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    Utrumque Ius. Intersezioni

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    L'inaugurazione della rubrica "Utrumque Ius intersezioni", cui è dedicato il saggio, intende incentivare il dialogo scientifico tra canonistica e cultura giuridica contemporanea. Non vi è dubbio che la scienza del diritto generale durante il Novecento abbia valorizzato l’approccio comparatistico ai problemi giuridici. Sul versante canonistico, poi, la sfida è quella da un lato di mettere a prova le ragioni del diritto in ambito strettamente interno e dall’altro di verificare la medesima appartenenza del diritto canonico al lógos o discorso giuridico generale. È una sfida suggestiva perché in palio vi è la stessa identità del diritto e della scienza giuridica in quanto tale, i suoi fondamenti e ciò che la fa essere ciò che è. "Utrumque ius. Intersezioni" desidera in ultima analisi contribuire a quella «sana apertura che non è mai in contrasto con l’identità» e che, integrando «elementi di diversa provenienza», può provocare «la nascita di una nuova sintesi che alla fine va a beneficio di tutti»

    L’asse psiche-cervello-sistema immunitario al servizio dell’adattamento dell’organismo all’ambiente: l’importanza delle interazioni fra infiammazione e comportamento sociale.

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    I processi infiammatori e il comportamento sociale si influenzano reciprocamente. I fattori pro-infiammatori, citochine in primis, inducono un concerto di modificazioni comportamentali che aiutano l’organismo a navigare l’ambiente sociale durante periodi di malattia, aumentando la sensibilità dei circuiti neurali di salienza/allarme agli stimoli sociali negativi (per identificare ed evitare prontamente potenziali pericoli) e la reattività dei circuiti di reward agli stimoli sociali positivi (per favorire l’approccio verso figure di supporto e protezione). Viceversa, gli eventi avversi di natura sociale, come abusi, separazioni, esclusione sociale, valutazioni negative, possono indurre un incremento dell’infiammazione periferica (per preparare l’organismo a situazioni di aumentato rischio di ferite o infezioni). Individui socialmente isolati, o che si sentono tali, presentano un cronico incremento dei livelli di infiammazione, e un’esagerata produzione di fattori pro-infiammatori in risposta a infezioni e a esperienze sociali avverse. Ciò può avere implicazioni rilevanti sul piano clinico, e spiegare la relazione fra stress cronico, infiammazione e alcune malattie neuropsichiatriche caratterizzate da compromissione del funzionamento sociale, quali ansia e depressione

    Effetti dello stress sui sistemi biologici. Possiamo misurarli?

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    Lo stress cronico, fisico e psicosociale, rappresenta un rischio per la nostra salute. Numerosi studi clinici ed epidemiologici lo vanno dicendo ormai da tempo e il ventaglio di patologie associate allo stress è divenuto oggi molto ampio, dalle malattie infettive a quelle croniche metaboliche, fino ai tumori (Chrousos, 2009). Eventi avversi, isolamento sociale, esagerate richieste dall’ambiente sociale e familiare, ma anche condizioni lavorative insoddisfacenti o particolarmente faticose e turni di lavoro irregolari, sono tutte situazioni capaci di indurre risposte nell’organismo che, se ripetute o protratte, diventano maladattative e compromettono le funzioni psicologiche, comportamentali e fisiologiche dell’individuo. Di qui il rischio di sviluppare disfunzioni dei sistemi regolatori dell’organismo che, nel lungo periodo, possono eventualmente sfociare in patologie conclamate
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