1,721,012 research outputs found

    Impariamo dal passato: analisi dell’esperienza di docenti e studenti coinvolti nella DAD nel periodo pandemico e post pandemico

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    La recente pandemia ha costretto le università a implementare rapidamente la Didattica a Distanza (DaD), influenzando la vita di insegnanti e studenti (Polianovskyi et al., 2021). L’analisi di queste esperienze fornisce spunti preziosi per l’Higher Education, funzionali a riprogettare le attività online per migliorarne l’efficacia (Mastan et al., 2022). L’Università di Verona ha analizzato le esperienze di docenti e studenti durante e dopo la pandemia, attraverso due indagini con domande a risposta multipla e aperte (Asgari et al., 2021). Questa ricerca abbraccia un approccio fenomenologico, concentrandosi sulle esperienze vissute dai partecipanti (Mortari, 2007), e utilizza la content analysis per identificare elementi significativi (Elo & Kyngäs, 2008). La prima analisi evidenzia la necessità di una didattica online più dinamica e supportiva per aumentare il coinvolgimento degli studenti. La mancanza di interazione è uno dei punti maggiormente sottolineati da studenti e docenti; tuttavia, i primi considerano efficaci i momenti asincroni. Il bilanciamento di queste esigenze pone sfide e spunti per soluzioni efficienti

    Le Intelligenze Artificiali nella percezione dei docenti, un’analisi di text mining

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    Il crescente interesse per le Intelligenze Artificiali (IA) generative ha sollevato interrogativi sulla loro efficacia, sicurezza e utilizzo educativo. Si è passati dallo scetticismo iniziale a una consapevolezza crescente delle loro potenzialità, con domande sulla loro natura epi- stemica e metodologica. Le IA, influenzate dai dati storici e dai bias dei dataset e algoritmi, presentano limiti che richiedono monitoraggio costante per garantire equità. Questo studio ha esaminato le percezioni di 66 docenti e dirigenti scolastici, suddivisi in due gruppi di- stinti: partecipanti al Seminario sulle IA a Scuola, Didacta 2024 e docenti del Circolo Di- dattico P.P. Lambert di Oulx. Le risposte sono state raccolte tramite piattaforma Q&A Slido e testi scritti, analizzate mediante tecniche di text mining. I risultati mostrano che i docenti vedono le IA principalmente come strumenti utili ma con potenziali rischi di so- stituzione dell’insegnante. L’analisi dei bigrammi ha evidenziato preoccupazioni esistenziali e fiducia nelle IA. La sentiment analysis ha rilevato una prevalenza di opinioni positive (78%). I temi principali emersi includono potenzialità educative, preoccupazioni etiche e di privacy, necessità di formazione, rischi e limiti delle IA, e impatti sull’insegnamento tradizionale. I risultati suggeriscono la necessità di politiche educative che affrontino questi aspetti per un uso consapevole e responsabile delle IA nelle scuole

    Analisi sull'impatto dell'intelligenza artificiale nei sistemi formativi formali: il punto di vista degli educatori

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    Con l’aumento delle indagini accademiche relative all’intelligenza artificiale (IA) nel settore educativo, numerosi accademici in questo campo sostengono che il ruolo degli educatori, delle istituzioni educative e dei leader educativi subirà una trasformazione. Alla luce di ciò, lo scopo di questo studio è quello di esaminare gli scenari plausibili che potrebbero derivare dall’avvento dell’intelligenza artificiale nell’istruzione, nonché di svelare le implicazioni che potrebbe avere per il futuro degli istituti scolastici. La ricerca è stata concepita come uno studio fenomenologico, con un metodo di ricerca qualitativo, in cui sono state esaminate le opinioni dei partecipanti provenienti da diversi settori. I risultati rivelano che le istituzioni educative e gli educatori saranno dotati di nuove risorse, vantaggi e contemporaneamente incontreranno svantaggi nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’istruzione. I risultati offrono anche raccomandazioni per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e la mitigazione di potenziali problemi. Sebbene la maggior parte dei partecipanti dimostri generalmente un atteggiamento positivo nei confronti dell’intelligenza artificiale, ci sono anche alcuni inconvenienti, sottolineati in particolare da educatori e studiosi, riguardo al futuro della pedagogia

    Narrazione 3.0 e nuove literacy per la cittadinanza digitale, verso un nuovo curricolo d’Istituto

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    La narrazione, oggi, rappresenta un momento fondamentale per lo sviluppo molteplice delle potenzialità inespresse in contesti di apprendimento ibridi. È necessario attenzionare un nuovo paradigma che si sta definendo per i modelli di apprendimento– insegnamento promosso dall’intelligenza artificiale in ambito educativo. Bisogna pensare ad un apprendimento ibrido capace di associare una didattica analogica e tradizionale per le competenze di base a modelli digitali legati all’intelligenza artificiale. Proprio il Digitale e l’Intelligenza Artificiale devono necessariamente fare riferimento al metodo tradizionale per far sì che docenti e studenti possano sviluppare nuove visioni e nuove esperienze di cittadinanza digitale. È possibile curvare queste opportunità in ambito educativo per sviluppare un apprendimento significativo e profondo? L’Intelligenza Artificiale, guidata e programmata dall’insegnante, può diventare una straordinaria assistente alla narrazione a supporto della cooperazione tra gli studenti per sviluppare la creatività necessaria a concepire nuove storie. La ricerca educativa dovrà essere orientata a costruire un nuovo paradigma esperienziale e di storytelling AI attraverso la creazione di un curricolo scolastico che rispetti linee guida ben precise, così da fornire chiare indicazioni alle Istituzioni Scolastiche che si troveranno pronte a diventare protagoniste del cambiamento e non a subirlo passivamente.Narration, today, represents a fundamental moment for the multiple development of unexpressedBpotential in hybrid learning contexts. It is necessary to pay attention to a new paradigm that is being defined for learning –Bteaching models promoted by artificial intelligence in the educational sector. We need to think about hybrid learning capable of combining analogue and traditionalBteaching for basic skills with digital models linked to artificial intelligence. Precisely Digital and Artificial Intelligence must necessarily refer to the traditional methodBto ensure that teachers and students can develop new visions and new experiences of digitalBcitizenship. Is it possible to curve these opportunities in education to develop meaningful and deep learning? Artificial Intelligence, guided and programmed by the teacher, can become an extraordinary storytelling assistant to support cooperation between students to develop the creativity necessary to conceive new stories. Educational research must be oriented towards building a new AI experiential and storytelling paradigm through the creation of a school curriculum that respects very specific guidelines, so as to provide clear indications to the educational institutions that will find themselves ready to become protagonists of change and not to suffer it passively

