256 research outputs found
Growing Up and Going Abroad: How Ghanaian Children Imagine Transnational Migration
Migration scholars should pay attention to migration as seen through children’s eyes for at least two reasons. For one, children’s perspectives help us understand whether children are being socialized into their community’s culture of migration, a culture which shapes migration patterns and flows. Secondly, given that some children migrate and some children are left behind by migrant parents or relatives, children’s imaginings of whether they as children ought to migrate affects where the responsibility and costs for their care will be located, between family members, countries, and states. This paper examines how children aged 10-18 in a town in southern Ghana imagine life abroad, conceptualize the timing of migration in their lifecourse, and articulate their goals in migrating as a case study for exploring these larger issues.Peer reviewe
How Debt Became Care: Child Pawning and Its Transformations in Akuapem, the Gold Coast, 1874-1929
Studies of slavery in Africa have noted the persistence of those relations in different forms, such as through pawning, allowing social changes in power, status, and wealth to be weathered more gradually. As pawning itself became less frequent, did other kinds of relationships take its place? Some scholars have argued that pawning was folded into marriage and fatherhood, others that there are continuities with fosterage and domestic servant arrangements today. This paper examines the question of pawning’s transformations in Akuapem, a region in southeastern Ghana involved in forms of commercial agriculture that were heavily dependent on slave labour and the capital raised by pawning. Ultimately, it argues that debt became key to fatherhood and fosterage relations between children and adults, changing from a short-term exchange to more lifelong reciprocal relations of care.Peer reviewe
Mediating death: the unsung skills of home care workers
Recorded May 29, 2019 in Montgomery County, Maryland
La ricomposizione del volto materno. "Un ora sola ti vorrei" e i processi ricostruttivi di un esperienza personale
Corinn Columpar, Sophie Mayer (eds.), There she goes. Feminist Filmmaking and beyond, Wayne State University Press, Detrit 2009.
Recensione del volume curato da Corinn Columpar e Sophie Mayer, le quali hanno raccolto ricerche, dedicate all’esame dei flussi che attraversano la cultura cinematografica femminista
IMMAGINI DELLA MEMORIA TEORIE E PRATICHE DEL RICORDO TRA TESTIMONIANZA, GENEALOGIA, DOCUMENTARI
Come si costruisce la memoria del passato? È possibile affermare che i media e, in particolare, quelli audiovisivi abbiano modificato le pratiche sociali e culturali del ricordo? Quali canali percorre oggi la parola del testimone? In quale modo si sono trasformati gli atti performativi dei lasciti memoriali, dal momento che la trasmissione dei ricordi personali si sta sempre più volgendo verso un modello transgenerazionale? Privilegiando una prospettiva antropologico-visuale, il volume cerca di rispondere a queste domande a partire da un’indagine sull’immagine documentaria, nelle sue molteplici trasmigrazioni mediali: dal documentario alle installazioni multimediali, dal cinema sperimentale agli archivi digitali on line, dai musei audiovisivi ai film amatoriali. La ricerca si basa sulla ricostruzione storico-teorica dei principali contributi nel settore dei Memory Studies in relazione agli studi sul cinema e i media audiovisivi. Nello specifico, il testo propone l’analisi di tre pratiche documentaristiche, capaci di interpretare e attestare i nuovi costrutti genealogici e le più recenti forme di eredità delle memorie: il found footage, realizzato con film privati; la videotestimonianza; le immagini-souvenir girate nei luoghi del post-trauma
Famiglia, film di famiglia, memoria familiare
A partire dall’analisi di due film, I for India di Sandhya Suri e Must read after my Death di Morgan Dews, il saggio ragiona sull’estetica e la funzione sociale della lettera filmata. Attraverso il recupero di film di famiglia pensati e costruiti secondo una struttura epistolare, questi documentari riflettono sul potenziale inter-relazionale dell’immagine privata. Grazie ai film amatoriali destinati allo scambio tra soggetti geograficamente lontani, emerge infatti che la comunicazione a distanza non solo pone l’autore della lettera filmata in una condizione di apertura intersoggettiva, ma trasforma anche il film in uno strumento relazionale, capace di favorire la costruzione di rapporti sia a livello intergenerazionale, sia a livello transgenerazionale
Backshadowing.Le ombre del futuro nelle immagini del passato
Il saggio si propone una messa a verifica del dispositivo narrativo del backshadowing nell’ambito della creazione filmica per comprendere la capacità dell’immagine a fondere ricordo e attesa, a riflesso del contemporaneo sistema di pensiero su cui si basa la costruzione sociale del passato storico. Il modello del backshadowing si differenzia infatti dal mero racconto retrospettivo poiché il passato, pur interpretato a posteriori, sembra già contenere presagi di un avvenire, spesso drammatico, destinato a compiersi. Attraverso l’analisi di due film, Le Souvenir d’un avenir (2001) e Il nastro bianco (2009), si cercherà di mostrare quali strategie di lettura vengono attivate quando le acquisizioni del presente interferiscono con le cristallizzazioni del passato.By considering the ways in which the historical past is socially viewed through the lens of the present, the essay aims to apply the narrative device of backshadowing to filmic productions in order to understand the power of the image to merge remembrance and expectation. Backshadowing is different from the pure retrospective storytelling because the past, though interpreted a posteriori, seems to include omens of a - usually dramatic - future. Through the analysis of two films, Remembrance of Things to Come (2001) and The White Ribbon (2009), some reading strategies will be delved into to show which cultural framework is referred to when what is known in the present interferes in the crystallized past
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