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Matteo Maria Boiardo (1441-1494)
Matteo Maria Boiardo – contemporary of Sir Thomas Malory and forerunner of Shakespeare, Spenser, Milton, Cervantes, Tolkien, and C.S. Lewis – is best known as the author of the Orlando Innamorato [Orlando in Love], a poem in ottava rima organically merging Carolingian epic and Arthurian romance. He was also a lyric and pastoral poet, playwright, and translator of classical texts into the Italian vernacular. Matteo was active in Italy during the years of 1463 throughout 1494, the year of his death
«E quasi volava»: In sonno e in veglia e il fantastico nell'opera di Anna Maria Ortese
Fin dall'inizio della sua produzione narrativa Anna Maria Ortese si è sempre misurata con le sottigliezze della narrazione non realistica, andando più volte ad invadere il campo del fantastico. Ma è con la raccolta del 1987 In sonno e in veglia, e in particolare con due racconti in essa contenuti (Sulla terrazza sterminata e La casa del bosco), che questo rapporto con la scrittura fantastica raggiunge la sua realizzazione estetica più importante.
All'interno di questi racconti si impongono i temi direttamente riconducibili agli stilemi della produzione fantastica. Innanzitutto quello della maison haintée, della haunted house, evidente nell'incipit de La terrazza sterminata («In una casa dove ho abitato precedentemente, qui in Liguria, accadevano strani fatti»). Direttamente collegato a questo, il tema del perturbante, dell'Unheimliche freudiano, evidente sia nelle ambientazioni (le case, laddove come dice Freud lo spaventoso risale da quanto è noto e familiare) sia nelle narrazioni (entrambe in prima persona, forma quasi sempre ricorrente nella narrazione fantastica). La casa del bosco, infine, si tiene straordinariamente vicina ai modi del delirio allucinatorio, tanto da rendere difficile, ad una prima lettura la comprensione dei misteri della storia.
La grande importanza di questi racconti all'interno della produzione di Anna Maria Ortese è sottolineata anche dal fatto che questi intrattengono rapporti sia con la sua opera precedente (con L'infanta sepolta, per il ruolo che le protagoniste intrattengono con il reale), sia con quella successiva (la narrazione autodiegetica intessuta di caratteristiche del fantastico che ritornerà in Alonso e i visionari)
Gérer le passé pour façonner l’avenir à Wëté et Drueulu
This article proposes an interlacing of the ethnographic experiences of two researchers working in two different field sites, one in the north of the Grande Terre (Wëté), the other in Lifou (Drueulu), with the aim of better understanding how, in this pre-referendum historic moment, Kanak men and women refer to their own past and redefine it. Each author presents his/her respective analysis, which results from this dialogue. The text highlights an increased desire on the part of the Kanak people to be protagonists in redeploying and valorizing elements of their own societies in the face of the challenges of the future. The historic moment of the 2018 referendum is not only unfolding around political issues, it also entails a vision that makes the idea of a sustainable society rooted in Kanak cultural elements a central concern
Le preoccupazioni degli insegnanti nella costruzione di un pro- filo identitario di alta professionalità
Social Utopy influence on italian modernist architecture and urban reform: Adriano Olivetti’s communities aftermath
The legacy of Community: Adriano Olivetti’s utopic social and urban model for the reconstruction and its aftermath in contemporary planning
Non sono favole, ma vere istorie. Studi sulla novella
PublishedIl volume riunisce nove saggi, pubblicati da Anna Maria Cabrini in varie sedi tra il 1990 e il 2022 e dedicati principalmente alle strategie compositive nelle raccolte di novelle fra Tre e Cinquecento: riprese strutturali, riscrittura delle fonti e intersezioni fra letteratura e cronaca, funzioni retoriche. Sono oggetto di studio il Decameron; le sillogi di Sercambi, di Ser Giovanni fiorentino, di Sacchetti; il Paradiso degli Alberti e soprattutto le Novelle di Matteo Bandello
Napoli e Milano: il Nord e il Sud rappresentati da Anna Maria Ortese,
«C'è stato un tempo [...] in cui non ho fatto altro che viaggiare». Così Anna Maria Ortese apre la postfazione al volume che raccoglie articoli e racconti di viaggio La lente scura. La vita di Ortese appare infatti segnata da una inquietudine costante nel susseguirsi di trasferimenti, spesso motivati dalla ricerca di una maggiore serenità creativa che riuscisse ad oscurare le traversie economiche. Napoli, Milano, Roma, Rapallo le città in cui ha vissuto più a lungo e a più riprese, ma anche molte altre località di temporaneo rifugio, spinta sicuramente dalla necessità, ma anche da un innato nomadismo che la conduce da un treno all'altro e da una casa all'altra. In questo faticoso itinerario tra luoghi e dimore, il peregrinare di città in città e di quartiere in quartiere risponde ad un continuo turbamento generato dall'analisi acuta e dolorosa della società contemporanea. Ci sono però due luoghi in particolare che restano importanti per indagare proficuamente l'opera di Ortese e che rappresentano, in tal senso, due fulcri della sua scrittura: Napoli prima e Milano poi. Queste due città diventano i luoghi di una precisa polarizzazione tra un Sud sonnolento dai cui «mortali terrori e sogni» tentare di sottrarsi (rappresentato in L'infanta sepolta, Il porto di Toledo e ovviamente in Il mare non bagna Napoli) e un Nord operoso e puritano racchiuso entro le cerchie dei Navigli nei pressi del santuario di San Celso, «mia città settentrionale – scrive Ortese in Il cappello piumato – che consideravo ora la mia patria». Ma anche il mitico Nord perderà la sua lucentezza negli ultimi anni di vita di Ortese, la sua immagine idealizzata consumerà pian piano il suo vigore, e a restare saranno allora di nuovo le «estreme e più lucenti terre del Sud»
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