesse di un altro autore all’interno del medesimo volume) l’articolo prova a dar conto di quelle opere che, sfidando la tendenza all’inclusività e al citazionismo postmoderni, si dedicano a raccontare trame che coprono ampie distanze sia temporali sia spaziali nel tentativo di ricostruire una continuità minacciata o spezzata. Sono oggetto di analisi le opere di John Updike, Toni Morrison, Cormac McCarthy, Philip Roth e altri, ma anche opere letterarie ibride come “The Americans” di Robert Frank, i reportage e romanzi ascrivibili al genere del New Journalism, “Maus I” e “Maus II” di Art Spiegelman. L’articolo mette l’accento sui diversi stili di racconto, sui vari modi in cui tali nuove epiche americane (di cui vengono esplicitate le differenze con le epiche classiche e le epiche moderniste) si ibridano col racconto horror e col racconto serializzaro; sullo stretto legame tra nuova epica e teorie/letterature post-coloniali; sulle ricadute della nuova epica sull’identità dei personaggi. Oltre a classici quali G. Lukács, L. Fiedler e W. Sollors, la letteratura teorica di primo riferimento è quella di W. C. Dimock, F. Moretti, M. Fusillo

    Le politiche della regione Marche per il paesaggio. Valutazione e impatto nell'area del Moltefeltro

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    L'articolo riporta alcuni risultati di una ricerca realizzata dall’Unità dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, coordinata da Gervasio Antonelli, nel quadro del progetto di ricerca biennale finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (PRIN 2003) intitolato Gli interventi paesaggistico-ambientali nelle politiche regionali di sviluppo rurale (IPAPoRe) (coordinatore nazionale Prof. Francesco Marangon). I risultati complessivi della ricerca sono stati pubblicati nel volume curato da Gervasio Antonelli e Elena Viganò (2007), Agricoltura e paesaggio nella Regione Marche, FrancoAngeli, Milano. Il capitolo propone una lettura del paesaggio e una valutazione delle politiche che la Regione Marche ha messo a punto in materia di assetto del territorio e tutela del paesaggio e, presenta un’analisi paesaggistica di un’area del Montefeltro. L’analisi affronta, in primo luogo, l’evoluzione dei modelli di agricoltura della Regione Marche e il loro impatto sul paesaggio rurale marchigiano. A tal fine, viene condotta una lettura del paesaggio in chiave storico-descrittiva, che mira ad evidenziare le trasformazioni avvenute negli ultimi decenni a carico del territorio marchigiano, a seguito dei mutamenti dello scenario socio-economico e della politica agraria (comunitaria, nazionale e regionale) e a individuare gli elementi che tipizzano il paesaggio rurale delle regione, da sottoporre a valutazione. Il lavoro analizza, quindi, la normativa della Regione Marche in materia di assetto del territorio e tutela del paesaggio e di politica agraria. Per quanto riguarda le misure di politica agraria, l’articolo si sofferma, in particolare, sul Reg. (CEE) n. 2078/92 e sulla misura F del Reg. (CE) n. 1257/99. Si tratta di provvedimenti introdotti dalla riforma della politica agricola comunitaria del 1992 (riforma MacSharry) finalizzati a promuovere forme di conduzione dei terreni agricoli compatibili con la tutela e con il miglioramento dell’ambiente, del paesaggio e delle sue caratteristiche, delle risorse naturali, del suolo e della biodiversità. Nell’analisi delle politiche, una particolare attenzione è stata rivolta alla valutazione dell’efficacia delle diverse misure previste dal Reg. (CEE) n. 2078/92 e dalla misura F del Reg. (CE) n, 1257/99. La loro valutazione è stata condotta sia in termini di capacità di realizzazione delle misure previste dai Regolamenti comunitari in termini di numero di agricoltori coinvolti e di spesa pubblica, sia in termini di confronto tra politica realizzata e politica socialmente desiderata. Nel primo caso, per il periodo 2000-2004, sono stati considerati sia i dati relativi al numero di contratti stipulati con gli agricoltori per la realizzazione delle misure previste dai Regolamenti, sia gli impegni di spesa pubblica e i relativi pagamenti. Nel secondo caso, l’articolo presenta i risultati di un’analisi di valutazione contingente volta a stimare il valore che la collettività attribuisce alla conservazione e alla valorizzazione del paesaggio, che si configura come un bene pubblico puro. Analisi, questa, che mira a verificare la rispondenza delle azioni di politica agroambientale dirette a sostenere gli agricoltori per la fornitura di tale servizio a quanto socialmente desiderato. L’analisi, che è stata condotta attraverso la somministrazione di un apposito questionario a un campione di 500 persone residenti nella Regione Marche, evidenzia come la collettività mostri un elevato interesse per la conservazione del paesaggio e, quindi, per l’implementazione delle misure agroambientali previste dalla politica per il paesaggio della Regione Marche e dalla politica agraria comunitaria. Accanto a questo interesse generale, l’analisi mette in luce anche la presenza di una diffusa sensibilità da parte degli intervistati verso i problemi specifici che interessano il territorio marchigiano e, in particolare, verso quello dell’erosione e del dissesto idrogeologico. Infine, l’articolo illustra i risultati di un’analisi paesaggistica circoscritta all’area del Montefeltro e, in particolare, a una parte del territorio comunale di Urbino, ritenuto rappresentativo della varietà delle caratteristiche del paesaggio marchigiano. Infatti, nella zona in questione, si rinviene la compresenza di tutti gli ambiti utili alla ricerca, quali settori montani boscati, alto collinari agricoli e aree di pianura, con forti pressioni antropiche. L’analisi è basata sull’elaborazione delle matrici (ovvero di grandi categorie tematiche dalla cui interrelazione deriva il paesaggio), sulla individuazione delle Unità di paesaggio e degli ambiti paesistici e sulla conseguente assegnazione di giudizi di valore per ciascun ambito. Per ognuna delle macro Unità di paesaggio individuate, conformemente alle procedure di analisi del paesaggio e alle disposizioni in materia di paesaggio introdotte dal Codice per i beni culturali e il paesaggio (D. Lgs. N. 42 del 22 gennaio 2004), l’articolo sintetizza i giudizi di valore, gli obiettivi da perseguire e gli interventi ritenuti necessari per mantenere o accrescere la qualità dei paesaggi rilevati

