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Korinthiaka akragantina. Nuove evidenze dal tempio D e vecchi dati dalla città
Nella storia degli studi sulla ceramograia corinzia di età arcaica, Akragas ha a lungo costituito una lacuna, essendo
limitato o poco noto il corpus delle evidenze dalla città. Le recenti e importanti indagini condotte intorno al tempio D e nell’abitato
ofrono l’occasione di colmare questa lacuna. Pertanto, questo studio è dedicato alla ceramica corinzia igurata da Akragas, proveniente
da scavi dalle aree sacre, dall’abitato e dalle necropoli. Su base contestuale e stilistico-formale, questo studio fornisce un quadro
aggiornato ed estensivo delle ceramiche igurate d’importazione corinzia ad Akragas, sia edite che inedite. Si afrontano, dunque, i
seguenti aspetti: a) i caratteri e le peculiarità delle importazioni corinzie nel contesto Mediterraneo e locale; b) la loro distribuzione
all’interno della città; c) il rapporto con speciici ceramograi e/o oicine; d) la cronologia assoluta dello stile vascolare corinzio.Past scholarship on Corinthian vase-painting of the Archaic period has long overlooked Akragas, since the body of evidence from the settlement was relatively scanty or not well known. The recent and remarkable investigations around temple D and in the residential area provide an opportunity to bridge this gap. Therefore, this paper deals with Corinthian figured pottery excavated from Akragas at large, that is from the sanctuaries, residential areas and cemeteries. Based on a stylistic and contextual approach, this study offers an updated and comprehensive overview of both published and unpublished Corinthian pottery imported to Akragas. It deals with the following aspects: a) nature and peculiarities of Corinthian imports in the Mediterranean and local contexts; b) their distribution within the city; c) relationship with specific painters and/or workshops; d) the absolute chronology of Corinthian pottery style
Vivere ad Akragas in età alto-ellenistica : evidenze dalla "città bassa"
This paper focuses on the Hellenistic pottery from House VIIA in Akragas, in the recently discovered residential area in the south-eastern part of the settlement, just north of the Hill of the Temples. The excavations by the Parco Archeologico della Valle dei Templi unearthed a stenopos flanked by residential blocks. The last phase of occupation of this residential area dates to the 4th-3rd century BCE. In particular, House VIIA yielded a large amount of pottery which casts new light on the last occupation and final abandonment of this household. House VIIA represents a remarkable case-study for the extensive investigation of the Early Hellenistic material culture of Akragas, until the mid-3rd century B.C.E. This paper thus deals with the following aspects: a) the archaeological excavations of the household; b) overview of the Early Hellenistic pottery and preliminary insight on its domestic functions; c) Akragas in the early Hellenistic period: material culture and transformations of the urban landscape
Archeologia del Culto a Siracusa : depositi votivi e pratiche rituali intorno all’Athenaion di Ortigia
A distanza di un secolo, questo lavoro è la riedizione critica e aggiornata delle “metodiche esplorazioni” che Paolo Orsi intraprese intorno all’Athenaion di Ortigia, l’acropoli di Siracusa, tra il 1910 e il 1917. Attraverso un graduale processo ermeneutico che intreccia i dati di scavo - editi e inediti - l’esame delle architetture e l’analisi sistematica dei depositi votivi - anch’essi in larga parte inediti - l’autore fornisce una nuova ricostruzione del santuario centrale di Ortigia in età greca arcaica, da un punto di vista architettonico, antropologico e cultuale. Partendo dall’assunto secondo cui la cultura materiale può costituire un utile indizio, se adeguatamente interpretata, per la ricostruzione della prassi rituale e cultuale, per la prima volta viene analizzato l’intero spettro degli oggetti votivi e rituali dagli scavi Orsi, da un punto di vista tipologico, contestuale e funzionale. Alla luce dei più recenti approcci metodologici, pertanto, l’interpretazione dei depositi sacri non consente solamente di comprendere le pratiche rituali che accompagnano lo sviluppo architettonico e topografico del santuario medesimo, ma anche di determinare la natura della comunicazione rituale stabilita tra l’individuo, la comunità religiosa e la divinità venerata nel più ampio sistema religioso della polis. Attraverso lo stretto dialogo tra contesti, oggetti votivi e loro significati, viene fatta nuova luce su molteplici aspetti del santuario arcaico, sugli attori del culto e sulle divinità venerate, in una prospettiva diacronica che va dalla fondazione della città sino alla tirannide dei Dinomenidi. In questa cornice rinnovata, il presente lavoro costituisce un sensibile avanzamento nella comprensione di Siracusa arcaica e, in particolare, di uno dei suoi più significativi spazi sacri
M. Costanzi (éd.), Halaesa, du site à la cité, de la cité au site, Actes du colloque international, UPJV, Amiens, 2 et 3 décembre 2021 (Supplementi di ΚΩΚΑΛΟΣ 24), Fabrizio Serra Editore, Pisa-Roma 2023
Archeologia del Culto a Siracusa : depositi votivi e pratiche rituali intorno all’Athenaion di Ortigia
Sull'acropoli di Siracusa : monumentalità e pratiche rituali nel santuario centrale di Ortigia in età arcaica
Scultura monumentale ad Akrai in età arcaica. Un riesame
This paper investigates two life-size limestone statues from Akrai, Syracuse’s second-generation apoikia, that are generally dated by scholarship between the end of the 7th and the early 6th century BC. However, despite their historical-artistic relevance, the two sculptures have never been systematically investigated, also due to their poor conditions. Therefore, this contribution aims to bridge this gap, by providing both sculptures with a new chronological and art historical framework, in light of Akrai’s archaeological context
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