150 research outputs found

    LE SANZIONI AMMINISTRATIVE IRROGATE ALL'INTERMEDIARIO FINANZIARIO: DISICPLINA DELLA SOLIDARIETà E DEL REGRESSO

    No full text
    L'indagine si propone di indagare in chiave critica i rapporti tra il regime della solidarietà nel settore delle sanzioni amministrative nel settore dell'intermediazione finanziaria e la disciplina generale della solidarietà di matrice codicisticaThis work inquires the importance of the special system concerning obligation “in solido” to pay administrative sanctions, as scheduled in TUF and TUB rules. These latter disciplines schedule, indeed, that the bank, or the financial brokerage company, which is obliged “in solido” to carry out the sanction imposed to the author of the illicit, has the duty – that means, not only the possibility – to claim back for it from the author of the illicit in lieu of whom the sanction has been paid. In particular, the main question inquired in this work is about the recent orientation of the Joint Chambers (Corte di Cassazione), which from this rule draw inferences concerning the impossibility for the person identified as the author of the illicit to contest, to the agency which paid, to have received – and consequently paid – an unlawful sanction; furthermore, the Supreme Court drawed the conclusion that the presumed author of the illicit could object to the administrative sanction although the payment injunction was addressed only to the “in solido obliged” agency. In this work we disagree on the Supreme Court opinion; contrariwise, is to be thought that the duty to claim back the sum that has been carried out from the agency doesn’t affect these issues, although the author of the illicit cannot object that his/her “solvens-agency” have paid an unlawful sanction but he/she can object directly to the sanction. Finally, is to be supposed that the law rule concerning the duty to claim back the sum paid suggests the unavailability – on deterrence’s purposes – of the right to claim back, making it not susceptible to demission on the basis of compromise

    Lineamenti di diritto europeo dei contratti. Contratti asimmetrici del consumatore e d'impresa

    No full text
    Nel corso degli ultimi anni accademici siamo stati chiamati, dapprima nell’Università di Pavia ed oggi nell’Università Cattolica di Milano, a tenere un corso dedicato allo studio della disciplina, quasi sempre di origine comunitaria, sulla contrattazione asimmetrica tra imprese ovvero tra professionista e consumatore. La necessità pratica di assicurare ai nostri studenti un testo di riferimento, dotato di una certa sintesi ma che miri a sollecitare la riflessione critica del lettore, è all’origine dello sforzo, che confidiamo non sia stato vano, che ci ha portato alla scrittura di questo volume. La bibliografia dedicata al contratto asimmetrico è invero assai larga: non si contano le trattazioni di taglio monografico – nonché le voci della saggistica scientifica – e pure non mancano manuali e trattati dal notevole approfondimento insieme critico ed informativo. A tali strumenti “nobili” della riflessione scientifica nei nostri ambiti di disciplina ci è parso utile affiancare, anche per le evidenziate finalità didattiche, un volume di taglio maggiormente istituzionale che pure illustri in modo organico e analitico le diverse discipline del contratto asimmetrico del consumatore e d’impresa. Si tratta di un lavoro nel quale privilegiamo una linea di indagine orientata a evidenziare – anche per differentiam – le relazioni di tali recenti discipline sul di- ritto comune dei contratti, che gli studenti apprendono nel corso delle Istituzioni del diritto privato del primo anno. Nella convinzione profonda della necessità, per l’interprete del “diritto europeo dei contratti”, di quella consapevolezza sistematica che è unico strumento per una lettura non occasionale ed isolata di una disciplina di fonte legale così frastagliata. La speranza è che quest’approccio sia in grado di soddisfare non solo le immediate esigenze didattiche universitarie – di chi si avvicina alla materia per la prima volta, con l’intenzione di alzare lo sguardo dal codice civile e di cominciare a misurarsi con il “nuovo diritto dei contratti” – ma anche le attese di chi, più maturo, si approcci al settore della contrattazione asimmetrica in termini maggiormente problematici, mirando ad inquadrare le discipline speciali in quel contesto di coerenza sistematica che si è evocato. Vede allora la luce la prima edizione di quest’opera, per la rilettura critica della quale ringraziamo sentitamente il nostro più giovane collega dott. Luigi Regazzoni, che con noi condivide l’impegno didattico nei corsi dell’Università Cattolica. (dalla premessa al volume di A. D'Adda e V. Bachelet

    Assetti attuali della tutela civile inibitoria: alcune riflessioni «sparse»

