37 research outputs found

    Tre donne, a cura di Angela Bubba

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    Con Tre donne, edito per la prima volta nel 1891, Sperani tornò su un tema principe della propria produzione, ossia l’attenzione al ruolo femminile all’interno del nuovo scenario sociale.Come viveva la donna delle classi più basse? Quali erano i suoi obblighi e le sue ambizioni? Quali le sue sofferenze, le umiliazioni, i desideri? Sperani affronta ognuno di questi aspetti, all’interno di una storia ambientata in Val Mi’scia e che ha per protagonisti dei miseri contadini. Nella fattispecie l’autrice segue le vicissitudini incrociate di tre donne: Maria, Cristina e Virginia (e tre uomini: Sandro, Pietro, Giorgio), alcuni in lotta contro le asprezze del luogo e altri troppo fragili per non lasciarsene divorare. L’atmosfera è del resto quella della campagna, forte e amarissima, dove le consolazioni sembrano non avere cittadinanza e in cui gli affetti, anche i più vicini, non leniscono la difficoltà. Fra tradimenti e colpi di scena, preghiere e abbandoni, si delineerà il quadro di un mondo ancora acerbo, quasi tenuto fermo con la forza, il piccolo punto di un universo violento e in cerca di futuro

    Via degli Angeli

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    Due scrittori giovani d'età ma di letture alte e profonde attraversano Roma a piedi e in motorino, insieme e da soli, cercando di trovare nella loro città - lui c'è nato, lei l'ha scelta - le tracce della presenza di scrittori e poeti che amano e che non ci sono più: Elsa Morante e Gianni Rodari, Anna Maria Ortese e Pier Paolo Pasolini, e altri ancora. Strade, piazze, palazzi, scorci, negozi compongono così una mappa viva e vivida, animata dalla memoria di vicini, amici, anche solo vaghi conoscenti che hanno tenuto per sé qualche dettaglio di incontri passati e sono disposti a condividerlo. La memoria è un'impostora che mescola a suo piacere verità e invenzione; la memoria altrui è un mistero ancora più grande: e chi può dire se gli incontri testimoniati in questo piccolo libro siano veri o inventati? O dove finisce il vero e comincia l'invenzione? Forse non è importante: importanti sono i lampi, le luci e le ombre, le sorprese e i misteri collezionati da Angela Bubba e Giorgio Ghiotti nel loro lieto pellegrinaggio denso di emozione e di rispetto

    Elsa Morante madre e fanciullo. Intensità di archetipi e sogni nella vita di una scrittura. (Prefazione di Tjuna Notarbartolo, postfazione di Giuliana Zagra)

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    Attraverso gli archetipi fondamentali dell’eterno fanciullo e della grande madre, viene indagato nell’intera opera morantiana – inclusi i contributi poetici e la primissima produzione narrativa – il ripresentarsi di moduli psicologici che sono alla base della vita come della scrittura di Elsa Morante, a partire da eventi biografici (traumatici) sui quali la critica si è troppo poco soffermata. L’indagine, che si avvale dell’ausilio di testi psicanalitici e in uguale misura del confronto coi lavori di altri intellettuali, italiani e stranieri, è divisa in tre macrosezioni, articolandosi in una prima fase dedicata al trattamento dell’immagine del puer aeternus, quindi in una seconda inerente il tema della magna mater, e infine in una conclusiva in cui si propone un’unione degli archetipi, inquadrati entrambi in un punto cruciale raggiunto dall’autrice nella raccolta "Alibi", soprattutto, e all’interno de "Il mondo salvato dai ragazzini e altri poemi". Il risultato sarà l’emergere di un vero e proprio regno poetico, quasi un sistema filosofico che inoltre si approfondisce, e specifica, da un lato grazie al sostrato greco-omerico, con tutto il suo carico di presupposti e valori cui Elsa Morante si mantenne sempre fedele, dall’altro tramite una visione cattolico-cristiana che era altrettanto potente e pervasiva. La crasi fra le due istanze diverrà così la chiave di volta per penetrare l’universo fantastico, cioè traumatico e poetico, di uno dei più grandi narratori del ‘900 italiano. Anche attraverso interviste dirette ad alcuni dei suoi amici e parenti quali Daniele e Laura Morante, Mario Fortunato, Giorgio Montefoschi, Lorenzo Capellini, Renzo Paris e altri, viene restituita l’immagine più dolorosa e intima della scrittrice: sottosuolo imprescindibile, profondissimo e fondativo, dei suoi processi immaginativi quanto narratologici

    Pubbliche virtù e vizi privati ne "La conquista di Roma" di Matilde Serao.