    Self-efficacy perception and ideas of teaching and learning. An exploratory study with teachers

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    Il contributo è parte di un disegno di ricerca più generale che intende monitorare i bisogni formativi degli insegnanti ai quali il corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Modena e Reggio Emilia rivolge la sua offerta formativa. Per indagare le rappresentazioni degli insegnanti, sia in formazione che in servizio, è stato utilizzato un adattamento italiano del questionario sull’auto efficacia (Tschannen-Moran, Hoy, 2001), nella versione ridotta a 12 item. A tutti coloro che hanno risposto al questionario è stato proposto di disegnare sé stessi nel proprio contesto lavorativo. Sono stati raccolti circa 900 questionari e disegni anonimi. Un campione casuale dei disegni è stato esaminato sulla base della checklist di Thomas (2001), per individuare la presenza/assenza di elementi (attività e posizione di docente e studenti, strumenti e aiuti visivi) utili a rappresentare un approccio all’ insegnamento centrato sul docente o sullo studente. Le prime analisi descrittive hanno evidenziato un bisogno di formazione sulle strategie di valutazione e una percezione di autoefficacia più dipendente dall’anzianità di servizio che dal titolo di studio. Le analisi disaggregate sembrano mostrare che studenti e insegnanti si riconoscono in un modello student-centered. Sono discussi i dati raccolti all’inizio del percorso formativo, con riferimento all’ordine di scuola e al percorso formativo proposto.The contribution is part of a more general research design aimed at monitoring over time the training needs of teachers trained by the University of Modena and Reggio Emilia. An Italian adaptation of the self-efficacy questionnaire (Tschannen-Moran, Hoy, 2001), in the reduced 12-item version, was used to investigate the representations of teachers, both pre-service and in-service, All respondents to the questionnaire were asked to draw themselves in their work context. We collected about 900 anonymous questionnaires and drawings. A random sample of the drawings was examined on the basis of Thomas’ checklist (2001), which was intended to identify the presence/absence of elements (teacher and student activities and position, tools and visual aid, etc.) useful in representing a teacher-centered or student-centered approach to teaching. Initial descriptive analyses revealed a need for training on different assessment strategies for both in-service and pre-service teachers and a perception of self-efficacy more dependent on seniority than on qualification. Disaggregated analyses seem to show that students and teachers identify with a student-centered model. Data collected at the beginning of the training are discussed, with reference to the school order and the proposed training course

    Il benessere iniquo. Il questionario “Io e la scuola” da strumento di ricerca a strumento di riflessione per le scuole.

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    The paper presents the progress of the research on the well-being at school of secondary school students. Analyses, on a sample of 2837 students, confirm the factorial structure of the construct, with a Well-Being factor, including six scales (Consideration, Sense of Protection, Didactics, Teacher Evaluation, Class Cohesion and Environment), and two anxiety factors, General Anxiety and Test Anxiety. In addition, analyses of variance highlight significant differences with respect to address of study, self-perceived performance, gender, and feeling part of a minority. The resulting picture shows that those who enjoy a higher level of well-being in school are students who have a better perception of their own performance, males, and lyceum students in general, with particular reference to dimensions such as sense of protection, consideration, test anxiety and class cohesion. Along with the questionnaire, the World Health Organization Psychological Wellbeing scale, WHO 5 (Topp et al., 2015), was administered, which correlates positively with the Wellbeing scale and negatively with the two Anxiety scales. It also emerges that about 61 percent of the students in the sample score below 13 on this scale, which suggests the need for further investigation with diagnostic tools.Il contributo presenta gli sviluppi della ricerca sul benessere a scuola degli studenti di scuola secondaria di II grado. Le analisi, effettuate su un campione di 2837 studenti, confermano la struttura fattoriale del costrutto, con un fattore Benessere, comprendente sei scale (Considerazione, Senso di protezione, Didattica, Valutazione degli insegnanti, Coesione della classe e Ambiente), e due fattori di ansia, Ansia generale e Ansia da valutazione. Le ANOVA mettono in evidenza differenze significative rispetto all’indirizzo di studi, al rendimento autopercepito, al genere e al sentirsi parte di una minoranza. Ne emerge che a godere di un maggiore livello di benessere a scuola sono gli studenti che hanno una migliore percezione del proprio rendimento, i maschi e in generale gli studenti liceali, con particolare riferimento al senso di protezione, alla considerazione, all’ansia da valutazione e al sentirsi parte di un gruppo coeso. Inoltre è stato somministrato il WHO 5 (Topp et al., 2015), che correla in modo positivo con la scala di Benessere e negativo con le due scale di Ansia. Emerge infine che circa il 61% degli studenti del campione ottiene in questa scala un punteggio inferiore a 13, che in letteratura indica la necessità di approfondire l’indagine con strumenti diagnostici
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