733 research outputs found

    Il distretto come modello intersettoriale di sviluppo del territorio

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    Partendo dalla descrizione del distretto industriale come modello di interpretazione della complessità territoriale, il presente saggio vuole fornire qualche spunto di riflessione sulla valenza scientifica di tale approccio nella sua applicazione ad altri settori dell’economia, rispetto a quelli più propriamente produttivi. La lettura del territorio e più precisamente delle potenzialità di sfruttamento efficiente delle sue risorse al fine di favorirne lo sviluppo, può passare attraverso l’applicazione di alcuni degli aspetti fondamentali del distretto industriale ad aree di interesse che recentemente hanno visto aumentare la loro importanza relativa nelle scelte di politica economica: la cultura ed il turismo. Saranno posti quindi in evidenza i punti di forza e di debolezza di questo modello nelle sue implicazioni territoriali, sociali ed economiche legate a questi due settori trasversali

    Il turismo scolastico nel contesto di un patrimonio dissonante

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    L’interpretazione del patrimonio culturale a benefi cio dei visitatori sta vivendo una fase di forte segmentazione e diversifi cazione, solitamente incentrata sulle caratteristiche dei fruitori. I prodotti di turismo culturale si stanno infatti evolvendo verso forme anche ibride, che integrano percorsi di visita tradizionali con esperienze in cui il ruolo attivo dei visitatori contribuisce ad incrementare la funzione educativa della pratica turistica. Ma quali sono le forme e gli strumenti più adeguati (sostenibili) da adottare nel caso in cui i visitatori siano studenti ed il patrimonio abbia un forte carattere di dissonanza? Attraverso la presentazione di un caso di studio emblematico, quello dell’architettura di epoca fascista a Forlì, ci si pone l’obiettivo di indagare la relazione fra pratiche innovative di turismo scolastico, patrimonio dissonante e modelli di co-costruzione dell’heritag

    I residenti e la spiaggia

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    Il capitolo analizza i risultati dei questionari somministrati ai residenti di Riccione nel corso del secondo anno di attività del "Progetto di identità di spiaggia": percorso di fattibilità per la candidatura degli usi sociali di Riccione come Patrimonio immateriale riconosciuto dall'Unesco

    HECTOR - HEritage and Cultural Tourism Open Resources for innovative training schemes related to the Cultural Routes of the Council of Europe

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    The HECTOR initiative aims at comparing practices and developing models to forecast the skills needs in cultural management related professions, as well as at designing, implementing and supporting effective coordination between the world of formal and not formal training (Universities, research centers, vocational institutions and organisations active in cultural heritage promotion). HECTOR intends to be in line with the EU general effort to invest on cultural and creative players with skills, competences and know-how that contribute to strengthening the cultural and creative sectors, including encouraging adaptation to digital technologies, testing innovative approaches to audience development and testing of new business and management models. The project also addresses the complex issue of defining/identifying the strategic skills and reflect on transversal skills as an “ability to apply knowledge and use know-how to complete tasks and solve problems” (Cedefop 2010a: 109:110). A state of the art analysis among the partners involved in the project will build up a common ground on the approaches adopted as well as a shared knowledge concerning training processes and training needs in organizations engaged in providing high-quality training on the cultural issues to academics and professionals. Heritage management is a highly interdisciplinary field, involving methodologies and approaches from various disciplines: the capacity to predict future skills needed in this sector endowed with extraordinary potentialities and anticipate trends will allow to up-to-date competencies and professional profiles within a public and private context. Considered this, HECTOR will constitute a sound opportunity both to project partners and target groups to exchange practices, methodologies, approaches and tools to identify, define and reinforce the strategic skills required in the public and private training sector to better create synergies with the private sector, to maintain culture (also) as a driver for social and economic transformation

    Thermal heritage on the ways to Rome. The role of knowledge for enriching tourism experiences along three Italian pilgrimage ways

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    Pilgrimage is nowadays gaining in popularity as a new form of slow tourism, combining outdoor exercises with spiritual and cultural experiences along established transnational and transregional itineraries. Pilgrimage ways have great potential as territorial development tools, enabling new economic activities and enterprises mainly in peripheral rural areas. Within the rurAllure H2020 project aiming at the promotion of rural museums and heritage sites in the vicinity of European pilgrimage routes, three pilgrimage routes leading to Rome, supported by three Italian universities and a Spanish one, have joined forces to test and experiment new meaningful contents on thermal and water-related heritage to enrich the educational potential of walking tourism. After a short research context introduction, the present contribution summarises the activities carried out in each pilot area, while in the conclusions we will underline the main takeaways as well as potential further research lines that have emerged from the cooperation between experts in archaeology and thermal heritage, tourism and the civil society here represented by municipalities, the managing bodies of the pilgrimage trails and the pilgrims themselves

