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    L’intervista con la telecamera: giornalismo, documentario e ricerca socio-antropologica

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    Con approccio interdisciplinare, tra sociologia visuale, antropologia, ricerca con l'ausilio di documentazione multimediale, informazione e spettacolo televisivo, il testo affronta metodi e tecniche dell'intervista con la telecamera. I confini tra la ricerca sociologica e quella antropologica, tra informazione o spettacolarizzazione della realtà possono sembrare, a prima vista, molto difficili da stabilire. Per intervenire attivamente nel dibattito che ruota attorno all’uso corretto o “manipolato” della video-intervista, questo testo raccoglie interventi di Naško Križnar Institut of Slovenian Ethnology. Scientific Research Centre of Slovenian Academy of Sciences & Arts, Ljubljana), Gabriella Fortuna (RAI 3), Patrizia Faccioli (Università di Bologna), Dario Da Re (Università di Padova), Roberta Altin, Paolo Parmeggiani, Manuela Morana, Sabrina Benussi (Università di Udine)

    {N,N?-Bis[1-(2-pyridyl)ethylidene]ethane-1,2-diamine-?4N,N?,N??,N???}bis(trifluoromethanesulfanato-?O)copper(II)

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    A discrete neutral Cu(II) complex, [Cu(CF(3)SO(3))(2)(C(16)H(18)N(4))], has been derived from the symmetrical tetradentate Schiff base, N,N'-bis[1-(pyridin-2-yl)ethylidene]ethane-1,2-diamine. The copper centre assumes a tetragonally distorted pseudo-octahedral geometry with the O atoms of two trifluoromethanesulfonate anions coordinated weakly in the axial positions. The Cu-N distances lie in the range 1.941 (3)-2.011 (3) angstrom and the Cu-O distances are 2.474 (3) and 2.564 (3) angstrom

    Computational study for natural convection effects on temperature during batch and continuous industrial scale radio frequency tempering/thawing processes

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    Radio frequency (RF) processing have been used for tempering and thawing. There have been significant experimental and mathematical model based studies for this process especially in the last two decades. The modeling studies applied the convective boundary condition with effective heat transfer coefficient and constant medium temperature in through field flat plate RF systems. The objective of this study was first to develop a mathematical model for conjugate heat transfer (natural convection) in a staggered through field electrode RF system and to use this model for natural convection effects in industrial scale processes. For this purpose, the developed comprehensive mathematical model was experimentally validated using the data from frozen tuna samples. The air temperature variation was also used for validation. Then, the developed model was used in industrial scale process simulations with the presence of natural convection. The industrially preferred flat plate systems were used in this part to determine the temperature and electric field evolutions. The results demonstrated the significant effect of the natural convection on sample surface temperature distribution and temperature change of air within the cavity. The evolved natural convection resulted in the variation of the heat transfer coefficient along the sample surfaces with significant changes in temperature. Based on these results, it might be concluded that the effect of air temperature change within the cavity during an RF processes should also be controlled and considered for industrial system design and process optimization

    Sostare ai margini: Richiedenti asilo tra confinamento e accoglienza diffusa

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    L'articolo è frutto di una ricerca triennale in area di confine italo-sloveno e propone un'analisi comparativa di tre diversi contesti e modalità organizzative dell'accoglienza per richiedenti asilo a partire dalla riapertura nel 2015 della cosiddetta 'rotta balcanica' come ingresso via terra per l'Europa. Attraverso interviste e osservazione partecipante si evidenziano le differenze tra il CARA di Gradisca, confinato in una grande caserma militarizzata ai margini della vita sociale, il sistema SPRAR nel Villaggio del Pescatore fondato da un insediamento di ex-profughi italiani della seconda guerra mondiale, e il modello di accoglienza diffusa di Trieste che distribuisce i migranti in appartamenti o piccole unità abitative in autogestione con un coordinatore locale. Il contesto urbano di Trieste contempla anche un insediamento abusivo al Silos, storico edificio già adibito a centro di smistamento e di accoglienza durante precedenti ondate storiche di sfollati; questo spazio si configura come spazio liminale dove i migranti imbastiscono una via di fuga tra la logica dicotomica dell'umanitarismo assistenziale ed il regime autoritario espulsivo. L'analisi critica che interpreta i micro-contesti fa emergere i processi di scelte divergenti sia in termini organizzativi che politici, nonchè gli esiti in termini di rappresentazione mediatica, di percezione sociale e l'impatto concreto nelle vite quotidiane dei migranti, cittadini e operatori sociali coinvolti

    Rete e riti. Comunità e nuovi media

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    Nuove tecnologie come veicolo di supporto per rinnovamento delle tradizioni e rituali. Internet e identità virtuali e/o di diaspora

