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Il futuro del calcio, ovvero il complesso equilibrio tra obiettivi sportivi e obiettivi economico-finanziari
La storia recente del calcio in Italia appare caratterizzata da due fenomeni che sembrano essere inversamente correlati. Ai brillanti risultati dell'attività sportiva fa riscontro un pessimo andamento sul piano economico-finanziario. Da un lato, in campo sportivo, si assiste al successo del modello italiano con risultati che negli ultimi 15 anni non hanno riscontro in nessun altro Paese europeo. Dall'altro lato, sul piano economico-finanziario, si è determinata una lievitazione dei costi del personale (soprattutto per stipendi ai tesserati) che va ben oltre l'incremento dei ricavi che le società calcistiche sono state in grado di realizzare.
Il quadro competitivo che abbiamo descritto lascia immaginare un innalzamento della pressione competitiva nell'approvvigionamento dei fattori della produzione caratteristica (giocatori e tecnici). Si rende pertanto necessario aumentare ulteriormente l'entità dei ricavi sia intervenendo sulla gestione caratteristica sia sviluppando attività commerciali (merchandising, sponsorizzazioni, gestione degli stadi e dei servizi associati alla fruizione dello spettacolo sportivo) che consentano un più ampio sfruttamento dell'immagine di marca dei club legata alla notorietà e alla fedeltà che il nome della squadra ha presso il pubblico dei tifosi.
Le tendenze in atto sono tali da far prevedere un'insostenibilità del sistema che ha già dato chiari segni di cedimento. In questa parte del lavoro desideriamo quindi discutere alcune delle questioni più controverse relativamente all'evoluzione del calcio professionistico e indicare le linee guida per la ridefinizione del comportamento delle società calcistiche.The recent history of football in Italy appears to be characterized by two phenomena that seem to be inversely related. The brilliant results of the sporting activity are matched by a poor performance on the economic-financial level. On the one hand, in the sports field, we are witnessing the success of the Italian model with results that in the last 15 years have not been reflected in any other European country. On the other hand, on the economic-financial level, there has been a rise in personnel costs (above all for salaries to sport affiliates) that goes well beyond the increase in revenues that the football clubs were able to achieve.
The competitive framework that we have described suggests a rise in competitive pressure in the supply of the core business actors (players and trainers). It is therefore necessary to further increase the amount of revenues both by intervening on the characteristic management and by developing commercial activities (merchandising, sponsorships, management of stadiums and services associated with the sport entertainment) that allow a wider exploitation of the brand image of club linked to the fame and loyalty that the name of the team has in the fans' audience.
The trends in progress suggest that the system as such is not sustainable and it has already shown clear signs of failure. In this part of the work we therefore wish to discuss some of the most controversial issues regarding the evolution of professional football and to indicate the guidelines for the redefinition of the behavior of football clubs
L'esperienza del Parma Calcio nella gestione del settore giovanile attraverso le relazioni intersocietarie
Il Parma Calcio nasce il 27 luglio 1913 con il nome di Verdi Football Club in onore del grande maestro Giuseppe Verdi. Il Verdi F.C. iniziò gareggiando con le squadre delle zone limitrofe indossando una sgargiante maglia gialloblù a scacchi. Il 26 settembre si disputò la prima partita contro la Reggiana (sconfitta del Verdi per 1-0) che sarà per molti anni, in numerosi derby, l'irriducibile avversaria del Verdi. Il 16 dicembre dello stesso anno il Verdi viene ribattezzato Parma Football Club.
Sedici anni dopo, nel 1928-29, il club poi rinominato Parma Associazione Sportiva, ottenne la promozione in serie B. Da allora si susseguono gioie ed amarezze sportive e un continuo saliscendi tra la serie B e la promozione, fino al 2 gennaio 1968 quando la squadra viene messa in liquidazione. È così che il nuovo Parma (emanazione della Parmense sorta nel 1968 su volontà di un gruppo di industriali) riguadagnò la serie B nel 1972-73, per poi retrocedere l'anno successivo. Dopo un decennio altalenante, nel 1983-84 il Parma riconquista la serie B, la stagione successiva con l'allenatore Arrigo Sacchi il Parma ottiene il settimo posto; ma a fine stagione il tecnico lascia la panchina del Parma per prendere quella del Milan. Il presidente Ceresini ingaggia allora il boemo Zeman e apre le porte alla Parmalat, nuovo sponsor del sodalizio e azionista di minoranza.
Da questo momento in poi, con l'avvento della Parmalat, comincia un nuovo periodo per il Parma Calcio.
Oggi questa società è sulla bocca dei più come esempio tangibile della degenerazione che il mondo degli affari ha determinato sul mondo dello sport. L'impressione che deriva dalla cronaca delle prime settimane del 2004 è che l'esperienza di questo club sia da rigettare in toto senza discernere tra le responsabilità dei dirigenti del gruppo industriale di appartenenza e le scelte organizzative e gestionali che hanno accompagnato gli oltre venti anni di sodalizio tra Parma Calcio e Parmalat.
