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Teen Immigration. La grande migrazione dei ragazzini di Anna Granata - Elena Granata
Si tratta della recensione al testo: Anna Granata - Elena Granata, Teen Immigration. La grande migrazione dei
ragazzini, Vita e Pensiero, pp. 164, € 14,00
Ni grands, ni petits : le défi de l’âge
L’Italie est aujourd’hui concernée par un phénomène qui
est commun à nombre de pays riches : l’arrivée de mineurs
qui se déplacent seuls, sans leurs parents. Ils proviennent
de l’Égypte, de la Gambie, du Nigéria, de l’Érythrée, mais
aussi du Bangladesh et d’ailleurs. Ils accomplissent un
périple long et tourmenté ; parfois ils se heurtent à de
graves dangers, à la prison, au désert, à la faim et à la violence.
Ils ont souvent laissé leur mère, leurs soeurs et
frères, leurs camarades...
Ces migrants se débrouillent avec l’internet, s’orientent
facilement et sont conscients de ce qu’ils ont laissé, mais
ils ignorent ce qu’ils vont trouver. Le soir, ils sont nostalgiques
: le pays natal, la nourriture coutumière, les amis
leur manquent. Quand ils ont des cauchemars ou quand ils
se sentent désemparés, personne ne console leurs profondes
angoisses. Mais ils ont aussi l’énergie et le désir d’apprendre,
propres de la jeunesse. Qui sont-ils ? De quoi
fuient-ils ? Quel univers ont-ils abandonné derrière eux ?
Que cherchent-ils en Europe ? Ont-ils choisi de partir ou
ont-ils étaient contraints de le faire
Quando la Storia risuona in classe. Strategie didattiche e relazionali per facilitare il dialogo e costruire una coscienza collettiva
Se la Storia è terreno di sfida e di scontro, può con egual potenza diventare terreno di incontro, nella misura in cui si allestiscano occasioni di apprendimento di tipo dialogico. Presentiamo in questa sede i risultati emersi da una ricerca esplorativa, condotta durante l’a.s. 2020-21, che ha coinvolto insegnanti di Storia selezionati in quanto docenti riflessivi. Al centro della nostra indagine, l’analisi dei temi ritenuti più “caldi” durante l’ora di Storia e l’approfondimento delle strategie didattiche e relazionali che possono favorire un approccio partecipato degli studenti. L’analisi dei risultati è stata guidata dal modello della risonanza di Hartmut Rosa (2019), dove coinvolgimento del docente, disciplina trattata, reazioni e partecipazione degli studenti, costituiscono gli elementi essenziali di un’esperienza didattica efficace. I risultati fanno emergere svariati aspetti della professione docente che possono
favorire il dialogo in classe attorno alla Storia.If History is a terrain of challenge and confrontation, it can just as powerfully become a terrain of encounter, insofar as dialogical learning opportunities are set up. We present here the results of an exploratory research, conducted during the school year 2020-21, involving History teachers selected as reflective teachers. At the core of our investigation, the analysis of the topics considered the hottest during History class and the investigation of the teaching and relational strategies that can foster a participatory approach of students. The analysis of the results was guided by Hartmut Rosa's (2019) model of resonance, where the teacher's involvement, the subject matter, and the students' reactions and participation constitute the essential elements of an effective teaching experience. The results reveal several aspects of the teaching profession that can foster classroom dialogue
around History
Modi di dare. Una ricerca sull’impegno sociale dei giovani di origine straniera
Ci sono molti modi per sviluppare un senso di appartenenza alla società in cui si vive. Uno di questi, come certificato ormai da tempo dalla ricerca sociale, è sicuramente costituito dalla partecipazione attiva alla società tramite esperienze di impegno sociale e di costruzione di legami solidali. Offrire il proprio tempo, rendersi disponibili per iniziative di sostegno a persone in difficoltà, così come diventare promotori di progetti rivolti alla collettività, sono tutte modalità di costruzione di una cittadinanza attiva e consapevole anche quando non circoscritta ai confini della società italiana.
L’articolo espone i risultati di una ricerca condotta dai due autori tra giovani figli di immigrati in Lombardia, nella quale si è andati a indagare quali valori, esperienze e idee di solidarietà elaborano giovani originari di paesi stranieri, nati e cresciuti in Italia, così come quali esperienze di impegno sociale hanno potuto maturare nel proprio contesto di vita. La ricerca, ha cercato poi di declinare la riflessione sul tema della donazione di sangue, approfondendo approcci, attitudini e inclinazioni relativamente a questo tipo di pratica di solidarietà particolarmente densa di significati sociali e relazionali, arrivando a delineare ricadute applicative utili a organizzazioni che, a vario titolo, si occupano di accoglienza, intercultura e volontariato, declinato in particolare nella donazione di sangue.There are many ways to develop a sense of belonging to the society in which we live. One of these, as certified by the social research, it is certainly active participation in society through experiences of social engagement and building links of solidarity. This article presents the results of a research conducted by the authors among, children of immigrants in Lombardia (Italy). The research aims were to investigate values, experiences and ideas of solidarity of young people born and raised in Italy from immigrant parents, as well as what experiences of social engagement have been able to mature in their life context. Thus, the research tried to decline the reflection on the blood donation, deepening approaches, attitudes and inclinations of young people from foreign countries. The outcomes are discussed
LE COMPETENZE INTERCULTURALI DEI GIOVANI DI ORIGINE STRANIERA
Le seconde generazioni dell’immigrazione stanno cambiando il profilo della società italiana e della scuola in particolare (il 10% degli alunni nelle scuole di Milano non sono cittadini italiani). I figli degli immigrati introducono nuovi comportamenti, attitudini, visioni e credi, spesso distanti dallo stile di vita della maggioranza. Allo stesso tempo, questi giovani si sentono a tutti gli effetti italiani, vivendo così una condizione di doppia appartenenza che fa sentire loro come italiani e stranieri allo stesso tempo, condividendo la condizione di crescita dei coetanei italiani, ma condividendo anche le origini dei propri genitori. I loro coetanei italiani possono imparare, attraverso di loro, a confrontarsi con altri stili di pensiero, altri punti di vista, altri significati e valori: un’opportunità di superare un “pensiero unico” e di favorire la diffusione di “menti interculturali”, molto importanti per vivere in una società globale.