    Introduzione

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    Introduzione al volume che raccoglie le testimonianze dei primi 20 anni di Stella Polare, progetto di accoglienza per donne migranti vittime di tratta aperto nell'anno 2000 in una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia per iniziativa del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute. Da allora il percorso si è sviluppato attraverso una fitta rete di collaborazioni con enti e istituzioni verso forme di azione e di politiche a sostegno dell’integrazione sociale per l’inserimento socio-lavorativo delle vittime di tratta e di sfruttamento. Per ricostruire i primi vent’anni di Stella Polare, il volume raccoglie le narrazioni di magistrati/e, giudici, poliziotti, operatrici sociali, mediatori, operatrici legali, assistenti sociali, antropologhe, attiviste e volontarie che sono stati protagonisti e collaboratori attivi nella realizzazione di questa rete anti-tratta. Attraverso il filo narrativo delle loro testimonianze possiamo leggere i vari passaggi storici e segnalare le tappe fondamentali di un processo purtroppo ancora in fieri, rilevando gli snodi critici che hanno modificato il mercato del lavoro sessuale ed i processi migratori, soprattutto nello spazio europeo e nelle aree di frontiera. Diversi sguardi e prospettive professionali ed esistenziali si intrecciano in un racconto corale che restituisce un percorso comune in cui Stella Polare ha continuato ad indicare la direzione nella lotta alla tratta degli esseri umani e la rotta per il percorso di riscatto e di emancipazione da ogni forma di sfruttamento o sopruso dei diritti umani

    Vuoti o pieni di memorie? Un progetto di antropologia applicata al patrimonio

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    The report aims to provide a critical assessment after seven years of a participatory museum action carried out in an ethnographic museum that is part of a regional ecomuseum network in north-eastern Italy, in the Friulian foothills of the western Dolomites. From 2016 to 2021, the Maniago Museum of Blacksmith’s Art and Cutlery has started a process of research in the places of previous work phases - now mostly used for other functions - to build a participatory map of memories with an intersectional approach, which then assumed the form of a “mobile” section of the museum’s permanent exhibition. The layout and interactive mode chosen represent a work in progress of anthropology applied to heritage, with a particular awareness of activating subaltern memories, especially gendered ones

    Rinnovamento o declino? La piramide rovesciata: processi sociali e modelli antropologici a confronto nel Friuli di oggi

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    Modelli antropologici di morte a confronto, con particolare attenzione al rituale funebre ghanese; simboli e modelli antropoietici

    Engaged scholarship o razionalità neoliberale? Il ruolo anfibio dell’antropologia nella Terza Missione

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    This special issue Anthropology in the Third Mission: Academy, Public Engagement and the Social Sciences called on the community of public anthropologists to discuss the roles and functions of a university seeking to become more relevant in multiple spheres of socio-economic and cultural life by engaging civil society, the third sector, and other professions and disciplines in research and action. The articles presented, both from Italy and abroad, analyze the various issues and conundrums raised by this involvement on the part of anthropology in the current institutional shift towards community/university engagement, including the power relationships and asymmetries that often constrain engaged scholarship. Entering this arena is not simply a question of disseminating research results and communicating them to the public; it is a question of rethinking the effects and implications of applied action-research in the public sphere. The third mission is indeed a slippery political field in which actors with a variety of different perspectives become increasingly involved in transformative change with the very communities or social groupings that have traditionally been studied by anthropologists

    Dispersi fuori classe: il background migratorio come inclusione differenziale a scuola

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    Al termine di un progetto di ricerca-azione qualitativa contro la dispersione scolastica condotto per quattro anni in alcune scuole secondarie di primo e secondo grado con forte presenza di studenti/sse con esperienze migratorie, il focus posto sul dropout e abbandono scolastico fa emergere la mancata costruzione di una classe intesa come comunità di condivisione di pratiche e politiche scolastiche, sia nella componente straniera che in quella italiana. Se per i migranti la fuoriuscita dalla scuola è imputabile a meccanismi di labelling, espulsione sociale ed emarginazione per concomitanti fattori socio-economici, per gli studenti prevalentemente italiani presenti nelle scuole più quotate nel ranking l’abbandono e il disagio è connesso invece con la forte competizione e l’ansia da performance individuale. La comparazione di quanto emerge dai questionari e dall’osservazione partecipante in entrambi i casi attribuisce alla percezione di sentirsi “fuori-classe”, non facente parte di una comunità di apprendimento inclusiva fra le motivazioni di ritardo e dropout. Pur aumentando il divario tra classi socio-economiche, la scuola produce letteralmente dei meccanismi di rigetto e/o di espulsione sociale sia quando applica schemi cognitivi di labelling separato per i migranti, sia quando imposta obiettivi performativi basati sul ranking, anziché sulla comunità degli studenti che compone la classe reale assieme agli insegnanti
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