Questo capitolo si pone l'obiettivo di documentare una modalità organizzativa riferita alla gestione del settore giovanile che ha suscitato nel corso degli ultimi anni forte interesse anche presso altri club italiani e stranieri. Le più recenti vicende economico-finanziarie del gruppo Parmalat che coinvolgono la controllata Parma Calcio nulla hanno quindi a che vedere con quanto intendiamo riferire relativamente all¿esperienza gestionale del Parma Calcio. Il tema su cui desideriamo concentrare l'attenzione dei lettori riguarda infatti l'esperimento nella gestione del vivaio noto come Progetto Scuola Calcio Parma, avviato negli anni '90 attraverso la creazione di una fitta rete di relazioni strutturate con società calcistiche minori allo scopo di collaborare nella formazione e selezione di nuovi talenti calcistici.Parma Calcio was born on 27 July 1913 under the name of Verdi Football Club in honor of the great maestro Giuseppe Verdi. The Verdi F.C. he started competing with the teams of the neighboring areas wearing a flamboyant yellow-orange checkered shirt. On September 26, the first match against Reggiana (Verdi's 1-0 defeat) was played, which will be for many years, in numerous derbies, the irreducible opponent of the Verdi. On December 16 of the same year the Verdi was renamed Parma Football Club.
Sixteen years later, in 1928-29, the club later renamed Parma Associazione Sportiva, won the promotion in Serie B. Since then there are sporting joys and bitterness and a continuous ups and downs between the B series and the promotion, until January 2, 1968 when the team is put into liquidation. This is how the new Parma (emanation of Parmense established in 1968 on the wishes of a group of industrialists) regained the B series in 1972-73, and then retreated the following year. After a decade of ups and downs, in 1983-84 Parma regained the Serie B, the following season with the coach Arrigo Sacchi, Parma got the seventh place; but at the end of the season the coach leaves the Parma bench to take the Milan one. President Ceresini then engages the Bohemian Zeman and opens the door to Parmalat, the new sponsor of the partnership and minority shareholder.
From this moment on, with the advent of Parmalat, a new period begins for Parma Calcio.
Today this society is on the lips of the most as a tangible example of the degeneration that the business world has determined on the world of sport. The impression that comes from the chronicle of the first weeks of 2004 is that the experience of this club is to be rejected in full without discerning the responsibilities of the leaders of the industrial group to which they belong and the organizational and management choices that have accompanied the over twenty years of partnership between Parma Calcio and Parmalat.
This chapter aims to document an organizational modality related to the management of the youth sector which has aroused strong interest in other Italian and foreign clubs over the last few years. The most recent economic and financial events of the Parmalat group that involve the subsidiary Parma Calcio have therefore nothing to do with what we intend to report on the management experience of Parma Calcio. The theme on which we wish to focus readers' attention concerns the experiment in the management of the nursery known as the Parma Football School Project, started in the 90s through the creation of a dense network of structured relationships with minor football clubs in order to collaborate in the training and selection of new football talent
Le regole del gioco
Il quadro normativo del settore del calcio ha subito negli ultimi anni numerose trasformazioni, appare strutturalmente complesso poiché soggetto alla sovranità di più organismi nazionali e internazionali e alla sovrapposizione non sempre agevole tra norme speciali (di settore) e quadro giuridico complessivo sia nazionale che internazionale e in particolare comunitario. La regolamentazione dell’attività sportiva ha spesso una serie di ripercussioni di ordine economico cosiccome le norme nazionali o comunitarie che regolano le attività tra gli attori del business dello sport o più in generale gli aspetti gestionali e fiscali delle società hanno poi quasi inevitabilmente ripercussioni sull’andamento delle attività sportive dei club.
I più recenti sviluppi del settore indicano un’evoluzione sempre più accelerata del quadro normativo, il calcio ha ormai abbandonato definitivamente la condizione di attività regolamentata dal diritto speciale anche se gli attori del business non sembrano ancora del tutto rendersene conto e oscillano, a seconda delle convenienze, tra una posizione che rivendica una sorta di status speciale del calcio, in nome della sua natura sportiva, e un’altra posizione che, in nome degli ormai elevatissimi interessi che caratterizzano il settore, non può accettare di sottostare a una normativa speciale.
Molti dei recenti provvedimenti assunti dalla FIFA o dalla UEFA fissano regole che comportano procedure di attuazione alquanto complesse e non sempre vengono interpretate e recepite con la necessaria tempestività con conseguenze negative in termini competitivi. Le società professionistiche italiane, lo abbiamo già ricordato, hanno ormai raggiunto una dimensione delle attività che le colloca al livello di medie-grandi imprese, tuttavia le strutture organizzative della maggior parte di esse sono del tutto inadeguate sia in termini dimensionali sia in termini di competenze manageriali. Una conseguenza di questa condizione è anche la difficoltà di intelligere alcune trasformazioni del quadro normativo e reagire con prontezza per evitare delle minacce o cogliere delle opportunità
Il settore del calcio
É ormai da tutti riconosciuto che gli interessi economici nel mondo del calcio sono decisamente aumentati negli ultimi anni, fino a trasformare in misura sostanziale la struttura del settore e probabilmente ad alterare anche la natura dell¿attività sportiva. I club professionistici di calcio sono diventati imprese a tutti gli effetti ed il loro obiettivo non è più circoscrivibile al conseguimento del solo successo sportivo. Il calcio è lo spettacolo televisivo di maggior richiamo.
