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Introduzione e moderazione
L'incontro di studio, nel quale sono state svolte l'introduzione e la moderazione, avente come relatori autorevoli giusprivatisti esperti del Terzo settore (i Proff. Giulio Ponzanelli, Achille Antonio Carrabba, Alessia Mignozzi), si è soffermato sull’importanza del diritto di associazione e del ruolo svolto dalle formazioni sociali, testimoniata dal recepimento del principio di sussidiarietà nella Costituzione e nel Trattato dell’Unione Europea, nonché sui criteri in base ai quali i privati scelgono la figura in cui si concretizza la libertà di associazione e, quindi, sui connotati che permettono di distinguere gli enti associativi da quelli amministrativi
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
L’assenza di un regime di responsabilità dell’organo gestorio negli enti del terzo settore. Mero rinvio o disciplina sui generis?
Il contributo, partendo dalla qualificazione del rapporto che lega amministratori ed enti del terzo settore, si propone di affrontare la questione giuridica riguardante la responsabilità degli amministratori per condotte realizzate nei confronti dell’ente e verso i terzi
“Dall’astreinte ai punitive damages. Il rimedio afflittivo in Italia”
The essay aims to outline in a critical manner the process that has led the Supreme Court of Cassation's jurisprudence to accept the teachings of the doctrine that had recognized civil liability as not unique but multifunctional in nature
Impresa familiare e crisi della famiglia
L’importanza e l’evoluzione dell’impresa familiare nel tessuto socioeconomico europeo, come dimostra la proposta di Risoluzione del Parlamento UE dell’8 settembre 2015, fanno parlare di capitalismo familiare. Nell’ordinamento italiano, la disciplina dell’impresa familiare è contenuta nell’art. 230-bis c.c., introdotto con la riforma del diritto di famiglia del 1975 per dare tutela giuridica al lavoro dei collaboratori familiari, in posizione debole o servente rispetto all’imprenditore. Ma ragioni di natura socioeconomica (quale l’industrializzazione avanzata, la civiltà urbana) e culturale (quale il declino dei valori religiosi tradizionali, la coesistenza tra culture diverse) hanno profondamente trasformato la famiglia contemporanea, mettendo in crisi il modello della famiglia considerato, nell’impresa familiare, quale società naturale (ex art. 29 Cost.). Come conciliare la natura giuridica dell’impresa familiare, la rilevanza del rapporto personale, la qualificazione e il regime della prestazione del familiare con la crisi della famiglia? A fronte del silenzio del Legislatore, non rimane che affidare all’interprete il compito di regolare i rapporti interni ed esterni all’impresa familiare con gli accordi negoziali, valorizzando il ruolo dell’autonomia privata in considerazione di una nuova concezione “funzionale” della famiglia, espressa anche dalla giurisprudenza europea, essenzialmente centrata sul c.d. primato del rapporto. D’altra parte, il Legislatore italiano già nella disciplina della crisi d’impresa propende a consentire l’utilizzazione ponderata degli strumenti negoziali ordinari, al fine di garantire il mantenimento degli standard occupazionali e la tutela delle professionalità acquisite, con il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione dei debiti ex artt. 160 ss. l. fall.
La lesione del diritto di brevetto, polifunzionalità del rimedio risarcitorio e danni punitivi
Il saggio prende in esame i rimedi esperibili in caso di contraffazione di brevetto, prediligendo quello risarcitorio, che assume rilievo preminente in funzione punitiva e deterrente, anche alla luce del recente orientamento della Cassazione a Sezioni unite sui danni punitivi. In questo àmbito si colloca l’art. 125, comma 3, c.p.i., che attribuisce al titolare del diritto leso la reversione degli utili realizzati
attraverso la condotta vietata
LA TUTELA DELL'OPERA CINEMATOGRAFICA NEL MERCATO. LA PROSPETTIVA ITALIANA
Il saggio si propone di individuare la natura giuridica dell'opera
cinematografica, complessa, in quanto opera dell'ingegno di carattere
creativo e bene di interesse storico-artistico, riproducibile con nuovi mezzi
di divulgazione nel Mercato Unico Digitale. In funzione della pluralità
degli interessi sottesi (l'interesse economico degli autori, l'interesse della
generalità dei consociati alla fruizione culturale e quello delle generazioni
future alla conservazione), se ne rinviene la tutela nella Legge sul diritto
d'autore (l. 22 aprile 1941, n. 633, modificata dalla c.d. Direttiva
Copyright, Dir. (UE) 2019/790), nella l. 14 novembre 2016, n. 220 (di
riforma della Disciplina del cinema e dell'audiovisivo), nonché nel Codice
dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42)
Lo Statuto giuridico dei beni culturali
Il lavoro, nel ricostruire in modo critico-sistematico la frammentaria legislazione nazionale e sovranazionale sui beni culturali, si sofferma su alcuni aspetti peculiari dello statuto dei medesimi. Si pone l’attenzione, in primo luogo, sulla titolarità e sui poteri di godimento della proprietà culturale come figura a sé stante; poi, sul tema di grande attualità, della gestione dei beni demaniali da parte dello Stato. Si evidenzia, in particolare, l’impiego di fattispecie contrattuali prettamente civilistiche per la gestione e la valorizzazione dei beni culturali. Si delinea, in tal modo, una materia dotata di una disciplina autonoma, improntata al principio di sussidiarietà orizzontale
Digital divide ed enti del terzo settore nella società del terzo millennio.
L’inarrestabile evoluzione tecnologica comporta l’accesso a fonti di informazione e
comunicazione assai rilevanti non solo per lo sviluppo economico e sociale, ma anche per
l’esplicazione della personalità dell’individuo. Per ragioni socio-economiche e di poca
dimestichezza con i device, gran parte della popolazione (costituita, soprattutto, da
donne, anziani, immigrati e disabili) non può beneficiare dell’uso di tali tecnologie
informatiche, vedendosi preclusa la possibilità di esercitare alcuni diritti individuali
fondamentali. Di qui l’importante ruolo delle organizzazioni aventi natura ideale, quali gli
enti del terzo settore che, in virtù del principio di sussidiarietà orizzontale, possono
contribuire ad attenuare il digital divide e a realizzare in concreto i nuovi diritti digitali,
preservando la persona nel mercato digitale
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