    Solar neutrino physics : status and perspectives

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    In the last decade, following the “annus mirabilis” 2002, solar neutrino experiments and analyses allowed an accurate determination of oscillation parameters and started the study of the lower part of the neutrino energy spectrum. An anomaly seems to show up in the vacuum-to-matter transition region, indicating the need for a more detailed analysis of this part of the spectrum. We discuss the potentialities of present and future experiments to measure the low energy components of the pp cycle and the CNO neutrinos and discriminate between the high and low Z solar models, thus solving the metallicity problem

    Effect of the antileukemic agent L-asparaginase on thyroxine-binding globulin and albumin synthesis in cultured human hepatoma (Hep G2) cells

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    L-Asparaginase (ASNase), a drug widely used in the treatment of acute lymphoblastic leukemia, has been reported to decrease serum T4-binding globulin (TBG) levels, while results of serum albumin determinations were conflicting. This effect in vivo has been attributed to depressed liver protein synthesis, but this hypothesis has not been proved. To investigate this problem, human hepatoma (Hep G2) cells were continuously labeled for 4 h with 100 microCi/ml [35S]methionine in the absence or presence of graded amounts of ASNase (from 0.1 nM to 0.1 mM). Media and cell lysates were collected, immunoprecipitated with antialbumin or anti-TBG serum and protein A, and submitted to sodium dodecyl sulfate-polyacrylamide gel electrophoresis. Gels were sliced, and the radioactivity was counted in a beta-counter. A dose-dependent inhibition of TBG and albumin biosynthesis (as well as of total protein synthesis) was demonstrable, but TBG appeared to be more sensitive to the action of the drug. In fact, TBG biosynthesis was reduced by 8% with 0.1 nM ASNase, while an effect on albumin was observed only at 1 nM ASNase; 50% inhibition was obtained with 30 nM ASNase in the case of TBG and with 800 nM in the case of albumin. At the highest concentration (0.1 mM), TBG biosynthesis was reduced by 94%, and albumin biosynthesis by 75%. ASNase also proved to have a time-dependent effect, as assessed by the measurement of radioimmunoassayable TBG in the media from Hep G2 cells grown in the presence of 10 nM ASNase for 1-4 days. The TBG concentration was progressively reduced, by 40% after 1 day to 85% after 4 days. In pulse-chase experiments, a reduction of total (intracellular plus secreted) immunoprecipitable TBG and, to a lesser extent, albumin was observed, suggesting that the drug also affected the catabolism of newly synthesized proteins. These results provide the first in vitro evidence that ASNase actually inhibits TBG biosynthesis. This effect is not specific for TBG, but this protein appears to be more susceptible than albumin to ASNase action. This can explain why in patients treated with ASNase for leukemia, a decrease in serum TBG concentrations has not always been associated with a reduction in serum albumin levels
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