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L'ideologia funeraria attraverso i corredi di Bologna tra VI e IV secolo a.C.
Analisi dei principali aspetti del rituale funerario nella Bologna etrusca di fase Certosa attraverso alcuni corredi significativi
Trama e ordito. Intreccio e funzione sociale dell'Addolorata nella Madonna del Carmine di Trastevere
Catalogo della mostra a Capranica (VT), Chiesa di San Francesco, dal 9 maggio 2018 al 1 giugno 2018
La serie di mostre “Tessere la speranza” che ha preso il via nella sede della Soprintendenza, giunge alla settima edizione. In questa nuova esposizione, dedicata al culto della Madonna delle Grazie, sempre nell'ambito delle Madonne Vestite, accanto agli abiti della Vergine di Capranica troviamo i corredi mai esposti di altre Madonne delle Grazie, quelle di Arpino e Veroli. Il nuovo allestimento che trova la sua sede nella Chiesa di S. Francesco, punta l'attenzione su quei manufatti artistici fragilissimi, ma vivi, che sono gli abiti, senza trascurarne i preziosi contenitori. Una ragione in più per entrare nelle chiese di un paese millenario ed apprezzarne la dimensione artistica e demoetnoantropologica
Fitto come la trama di un vestito. Il corredo e la devozione verso la Madonna del Carmine di Trastevere
La nuova edizione della mostra "Tessere la Speranza" nella basilica dell'Aracoeli a Roma, vede in esposizione assieme ai simulacri provenienti dalle precedenti mostre, gli abiti preziosi del Bambinello della Basilica e quelli della Madonna del Carmine in Trastevere. Si arricchisce quindi l'indagine, assieme all'aspetto cultuale delle vesti stesse, sulle manifatture, l'artigianato e la ricchezza compositiva che sono parte della storia della città di Roma e del territorio regionale. In un luogo celestiale, come l'Aracoeli, la mostra, con le sue espressioni di arte e di fede, di devozione popolare, trova la collocazione più adeguata lungo un percorso in grado di comunicare emozioni e bellezza. L'Aracoeli ancora oggi, grazie alla grande opera dei Francescani, è la casa di tutti e in primo luogo dei Romani. Iniziative, come questa, hanno lo scopo di rafforzare il rapporto tra questo fulcro di fede e la Città eterna
Natural bizzarrie: le grottesche nel Cinquecento tra natura e simbolo
Il saggio indaga il rapporto tra diverse interpretazioni delle grottesche, viste come un'esaltazione della molteplicità della natura da un lato, e come possibile linguaggio simbolico dall'altr
Ricerca universitaria e didattica per la valorizzazione del patrimonio culturale. La digitalizzazione del sarcofago degli sposi
Il contributo presenta gli esiti della digitalizzazione del Sarcofago degli Sposi condotta con il duplice obiettivo di sperimentare su un reperto archeologico illustre tecniche di acquisizione largamente utilizzate in campo architettonico e trasporre i risultati della ricerca scientifica in ambito didattico, attraverso la formazione di studenti stimolati dalle possibili applicazioni di metodi di rilievo e di modellazione digitale tridimensionale nel campo dei Beni Culturali
Il "viaggio" verso l'Aldilà
L'articolo prende in considerazione alcune scene di pittura vascolare che rappresentano il viaggio del defunto all'Aldilà,
viaggio articolato in tappe e assistito da demoni psicopomp
L’installazione virtuale della Situla della Certosa: l’acquisizione
Il contributo presenta gli esiti della digitalizzazione della Situla della Certosa finalizzata a fornire una copia digitale ad alta risoluzione del reperto archeologico, in grado di consentire successive elaborazioni grafiche con livelli di dettaglio personalizzabili in funzione di differenti esigenze di fruizione del modello. Dal modello alla massima risoluzione sono infatti stati derivati alcuni modelli semplificati finalizzati a diverse tipologie di fruizione quali ad esempio semplici visualizzazioni a monitor in locale, visualizzazioni in contesto di realtà aumentata e animazioni
Per grazia ricevuta. "La devozione della Madonna di Loreto a Roma nelle medaglie votive sui coltelli romani"
Catalogo della mostra aperta presso il Museo di São Roque presso la Santa Casa da Misericórdia de Lisboa, Portogallo
Questa mostra intreccia due diverse storie che hanno come filo rosso il culto della Madonna di Loreto. 500 anni fa, a Lisbona, veniva fondata la Chiesa di Loreto, grazie all'intraprendenza di alcuni mercanti che vollero far costruire la chiesa della Nazione Italiana. Sono gli stessi anni in cui, in Italia, cominciano a comparire sugli altari le caratteristiche statue lignee della Madonna e del Bambino con i loro ricchi corredi di vesti e gioielli. Proprio al fenomeno artistico, religioso e antropologico delle Madonne vestite, ancora cosí sentito in Italia, le Soprintendenze del Lazio hanno dedicato una serie di mostre intitolate “Tessere la speranza”. Anche in questa di Lisbona, vi compaiono abiti di straordinaria fattura, che mostrano la grande abilità di artigiani locali, se non delle stesse monache benedettine, dal XVIII al XXI secolo in un territorio molto circoscritto della provincia di Frosinone. Cosí riccamente ammantate le statue lignee sono pronte per essere venerate sui loro altari o – durante le loro feste – ad essere portate in processione per i loro paesi. Sono dunque opere d'arte e di devozione che portano con sé i sentimenti di un'intera comunità
Pela Graca Recebida "a devoção a Nossa Senhora de Loreto em Roma, nas medalhas votivas incluídad em navalhas romanas"
Esta exposição entretece duas histórias diversas que têm como fio condutor o culto da Virgem de Loreto. Há 500 anos, em Lisboa, era fundada a Igreja de Nossa Senhora do Loreto graças à iniciativa de alguns mercadores que pretendiam aqui construir a igreja da nação italiana. Foram anos durante os quais, em Itália, começaram a surgir as características imagens de madeira de Nossa Senhora e do Menino com as suas ricas vestes e jóias. A Superintendência do Lácio dedicou uma série de exposições a este característico fenómeno artístico, religioso e antropológico das Virgens vestidas, ainda bem presente em Itália, intituladas “Tecer a esperança”. Também aqui em Lisboa se mostram estas vestes extraordinárias que demonstram a enorme habilidade dos artesãos locais, e também das monjas beneditinas, entre o século XVIII e XIX, no território muito circunscrito da província de Frosinone (Lácio, Itália). Estas estátuas de madeira ricamente adornadas são veneradas nos seus altares ou – durante as festas que se lhes dedicam – quando são transportadas em procissão pelas suas terras. Trata-se, pois, de obras de arte e devoção que transportam consigo sentimentos de toda uma comunidade
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