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    L’intervento è incentrato sull’opera di Matilde Serao intitolata La conquista di Roma (1885), la quale si muove sullo sfondo della vita politica della Roma umbertina e può senz’altro essere inserita nel filone del romanzo parlamentare. Si propone una lettura del testo attenta sia all’aspetto istituzionale descritto dall’autrice, e sia a ciò che si cela dietro la maschera del pubblico, e che è quanto di più sfuggente e imprevedibile: Roma, prima di ogni altra cosa, città incantatoria quanto indifferente, madre e matrigna, fonte di speranze luminose così come di feroci disillusioni. Il ritratto di Francesco Sangiorgio, protagonista del racconto, sarà naturalmente oggetto di studio, osservato nel suo doppio movimento di personaggio politico e insieme di raffinato mondano e seduttore. Attraverso il suo esempio, prototipo del classico eroe decadente e allo stesso tempo rappresentate della vita politica italiana postunitaria, sarà possibile delineare lo scenario prescelto da Matilde Serao, il teatro così come il dietro le quinte di un momento fragile ma audace della storia italiana, un ambiente, quello romano, in cui privato e pubblico convergono verso un orizzonte duplice: di spettacolo ma pure di riflessione, di concretezza ed evasione

    La disperata speranza.Una lettura della Vita di Alfieri

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    The starting point of the paper is the special declination that Giacomo Debenedetti, in Vocazione di Vittorio Alfieri, gave to the great author from Asti and above all to his autobiographic work. Hope, seen as an attitude and as purpose, can turn into the best method to analyze literature and some authors in particular. In addition, Debenedetti’s work can be compared to Plutarch’s Parallel Lives and Petrarca's Secretum, and relates to a historiographic and sociological perspective that finds in the theme of hope – seen also in a religious perspective – its point of irradiation. Moving between reality and tension to hagiography, between self-love and promotion of personal intelligence, it will be outlined a fundamental aspect of Alfieri’s work, based on the so-called «forte sentire» and debtor to the concept of hope for the acquisition of a method as well a way of knowledge

    Rifugi del bene. Rifugi del male. Il tentativo di salvezza di Anna Maria Ortese

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    One of the best writers of the 20 th century, Anna Maria Ortese, lived her whole life in the spirit of a deliberate distance from the world, a separation that was not a simple unfamiliarity with what worried her most, but rather a privileged viewing point from where to investigate and understand our times. Not a hideout but an active shelter, a lucid and piercing refuge from where to study the pain of reality. Following her publications and favouring the images of the native American, nature and the animals – emblematic of Anna Maria Ortese’s sensibility – the paper will show the main points of the author’s poetics, which always strives to recover the secrets of the world and to choose a refuge and fight from inside it for the salvation of herself and others

    Roberto Risso: «La penna è chiacchierona». Edmondo De Amicis e l’arte del narrare

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    Recensione del volume "«La penna è chiacchierona». Edmondo De Amicis e l’arte del narrare", di Roberto Risso

    Rappresentazioni della trappola borghese in "Quaderno proibito". Echi pirandelliani e morantiani.

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    L'articolo esamina il romanzo di Alba De Céspedes "Quaderno proibito" e le influenze pirandelliane e morantiane sul testo, sia da un punto di vista tematico che linguistico. Particolare importanza è stata dedicata al trattamento del tema del materno

    Anna Longoni - Giorgio Manganelli o l’inutile necessità della letteratura

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    La recensione esamina l'opera di Anna Longoni "Giorgio Manganelli o l’inutile necessità della letteratura "

    L'esigenza del semplice. Il "babelare commosso" di Amelia Rosselli fra il "petèl" zanzottiano e "l'erba è verde" di Goffredo Parise.

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    L'articolo si concentra sul tema della semplicità declinata dagli autori Rosselli, Zanzotto e Parise
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