    No full text
    Il saggio indaga gli spazi di applicazione della tutela civile inibitoria nell’ordinamento italiano. In questa prospettiva l’Autore propende per un’applicazione della tutela preventiva anche fuori dai casi in cui l’inibitoria sia prevista in via tipica dal legislatore: presupposto dell’inibitoria è infatti la reazione ad un illecito in atto, anche non ancora dannoso. Tuttavia lo studio evidenzia come l’accesso al rimedio inibitorio debba sempre essere l’esito di un attento bilanciamento tra interessi, particolarmente delicato in considerazione della natura particolarmente stringente della tecnica preventiva. Prudenza si manifesta in particolare quanto all’inibitoria c.d. quia timet, che può operare anche prima dell’instaurazione di una condotta illecita, nonché sull’utilizzo del rimedio inibitorio quale reazione al c.d. inadempimento anticipato.The essay investigates the scope of civil injunction in the Italian legal system. In this perspective, the author favours the application of preventive protection also outside the cases in which the injunction is provided for in a typical way by the legislator: the prerequisite for an injunction is in fact the reaction to an ongoing tort, even if not yet harmful. However, the study points out that access to the injunction must always be the outcome of a careful balancing of interests, which is particularly delicate in view of the very strict nature of the preventive remedy. Prudence is manifested in particular with regard to the so-called quia timet injunction, which may operate even before the commencement of unlawful conduct, as well as with regard to the use of the injunction as a reaction to anticipatory breach

    Assetti attuali della tutela civile inibitoria: alcune riflessioni «sparse»

    No full text
    Il saggio indaga gli spazi di applicazione della tutela civile inibitoria nell’ordinamento italiano. In questa prospettiva l’Autore propende per un’applicazione della tutela preventiva anche fuori dai casi in cui l’inibitoria sia prevista in via tipica dal legislatore: presupposto dell’inibitoria è infatti la reazione ad un illecito in atto, anche non ancora dannoso. Tuttavia lo studio evidenzia come l’accesso al rimedio inibitorio debba sempre essere l’esito di un attento bilanciamento tra interessi, particolarmente delicato in considerazione della natura particolarmente stringente della tecnica preventiva. Prudenza si manifesta in particolare quanto all’inibitoria c.d. quia timet, che può operare anche prima dell’instaurazione di una condotta illecita, nonché sull’utilizzo del rimedio inibitorio quale reazione al c.d. inadempimento anticipato.The essay investigates the scope of civil injunction in the Italian legal system. In this perspective, the author favours the application of preventive protection also outside the cases in which the injunction is provided for in a typical way by the legislator: the prerequisite for an injunction is in fact the reaction to an ongoing tort, even if not yet harmful. However, the study points out that access to the injunction must always be the outcome of a careful balancing of interests, which is particularly delicate in view of the very strict nature of the preventive remedy. Prudence is manifested in particular with regard to the so-called quia timet injunction, which may operate even before the commencement of unlawful conduct, as well as with regard to the use of the injunction as a reaction to anticipatory breach

    Pagamento al creditore apparente ed al rappresentante apparente: un orientamento giurisprudenziale sempre ambiguo

    No full text
    Superando le incertezze del passato, la giurisprudenza pare ora propendere per l’applicazione della regola del pagamento liberatorio al creditore apparente nell’ipotesi di solutio al rappresentante apparente, previo accertamento della “colpa” del vero creditore nel determinare l’errore del solvens. Questa regola operativa è però assai meno favorevole al solvens in buona fede di quanto appaia a prima vista e, aggiungendo un elemento estraneo alla fattispecie dell’art. 1189 cod. civ. per considerare liberatorio il pagamento, contempera gli interessi contrapposti del creditore e del debitore solvens in buona fede in modo non del tutto convincente.The article deals with the application of the art. 1189 italian civil code – according to the payment made by mistake and in good faith to an ostensible creditor discharges the debtor – also in the case of the payment to an ostensible representative (of the creditor). The study suggests that the italian judges only apparently are in favour of this large application of the rule; in fact they discharge the debtor only if the true creditor has negligently caused the debtor’s mistake. But, according to the Author, this solution is not always persuasive

    NULLITÉ PARTIELLE, CLAUSE RÉPUTÉE NON ÉCRITE ET INTÉGRATION CORRECTIVE DU CONTRAT : PERSPECTIVES DE DROIT EUROPÉEN

    No full text
    The discipline on the partial avoidance of a contract has significantly evolved over the past few years in the European law. The traditional position has been that when the contract is only partly lawful, severance of the illegal promises is possible only if the preservation of the contract, once it is deprived of the illegal clause, does not alter the whole nature of the covenants (i.e the economic meaning of the contract). If not, the whole contract is void. However, this rule is clearly inadequate when the illegality of the contractual clauses arises from the need to ensure protection of one of the contracting parties. In this case it is always necessary that only the unfair terms are void (and so cut out) whereas the rest of the contract stays valid. In this context, both the law and the courts often limit the effects of the declaration of illegality by disposing a « statutory severance » of lawful and illegal terms. This solution, which is very common in the area of consumer contracts, ensures that the contract, without the unfair terms, keeps its effects. This paper aims to analyse the evolution of the treatment of partial invalidity, in the light of the rules regulating the consumer contracts in the European countries (especially after the Directive 93/13) as well as of the general rules on the partial avoidance recently provided by the Roumanian Civil Code (2011), the French Project of reform of the contract law (2014) and the Draft common frame of reference. This article also studies the connections between the partial avoidance and the ineffectivity of contract (or rule of « clause réputée non écrite ») as well as the effects of the declaration of partial avoidance, which often could trigger the redrafting of the contract by the judge