La specifica sfida educativa che si è accolta attraverso questo lavoro è stata quella di identificare le profonde potenzialità insite in questa generazione. In questa tesi si propone un modello causale di competenza interculturale dei giovani di origine straniera, il “modello della doppia competenza” basato su due fondamentali dimensioni: la comprensione e il contributo, due dispositivi attraverso cui entrare in relazione efficacemente con persone di altre culture.New second generation of immigrants is changing the face of Italian society and school in particular (there is 10% of non Italian citizens in Milan’s schools today). They bring new behaviours, attitudes, creeds and faiths, far from the majority trends. At the same time, they feel them as Italian people.
So, young people born in Italy form immigrant parents are Italian-strangers, Italian and strangers at the same time. They represent a chance to rethink the way to be Italian in our country. Italian young people can learn to confront with other styles of thinking, other points of view, other meanings: this is a chance to rethink own certitudes and to stimulate doubts and questions in the mind and to build “intercultural minds” very useful in global societies.
The specific educational challenge (before than social and politic) is finding ways to exploit powers inside presence of second generation youth.
In this thesis we propose a causal model of intercultural competence of second generation ethnic youth who are growing up between two languages and two cultures. The “double intercultural competences” model is based on two dimensions: comprehension and contribution, two different ways to meet people of other cultures
Donare é appartenere: nuovi italiani ed idee di solidarietà
INTRODUZIONE
Anche se non ancora riconosciuti come cittadini, i giovani di origine straniera costituiscono una componente fondamentale e crescente della nostra società. Le statistiche ci parlano di quasi un milione di giovani nati in Italia da famiglie straniere, che popolano diffusamente il mondo della scuola, dell’università e sempre di più anche quello delle professioni .
Sono le seconde generazioni, non più soltanto una categoria sociologica ma una presenza vivace e attiva nella società civile. Con Claude Clanet (1990) possiamo affermare che le seconde generazioni danno vita costantemente, attraverso le proprie occasioni di dialogo e confronto, a una “cultura terza”, che non è la somma matematica delle due culture messe in contatto dentro e fuori di sé, ma una cultura originale che tiene insieme elementi dell’una e dell’altra ed è forse meglio definibile come una forma di “intercultura”.
OBIETTIVI E METODI
Obiettivo della ricerca è comprendere quali idee di solidarietà sviluppa questa generazione dai tratti interculturali. Lo studio pilota si basa su 5 interviste a giovani adulti, tra i 25 e i 30 anni, accomunati dal fatto di essere nati o giunti in Italia bambini da Paesi stranieri, appartenenti ad associazioni delle seconde generazioni attive sul territorio lombardo e ancora legati alle comunità di minoranza cui appartengono i propri padri (cinese, senegalese, copta-egiziana, eritrea, italo-egiziana).
Le interviste, a partire dalla revisione costruzionista dell’approccio Grounded theory (Cicognani, 2002), sono state sottoposte ad analisi del contenuto attraverso una codifica per temi narrativi (Chiarolanza e De Gregorio, 2007) utilizzando una griglia costruita ad hoc.
RISULTATI
Diversi sono gli elementi emersi. Innanzitutto, anche se i giovani provengono da comunità molto diverse, ciascuno è capace di vedere risorse e limiti dei valori delle comunità di origine.
L’altro elemento fondamentale è lo sguardo che i ragazzi hanno sulla solidarietà. I valori definitori del concetto derivano da un terreno culturale condiviso, quello italiano, ma si arricchiscono di valori ed elementi nuovi, culturali e religiosi, provenienti dalle comunità di origine dei gate keepers, dando vita a un’idea interculturale di solidarietà, dai tratti indubbiamente inediti.
Donare significa prendersi cura di un Alter con cui condivido l’esistenza, che travalica i confini spazio-mentali con cui spesso categorizziamo il mondo che ci circonda
Intercultural Dialog as a Strategy for a Sustainable Society: Case Studies from Italy.
In the last decades, Europe has been through important socio-economic changes and has seen an important influx of incoming immigrants and migrant workers. The paper focuses on the case of Italian society, aiming to underline the impact that foreign incoming communities have on the traditional Italian system. The approach of intercultural learning will be introduced, arguing that responsible services supported by communication strategies can strengthen social cohesion and enable the creation of a sustainable hybrid culture. The main question asked is how designers can contribute with their expertise in this process. The argument will be sustained by presenting the case of a service design academic experiment in which Master level students from an Italian University had to work with associations offering various services to foreigners for the purpose of developing services to support the intercultural dialog. The conclusion explains how traditional cultures have to open up to incoming changes in order to become sustainable. In this respect, the starting point in preventing cultural clashes is to educate the young generation how to negotiate the balance between local cultural heritage and foreign influences through intercultural dialogu
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