    Le sfide del turismo di fronte alla costruzione della pace in Colombia

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    L’11 gennaio 2019, alla fine delle vacanze scolastiche, il battello rapido che attraversa il Golfo di Urabà trasporta per la maggior parte turisti provenienti dal dipartimento di Antiochia e dalla sua capitale Medellin e diretti alle spiagge di Capurgana e Sapzurro. In mezzo ai turisti in pantaloncini corti spiccano per i loro vestiti pesanti cinque migranti haitiani in viaggio verso Nord. La foresta vergine del Darien, alla frontiera di Panama è a qualche chilometro ed è attualmente una zona di passaggio per i migranti provenienti dai luoghi più diversi. La posizione strategica di questo territorio, da molti anni itinerario importante per l’esportazione della cocaina, lo ha trasformato nell’epicentro della violenza colombiana a partire dagli anni ’90 (Martin 1997). Ciononostante, con il rafforzamento delle politiche di sicurezza lanciate qualche anno fa e le attrattive naturali che offre questa regione, sono nati ristoranti, guest-house e diving e sempre più numerosi sono i pescatori che affittano ai turisti le proprie imbarcazioni. Nel 2019 questa zona risulta sempre “formalmente sconsigliata” (in rosso sulla carta) dal Ministero degli affari esteri francese, al contrario di quanto accade per il Ministero del turismo colombiano, che dal 2014 la considera una delle quattro “regioni pilota” incluse nel programma “turismo, pace e vita comune” (ONDUC, 2014). Questo scarto fra, da un lato la volontà del settore pubblico di cambiare le dinamiche locali e le sue rappresentazioni (immagini) e dall’altra le raccomandazioni internazionali legate a questa zona ancora qualche tempo fa inaccessibile per il turismo, così come l’eterogeneità delle pratiche all’interno di uno spazio limitato (turismo, traffici illegali, migrazione interna ed esterna, pacificazione del territorio, ecc.), mostrano in parte le sfide e gli ostacoli a cui devono fare fronte gli attori del settore turistico colombiano e le popolazioni locali dei territori chiave. Lo sviluppo di questa attività è a volte considerata troppo rapidamente come la soluzione provvidenziale per le regioni come Urabà

    REPORT ON THE ANNUAL WORKSHOP OF THE RSA TOURISM RESEARCH NETWORK

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    In line with the aim of the research network, the workshop has attracted papers focusing on the relationships between the enhancement and preservation of cultural heritage and tourism as a fundamental driver for regional development. In particular, the time has come to give due recognition to the rescaling processes affecting heritage and tourism destinations, intended both as upscaling and downscaling. Rescaling heritage and tourism destinations can be seen as both a strategy pursued by national and regional agencies or as unintended consequences of the constant interplay between an increasingly complex range of stakeholders, including crossnational institutions and local communities

    Il paesaggio nel bicchiere: il vino come risorsa turistica

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    Il consumo turistico esperienziale dei prodotti alimentari configura spesso le strategie promozionali dei territori italiani che sempre più cercano di identificarsi come “lenti”, marginali o di nicchia rispetto alle destinazioni di massa, ma di elevato livello qualitativo rispetto al complesso dell’offerta sia per il mercato del tempo libero che per quello residenziale. Le risorse ambientali in senso lato, e più specificamente i paesaggi della produzione agricola, contribuiscono a costruire il patrimonio immateriale che identifica i luoghi, poiché incarnano valori legati alla tradizione, alla storia, all’uso sociale del territorio come espressione culturale e del piacere conviviale. Essi sono però riconosciuti anche nei loro valori materiali, come attestato dal riconoscimento da parte dell’UNESCO dei paesaggi del vino come patrimonio mondiale dell’umanità. La produzione alimentare contribuisce a plasmare veri e propri “paesaggi gastronomici”. Sono le icone del Bel Paese sui mercati internazionali, in particolare quelli vitivinicoli di molte regioni italiane, quelli olivicoli o più in generale frutticoli, estremamente sensibili ad eventuali cambiamenti nelle strategie di coltivazione, sia rispetto alle modalità (filari, terrazzamenti, campi, ecc.) che alle tipologie di prodotto, come accaduto ad esempio nel faentino dove gli alberi di pesco e le viti sono stati progressivamente sostituiti con filari di actinidia, di discutibile pregio paesaggistico, ma di sicura resa economica

    Turismo e dimore di scrittore, tra libri e lettere

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    Nel mondo della letteratura si assiste ad un appropriarsi dei suoi elementi materiali (dai libri alla casa dello scrittore..) come se fossero immateriali (l’immaginario dei luoghi) da parte di attori per i quali essa rappresenta una risorsa in grado da contribuire allo sviluppo territoriale. Proprio a partire dalla dimora dello scrittore, luogo della memoria colmo di significati, già considerata e valutata dagli specialisti di storia e letteratura, forte è l’interesse anche da parte delle comunità che considera questi elementi come un patrimonio da valorizzare e un mezzo per meglio rendere attrattivo il loro territorio. Testimonianza del passato, dimora famosa ma anche luogo della propria intimità, la casa di uno scrittore è sommersa da un confondersi dei tempi e degli spazi, tra immaginari e ricordi personali. Essa è da considerarsi un’eterotopia, perché i livelli di lettura sono molteplici e potenzialmente coesistenti. La ricerca dell’autore aspira a comprendere il significato, o piuttosto, le variazioni di senso che assumono queste dimore di scrittore nell’incontro con gli immaginari e le pratiche turistiche diverse e in evoluzione. Attraverso confronti con i visitatori sulle loro aspettative, insieme anche ad uno studio delle annotazioni e osservazioni lasciate nei registri di commenti, l’autore va ad esplorare le percezioni e le emozioni del visitatore, in grado di svelare e mettere a fuoco un vasto immaginario tutto attorno alla dimora di scrittore, testimonianza della sua natura eterotopica. L’esperienza nasce e si forma sulla base di una triplice relazione tra autore, opera e luoghi, arricchendo la valorizzazione dell’opera e lo sguardo sul territorio grazie ad una dialettica tra turista e ciò che lo circonda tra materiale e immateriale
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