1,848 research outputs found

    Introduzione [Carcere e scienze sociali]

    No full text
    Il volume si configura come luogo di confronto tra studiosi e operatori che, muovendo da diversi orientamenti disciplinari e da molteplici percorsi professionali, dedicano attenzione critica al carcere e alle dinamiche penitenziarie. Attraverso il prisma delle scienze sociali, si suggeriscono percorsi teorici e indicazioni operative finalizzate a osservare, interpretare l’universo penitenziario e a ipotizzare strade per introdurre in tale mondo una nuova cultura della pena. I saperi sociali, infatti, si rivelano particolarmente preziosi nel munire i lettori di lenti in grado di aumentare il livello di consapevolezza pubblica delle profonde contraddizioni del carcere, e consentono di vedere il penitenziario sia come specchio della società, sia come anticipatore di processi che rischiano di investirla successivamente. Se vi è una nota comune alle voci che compongono il testo, è proprio il tentativo di fare del penitenziario un oggetto di ricerca sociale, in una prospettiva che si colloca sul limine tra il dentro e il fuori, e che si rivela l’unica possibile per reintegrare e legittimare l’oggetto carcere all’interno del contesto sociale, in un’epoca storica orientata invece a rimuovere ed escludere

    Frammenti di attività parlamentare. Riflessioni e interventi sulle Riforme Costituzionali e sulla Legislazione

    No full text
    È con grande piacere che ho accolto l'invito a prefare la raccolta di scritti del Presidente Andrea Pastore

    UNIVERSITÀ E PUBLIC ENGAGEMENT IN CARCERE: NOTE SULL’ESPERIENZA DEI POLI UNIVERSITARI PENITENZIARI IN ITALIA

    No full text
    Questo contributo si propone di esaminare l’esperienza italiana dei Poli Universitari Penitenziari attraverso un approccio che integra dati quantitativi e qualitativi. L’analisi foccalizzata sullo studio universitario in carcere si rivela di particolare interesse in quanto ci permette di riflettere criticamente sulla relazione tra il sistema penitenziario e la società, sulle percezioni stereotipate dei detenuti e del carcere, nonché sulle politiche istituzionali volte a garantire il diritto all’istruzione a tutti i livelli. Allo stesso tempo, il percorso conoscitivo proposto consente di innalzare il livello di consapevolezza pubblica del contesto carcerario e offre l’opportunità di comprendere gli impatti trasformativi della conoscenza sia sul singolo individuo detenuto che sul sistema penitenziario nel suo complesso, andando al di là delle mere retoriche legate al trattamento rieducativo

    The Youth Experience Gap: Explaining Differences across EU Countries

    No full text
    This note aims to provide a theoretical framework to think of the youthunemployment problem and a classification of EU countries according to the way they address it.The key factor to explain youth unemployment is what we call the youth experience gap. To helpyoung people fill it in and ease school-to-work transitions, every EU country provides a mix ofpolicy instruments, including different degrees and types of labour market flexibility, of educationaland training systems, of passive income support schemes and fiscal incentives. Five differentcountry groups are detected whose outcomes in terms of youth unemployment are dramaticallydifferent: a) the North-European; b) the Continental European; c) the Anglo-Saxon; d) the South-European; e) New Member States. The Lisbon strategy provides guidelines in line with thetheoretical framework discussed here, but it is costly and hard to implement.Youth Unemployment Problem, Youth Experience gap, Youth Employment Policy, Lisbon Strategy

