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    Collezione dell' opere del cavaliere Conte Alessandro Volta

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    COLLEZIONE DELL' OPERE DEL CAVALIERE CONTE ALESSANDRO VOLTA Collezione dell' opere del cavaliere Conte Alessandro Volta (1-3) (-

    Lettera al signor conte Alessandro Carli sopra le di lui congetture intorno all'epoca della fondazione dell'anfiteatro di Verona.

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    Bound with: Alessandro Carli, Dell'anfiteatro di Verona. Verona : Eredi Moroni, 1785; Benedetto del Bene, Osservazioni sopra l'origine ultimamente attribuita all'Anfiteatro di Verona. Verona : D. Ramanzini, 1786; Alessandro Carli, Lettera ad un amico. Verona : Marco Moroni, 1786; Benedetto del Bene, Difesa delle Osservazioni sopra l'origine ultimamente attribuita all'Anfiteatro di Verona. Verona : Dionigi Ramanzini, 1786.University of Illinois Library bookplate "From the library of Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana Lazelada di Bereguardo, purchased 1921" on the inside front cover.Mode of access: Internet

    Opere del conte Algarotti.

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    Includes index in vol. 7.Added t.p. in vol. 1, engraved by Giuseppe Patrini. Engraved portrait medallion of the author on t.p. in vol. 1, small woodcut title-vignettes on title pages in vol. 2-10.Mode of access: Internet

    Vita del conte Alessandro Cappi /

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    Bound with the author's: Vita di Iacopo Landoni Ravennate. Forlì: Bordandini, 1868; Vita di Luigi Rossini Ravennate. Forlì: Bordandini, 1865; Degli studi e de' costumi di Luigi Bufalini Cesenate. Faenza: P. Conti, 1866; Vita di Gaetano Monti Scultore Ravennate. Forlì: Bordandini, 1869.University of Illinois Library bookplate "From the library of Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana Lazelada di Bereguardo, purchased 1921" on the inside front cover.Original paper covers bound in.Mode of access: Internet

    Destra e sinistra nello spazio iconico tra iconografia cristiana e antropologia

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    Prendendo le mosse dal principio per cui la «lettura» delle immagini non può mai essere equiparata alla lettura – culturalmente codificata – di un testo, Sigrid Weigel sviluppa una critica radicale al paradigma antropologico connesso al problema della destra e della sinistra nelle arti visive. L’autrice si concentra su alcuni esempi paradigmatici di Annunciazioni, osservando come l’orientamento tradizionale, con la figura di Dio in posizione centrale, lasci progressivamente il posto a una nuova disposizione basata sullo sguardo dello spettatore, che presuppone il passaggio dal culto all’immagine, dalla partecipazione all’avvenimento religioso alla ricezione della sua narrazione.Proceeding from the statement that «reading» images is not at all analogous to any culturally codified lecture of written texts, Sigrid Weigel develops a crucial critic of the anthropological paradigm linked to the left-right problem in the visual arts. Focusing on various examples of painted and sculpted Annunciations, the author argues how the decline of the traditional orientation, based on the figure of God in central position, led to a growing importance of the spectator gaze and to a new relation between iconic narration and symbolic meaning

    Per un’estetica dell’illusionismo

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    Hyperrealism has played a key role in contemporary art since the early Sixties. After analysing the theoretical reasons lying at the core of the centuries-old blame of illusionistic artworks which stake everything on the annihilation of any difference between the image and its referent, this essay shall also show why and how what was traditionally regarded as both an intrisic and insourmontable weakness could become a highly praised, albeit problematic plus point. To achieve this goal, I will focus on a paradigmatic case study such as Duane Hanson’s Lunch Break, as well as on its reinterpretation and remediation by Sharon Lockhart.La questione dell’iperrealismo ha assunto un’importanza crescente nell’arte contemporanea a partire dai primi anni Sessanta del Novecento. Il saggio intende offrire una ricostruzione delle ragioni teoriche alla base della millenaria condanna di opere che puntano tutto sull’indistinguibilità tra immagine e realtà, mostrando come quella che è stata a lungo considerata come una loro intrinseca debolezza abbia potuto trasformarsi nel loro principale punto di forza. Per far ciò ci si concentrerà su un caso emblematico come quello di Lunch Break di Duane Hanson, nonché sulla sua rilettura (e rimediazione) da parte di Sharon Lockhart
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