    Inadempimento della società fiduciaria e solidarietà risarcitoria: il punto delle Sezioni Unite

    No full text
    Il commento riguarda una recente decisione delle Sezioni unite della Cassazione, la quale afferma la responsabilità solidale, ex art. 2055, primo comma, c.c. delle società fiduciarie i cui amministratori hanno cagionato – rendendosi inadempienti agli obblighi di gestione – la perdita dei capitali conferiti alle stesse da taluni investitori, e del Ministero dello sviluppo economico che ha contribuito a cagionare il danno, omettendo la dovuta vigilanza. In linea con l’orientamento dominante, considerato anche criticamente dal commentatore pur adesivo rispetto agli esiti finali della decisione, la pronuncia ammette che la solidarietà possa concernere responsabilità aventi titolo diverso (contrattuale ed extracontrattuale), purché sul piano causale esse siano produttive del medesimo danno: con la conseguenza che l’istanza di ammissione al passivo nella procedura di liquidazione coatta presentata dagli investitori entro un quinquennio vale ex art. 1310, primo comma, c.c., a interrompere la prescrizione anche nei riguardi del Ministero assoggettato al regime aquiliano di responsabilità con termine di prescrizione quinquennale.The commentary refers to a recent decision of the United Chambers of the Supreme Court upholding the joint and several liability under Article 2055(1) of the Civil Code of trust companies whose directors, by failing to perform their management duties, caused the loss of the capital provided to them by certain investors, and of the Ministry of Economic Development, which contributed to the occurrence of the loss through inadequate supervision. In accordance with the prevailing orientation, which is also criticised by the commentator, although it contributes to the final result of the decision, the judgement recognises that solidarity can affect responsibilities with different titles (contractual and non-contractual), as long as they cause the same damage at the causal level: with the consequence that the request for inclusion in the liabilities in the compulsory liquidation proceedings, made by the investors within a five-year period, is valid ex Art. 1310, first paragraph, Civil Code, to interrupt the statute of limitations also in relation to the Ministry subject to the Aquilian liability regime with a five-year limitation period

    Sospensione della prescrizione e debito solidale «in garanzia»: una controversa rilettura dell’art. 1310 cod. civ.

    No full text
    Nota a sentenza alla pronuncia di Cass., 10.5.2024, n. 12928 in tema di sospensione della prescrizione e debito solidale «in garanzia»

    Garanzia e autonomia privata: l’esclusione convenzionale della garanzia (legale) sull’esistenza del credito ceduto

    No full text
    Il commento affronta i problemi relativi alla garanzia circa l’esistenza del credito ceduto. In proposito, per un verso, in linea con gli orientamenti prevalenti – accolti pure dalla pronuncia in commento – si esclude che la cessione del credito inesistente sia ragione di invalidità del trasferimento, ma piuttosto ragione di attivazione della garanza legale ex art. 1266 c.c.; per altro verso si indaga il problema di validità di patti contrattuali – che si tengono distinti da quelli regolati dall’art. 1229 c.c. – che escludano l’operare della garanzia prevista in via legale in favore del cessionario del credito inesistente.The paper deals with problems related to the warranty about the existence of the assigned credit. In this regard, on the one hand, in line with the more common orientation it excludes that the assignment of a non-existent credit is a reason for the invalidity of the transfer, but rather a reason for the activation of the legal warranty under Article 1266 of the Civil Code; on the other hand, it investigates the problem of the validity of contractual agreements – which in the paper is deemed not to be regulated by Article 1229 of the Civil Code – that exclude the operation of the legally provided warranty in favour of the assignee of the non-existent credit

    Pandemia e modelli «dogmatici» di responsabilità sanitaria

    No full text
    Il contributo analizza il funzionamento delle regole di responsabilità sanitaria nel contesto della recente emergenza pandemica. L’esito cui perviene è che, sia adottando modelli di responsabilità di natura nettamente soggettiva sia – più correttamente quanto alla responsabilità contrattuale della struttura – modelli di responsabilità nei limiti dell’impossibilità non imputabile, sarà di frequente da escludere un’obbligazione risarcitoria per errori terapeutici correlati alla situazione emergenziale. Il medesimo esito sarà in particolare da predicare per il caso in cui venga lamentata l’incapacità della struttura ad assicurare l’ordinario accesso alle cure, reso impraticabile in ragione delle straordinarie richieste dei pazienti. Una soluzione diversa si può invece profilare per gli errori nel contenimento del contagio, frequenti soprattutto all’origine della pandemia.The essay investigates the operation of medical liability rules in the context of the recent pandemic emergency. The outcome is that, both by adopting models of subjective liability and – more correctly, as regards the contractual liability of the medial organization – models of more objective liability (within the limits of non-fault impossibility), an obligation to pay compensation for therapeutic errors related to the emergency situation will frequently be excluded; the same outcome will often be predicted for the case of the inability of the hospital to ensure ordinary access to treatment, due to the extraordinary requests from patients. On the other hand, a different solution can be found for errors in the containment of contagion, frequent especially at the origin of pandemics
    corecore