    pH Colorimetric Sensor Arrays: Preparation, Characterization, and Application

    No full text
    Nel corso dei tre anni di dottorato un nuovo dispositivo basato su array di sensori colorimetrici (CSA) per la misura del pH è stato sviluppato. Già alla fine del 2019 era stato depositato un primo brevetto riguardante un dispositivo per la misura del pH dai medesimi inventori. Il CSA era costituito da un supporto a base di PVDF (polivinilidenfluoruro) che veniva poi impregnato con sol ottenuti per idrolisi acida del TEOS (tetraetilortosilicato) contenenti l’indicatore acido-base ed una certa percentuale di tensioattivo cationico, il CTApTs (esadecilammonio p-toluensolfonato). Il concetto innovativo alla base del brevetto era la possibilità di estendere l’intervallo di lavoro di un singolo indicatore acido-base tramite l’impiego di un tensioattivo la cui concentrazione poteva essere modulata. Ogni spot costituente l’array aveva quindi una diversa concentrazione di tensioattivo e conseguentemente, un diverso intervallo di lavoro. In questo modo era possibile ampliare l’intervallo di lavoro di un indicatore acido-base a 7 unità di pH contro le 2 che normalmente si riscontrano in soluzione acquosa. Nonostante ciò, erano emerse alcune criticità che limitavano l’applicabilità e/o le prestazioni analitiche del dispositivo. Tra queste le più importanti riguardavano la dipendenza dalla salinità delle soluzioni campione e l’impossibilità di effettuare misure dal lato opposto rispetto al contatto con la soluzione per evitare problemi di interferenza del segnale legati alla presenza di bolle e/o sostanze colorate (vini, birra, ...). Queste criticità sono state affrontate nel corso dei tre anni di dottorato ed hanno portato all’elaborazione di un secondo brevetto caratterizzato da modifiche piuttosto sostanziali. Il supporto in PVDF viene sostituito da quello in nitrocellulosa, più idrofilica e quindi adeguata a garantire la permeazione della soluzione dall’altro lato della membrana. Il CTApTs viene sostituito da un altro tensioattivo cationico, il DTSACl (dimetil-octadecil[3-(trimetossisilil)propil]ammonio cloruro). Quest’ultimo a differenza del primo è un silano che prende parte al processo di polimerizzazione risultando così legato covalentemente alla matrice. Tra i precursori viene aggiunto anche FO (perfluoro-octil-trietossisilano) il quale essendo un fluoro-organo-silano forma una barriera elettrostatica atta ad impedire l’interferenza di anioni provenienti dalla soluzione campione. I cationi non fungono da interferenti dato che la testa polare del tensioattivo è carica positivamente. Il concetto di modulazione della pKa del primo brevetto resta valido anche nel secondo ma con una differenza sostanziale. Non solo la variazione del tensioattivo cationico (in questo caso DTSACl) provoca una variazione della pKa (all’aumentare della concentrazione di tensioattivo si ha una diminuzione della pKa apparente dell’indicatore) ma anche una variazione della concentrazione di FO produce uno shift in senso opposto. Il sensore prodotto è caratterizzato da assenza di dipendenza dalla salinità nell’intervallo 0.10-1.00 g/l e in quello 10-40 g/l. Il primo intervallo è quello dell’acque sorgive, il secondo quello delle acque di laguna e di quella di mare. La zona a salinità intermedia è stata calibrata in funzione della salinità con un algoritmo di correzione. Il sensore è stato testato con successo in matrici reali: acque sorgive, vini bianchi e birra e acqua di mare. Le prestazioni analitiche sono state paragonate a quelle dell’elettrodo a vetro. Il valore di pH fornito risulta molto simile a quello dell’elettrodo a vetro e l’errore medio in predizione sul pH è di circa 0.05 unità di pH. Nel caso specifico dell’acqua di mare, le prestazioni analitiche risultano migliori dal momento che il sensore non è affetto da variazioni del potenziale di giunto che nel caso dell’elettrodo a vetro possono portare ad un errore di circa 0.30 unità di pH

    Quotidianità recluse: lo studio come pratica di resistenza in un'istituzione totale

    No full text
    In questo capitolo, a partire da elementi conoscitivi emersi da ricerche sul campo nei contesti penitenziari italiano e spagnolo, consapevoli del carattere esemplificativo delle argomentazioni proposte, dedicheremo attenzione ad una delle attività nello spazio della pena che maggiormente simboleggia il recupero di un’autonomia di pensiero: lo studio, e nel caso specifico i percorsi di studio universitario. Il tempo utilizzato dai detenuti in questa attività rappresenta simbolicamente l’opportunità di ricostruire una nuova identità futura, un’esperienza che serve a confrontare il passato che ha portato alla detenzione, sia con la punizione presente che con il futuro in una libertà idealizzata. Un’azione che “cuce il tempo”
    corecore