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LETTURE INTRECCIATE: L’INTERVENTO SUL NEUES MUSEUM DI BERLINO. Intervista ad Andrea Grimaldi e Andrea Pane
Il testo propone una lettura, a distanza di 11 anni dal suo completamento, di un’opera che ha rappresentato un cambio di paradigma nei confronti dell’intervento sul patrimonio storico architettonico esistente. La struttura dello scritto è incentrata su di una serie di domande poste a chi scrive e al prof. Andrea Pane della Federico II di Napoli, sul concetto di autorialità del progetto contemporaneo; sul rispetto e ruolo della preesistenza nella proposta di recupero di un manufatto storico; sull’idea di ricostruzione interpretativa di quanto materialmente perso; sul rapporto tra contenitore e contenuto; sulla specificità di ogni singolo intervento di restauro e sul grado di replicabilità e infine sulle modalità di reintegrazione urbana prescelte per la definizione architettonica dell’edificio.The text proposes a reading, 11 years after its completion, of a work that has represented a paradigm shift towards the intervention on the existing historical architectural heritage. The structure of the paper is focused on a series of questions asked to the writer and to Prof. Andrea Pane of University Federico II of Naples, on the concept of authorship of the contemporary project; on the respect and role of pre-existence in the proposal of recovery of a historical artifact; on the idea of interpretative reconstruction of what is materially lost; on the relationship between container and content; on the specificity of each restoration intervention and the degree of replicability and, finally, on the modalities of urban reintegration chosen for the architectural definition of the building
Da Palazzo Como a Museo Filangieri. Storia, tutela e restauro di una residenza del Rinascimento a Napoli
The Compasses experience. 10 years in 10 questions to the former directors: two interviews by Andrea Pane
"L'architettura dell'étà barocca in Napoli e gli studi sul barocco italiano dal tardo Ottocento alla prima metà del Novecento.
" La riscoperta del Barocco nella ricerca storica e nella tutela: il ruolo di Roberto Pane e la cultura italiana della prima metà del Novecento"
La riscoperta del barocco italiano compie i suoi primi passi nella cultura tedesca dell’ultimo Ottocento, nel quadro di una più generale rivalutazione dell’architettura del Seicento e del Settecento. L’opera di Gurlitt, anche per il contesto editoriale in cui si inserisce, ha una vastissima risonanza e mantiene una lunga attualità e dà inizio ad una tradizione di studi non interrotta. Dal primo Novecento, nella cultura di lingua tedesca, la “purificazione” la rimozione delle aggiunte barocche è al centro di dure critiche e, nella pratica della Commissione Centrale dell’Impero Absburgico, da Riegl a Dvorak, è respinta e interrotta là dove arriva la sua influenza.
Negli stessi anni in Italia, con il diffondersi di una tendenza neobarocca che ripete in ritardo un’analoga tendenza europea, si rivalutano le tradizioni regionali. L’opera di Giulio Magni, a Roma, o quella dello Chevalley in Piemonte, sono esemplari di una risvegliata e diffusa attenzione a scala locale, ma rimangono in gran parte repertori di edifici e soluzioni architettoniche. Dopo le storie dell’arte generali, da Ricci a Venturi, l’”Architettura Barocca a Napoli, di Roberto Pane, uscita nel 1939, segna una svolta in questo quadro, si riconnette ad una più complesso concetto di cultura, mette in evidenza i legami con la storia della letteratura e della società, e al tempo stesso conferma, a livello di pratica e di metodo, un rigore che può essere accostato – nelle contiguità e nelle differenze – a quanto compie Costantino Baroni a Milano, in un parallelo, che comincia proprio da Gurlitt, fra l’attenzione dell’architetto – anche “dotto” – e quella dello storico dell’arte. Nella sua non casuale vicinanza agli studi sull’architettura rurale campana Roberto Pane individua una dimensione più complessa dell’identità dei luoghi, la fa riconoscere come oggetto di tutela. Napoli e la sua straordinaria ricchezza, dall’urbanistica alle ville vesuviane, molto devono a lui, agli studi che riprendono i suoi stimoli, il fatto di essere riconosciuti. Viceversa, troverà molto tardi spazio, nella cultura italiana – ma anche altrove, dopo la prima guerra mondiale, le posizioni di Riegl e di Dvorak saranno generalmente abbandonate – l’idea di salvaguardia della stratificazione storica. In questo senso, anche il difficile e necessariamente discusso episodio di Santa Chiara deve essere riletto sia in parallelo agli studi di Pane stesso sull’architettura barocca, sia ai modelli di intervento e agli approcci teorici invalsi in Italia nella ricostruzione
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
La tutela dell'ambiente: la riflessione di Roberto Pane e gli attuali orientamenti legislativi
Valori dell’architettura e dell’ambiente pugliese. Alcune immagini inedite di Roberto Pane
La bellezza quale quoziente del rapporto tra la condizione di natura e la condizione di architettura.
Se si prendono in considerazione alcuni centri antichi del territorio pugliese ed il territorio ad essi circostante, si possono riconoscere quei caratteri ambientali che in maniera pregnante connotano la civiltà costruttiva delle province pugliesi. Essi non erano sfuggiti alla vigile attenzione di Pane e per tale ragione, egli studiò nel corso degli anni tali centri antichi ed il loro territorio. Nel visitarli, e soffermandosi sulle superfici di alcuni monumenti, risulta spesso che essi abbiano subito trasformazioni talora ingenti. accomunate dall’impiego della stessa materia. Essa realizza una ricchezza e una varietà di espressioni che restano peraltro sempre perfettamente riconoscibili. Nell’onestà costruttiva, l’apporto di ogni epoca per quanto integrasse, talvolta in maniera audace le precedenti, comunque realizzava un’armonia, un’espressione che non negava il preesistente. Tale è probabilmente la chiave di lettura che riconduce all’intuizione di una coralità dell’ambiente pugliese
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