1,721,009 research outputs found

    Une petite collection nomade. I disegni "americani" di Le Corbusier

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    Il saggio ricostruisce la storia della collezione di disegni di Le Corbusier già in possesso dello scultore Costantino Nivola, oggi divisa tra la Fondation Le Corbusier e raccolte private statunitensi. Attraverso le opere della collezione - comprendenti oltre a disegni realizzati negli USA opere di periodi precedenti utilizzati dall'architetto come strumenti di ricerca, esamina il percorso grafico e pittorico di Le Corbusier tra la fine degli anni venti e i primi cinquanta, considerandone le implicazioni ideologiche

    Gio Ponti, la collaborazione con le ditte Singer e Altamira e l'immagine postbellica del design italiano negli Stati Uniti

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    L’articolo esplora il contributo di Gio Ponti alla definizione postbellica dell’immagine italiana Oltreatlantico attraverso la ricostruzione della collaborazione dell’architetto con le ditte di arredamento Singer & Sons e Altamira. L’identità italiana è declinata nei due casi con sfumature diverse, come diverse sono le due aziende. Singer è una ditta affermata che guardando a un pubblico medio-alto borghese chiede a Ponti progetti semplici e razionali, anche se più vivaci rispetto all’austerità dell’International Style. Altamira è una ditta recente e spregiudicata, più in sintonia col lato capriccioso e sofisticato di Ponti, che risolve la rivalità tra le due imprese distinguendo tra una produzione sobria per Singer e una ricca e creativamente più libera per Altamira. Il secondo orientamento finirà per prevalere gli occhi del pubblico americano, assecondando la costruzione di un’immagine artigianale-decorativa del design italiano e conseguentemente la sua femminilizzazione, tendente a neutralizzarne il potenziale competitivo rispetto alla produzione statunitense

    Anthony Cragg. Le prime stagioni (1970-2000)

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    The essay reconstructs the development of Anthony Cragg's research form the early minimalist-conceptual works to the works from the 1990s, from fragmentary forms to whole forms, from two-dimensionality to compact volumes, and from occupying space through installation to sculpture isolated in space

    Nivola. La Sintesi delle arti

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    Prima monografia completa sull'opera di Costantino Nivola (Orani 1911-East Hampton 1988), ne ricostruisce l'opera sulla base di un'estesa ricerca d'archivio, esaminando tutti gli aspetti della sua carriera, dagli esordi come grafico e creatore di allestimenti alla pittura, alla scultura, agli interventi nelle arti applicate

    "Seguo la traccia nera e sottile. I disegni di Costantino Nivola"

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    Primo studio critico complessivo sulla grafica di Costantino Nivola (illustrazioni, disegni, studi preparatori per sculture e arte pubblica).The first comprehensive critical survey on Constantino Nivola's graphic work (illustration, drawing, preparatory work for sculpture and public art projects)

    Edina Altara - pittrice, illustratrice, decoratrice

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    La monografia propone una rilettura critica di un’artista che, da una postazione marginale rispetto alle narrazioni ufficiali del Novecento italiano, attraversa con naturalezza campi diversi – arti applicate, illustrazione, pittura, decorazione di ambienti – lasciando un contributo singolarmente coerente. Il volume ne esamina la carriera a partire dal precoce esordio nelle arti applicate come creatrice di giocattoli in cartone, per poi ricostruirne l'approdo all'illustrazione in sodalizio col marito Vittorio Accornero, le esperienze nella ceramica e nella moda, l'intensa collaborazione con Gio Ponti. A far da collante in tutte queste ricerche, l’adesione a una linea decorativa che dopo gli anni Dieci sarebbe stata messa al bando dall’arte “avanzata” come frivola e superficiale, e che trova nell’interno domestico e nella moda i suoi loci privilegiati; una ricerca di teatralità che fa delle sue opere piccoli palcoscenici per la messa in scena di narrazioni fantastiche, di spettacoli esotici, di rivisitazioni storiche, e che si manifesta nella sfera privata attraverso la pratica del travestimento e della maschera; la scelta del collage come mezzo primario di espressione, sia attraverso la costruzione di immagini per mezzo di carte colorate, sia – più tardi – attraverso il prelievo e il riuso di materiali preesistenti, dagli ephemera vittoriani al Kitsch delle “immaginette” religiose: tutti aspetti che, considerati alla luce di una prospettiva femminista, configurano la sua vicenda come un caso di sotterranea resistenza a una gerarchia delle arti connotata come maschile

    L’esperienza più forte della mia vita”.Costantino Nivola, l’esilio e il mito della comunità

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    Caso rarissimo di artista italiano che ha scelto di lasciare l'Italia in quanto antifascista, Nivola trova se stesso lungo le tappe di una migrazione che va oltre il trasferimento a New York, e ognuna delle quali implica l'acquisizione di un diverso linguaggio. Nelle prime fasi dell'esilio le parlate si sovrappongono e si confondono, così come i ruoli sociali. Al termine di questo itinerario e nel corso di circa un decennio, dalla crisalide di un operatore dal profilo professionale incerto, oscillante tra le posizioni di grafico editoriale, illustratore, pubblicitario, decoratore e aspirante pittore, sarebbe nata l'immagine del Nivola scultore, attentamente costruita negli anni cinquanta

    Peter Halley e il dio che ride /Peter Halley and the laughing God

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    Il saggio esamina l'installazione di Peter Halley al Museo Nivola di Orani, in Sardegna, con al quale l'artista ha creato la sua personale Cappella degli Scrovegni del XXI secolo: concettuale e decorativa, criticamente riflessiva e spettacolare, immergeva il visitatore nel clima dionisiaco di un Mediterraneo filtrato attraverso il Modernismo novecentesco e bagnato di una luce artificiale e psichedelica. The essay examines Peter Halley's installation at Museo Nivola, Orani, Sardinia, with which the artist created his own contemporary Scrovegni chapel: conceptual and decorative, critically reflective and spectacular, it immersed the visitor in the Dionysian atmosphere of a Mediterranean world filteredthrough twentieth-century Modernism and bathed in an artificial, psychedelic light
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