Malgrado questi dati la continua rincorsa al rialzo dei prezzi da parte delle società calcistiche ha portato gli importi per l'acquisto dei diritti televisivi a livelli ormai ritenuti insostenibili dalle televisioni, che sono probabilmente destinati a essere ridimensionati.
Il calcio è un settore ormai importante per l¿economia nazionale, che, inoltre, influenza molte altre attività nei settori dello sport, del tempo libero, dei media e dell'edilizia, ma è sicuramente anche un grande malato che da tempo mostra segni di peggioramento.
L'analisi economico-gestionale del settore del calcio è utile sia per predire il successo sportivo di ciascuna società, sia per capire gli sviluppi nella struttura dei campionati. Come in qualsiasi altro settore economico, il calcio è un settore in cui la quantità e la qualità delle risorse disponibili per ciascuna squadra e l'efficacia del modo in cui vengono utilizzate influenzano significativamente la performance. Anche se il fattore "caso" rende il gioco interessante, c'è un sufficiente grado di sistematicità per far sì che le performance, fino a un certo punto, siano prevedibili. Le strategie di business cercano di individuare gli elementi sistematici sui quali si basano i successi imprenditoriali
L'analisi economico-finanziaria delle società calcistiche
La determinazione delle principali voci di bilancio delle società calcistiche è un passo fondamentale per la comprensione della dinamica economico-finanziaria delle stesse e per la comprensione della struttura del settore. Le componenti positive del conto economico, infatti, determinano l'importanza relativa dei diversi clienti, mentre quelle negative permettono di apprezzare l'importanza relativa delle diverse categorie di fornitori.
Dal punto di vista dei ricavi, il settore del calcio ha subito negli ultimi anni una vera e propria rivoluzione, con la diminuzione percentuale dell'importanza dei ricavi da botteghino e il forte incremento, in percentuale e in valore assoluto (almeno fino alla stagione 2000-01), dei ricavi di vendita dei diritti televisivi.
Dal punto di vista dei costi, si registra il costante incremento, in percentuale e in valore assoluto, del personale tecnico, ovvero i costi degli stipendi dei giocatori e degli allenatori.The determination of the main football clubs' balance sheet items is a fundamental step for understanding their economic and financial dynamics and for understanding the structure of the industry. The positive components of the income statement, in fact, determine the relative importance of the different customers, while the negative ones allow to appreciate the relative importance of the different categories of suppliers.
From the revenue point of view, the football industry has undergone a real revolution in recent years, with the decrease of match-day revenues and the strong increase, in percentage and in absolute value (at least until the 2000-01 season), of the tv broadcasting rights revenues.
From the point of view of costs, there is a constant increase, in percentage and in absolute value, of the technical staff, that is the cost of the salaries of the players and the coaches
Lo Scandalo del Calcio. Ragioni e Scenari
Il business del calcio professionistico italiano dopo una fase di crescita economica spettacolare e senza precedenti in quanto a entità delle entrate, sostenute in particolare dai diritti televisivi, ha attraversato una gravissima crisi finanziaria (con perdite aggregate dei club di Serie A che oltrepassavano per più di un terzo il valore del fatturato aggregato) che ha determinato il fallimento di alcuni club e il forte ridimensionamento di altri.
Il capitolo si propone di descrivere brevemente l’oggetto dello scandalo 2006, dando però conto, in dettaglio, nelle sanzioni che tali fatti hanno determinato; di ricostruire il contesto economico e normativo nel quale questo fenomeno si è determinato; di indicare le cause economiche e regolamentari che a mio avviso lo hanno generato e di suggerire alcune misure volte a riformare l’attuale sistema calcistico italiano, ristabilendo un quadro di legalità e rilanciando l’attività delle società calcistiche
Sport success and financial troubles. The situation of Italian football
Football industry in Italy has recently grown at a pace that was never experienced before, boosted by the entrance of pay-tvs in the business. Nevertheless, in the latest years, Italian football has sinked into a deep financial crisis which have caused bankruptcy for some clubs and strong downsizing for others.
At the end of the 2002/03 football season, the aggregate net loss for Serie A was larger than 400 million euro, more than one third of total turnover.
In the present article we analyse the figures of Italian football, discuss the reasons of the financial crisis and propose some remedies
L'Enchevetrement Organisationnel Du Groupe Vivendi
The debate on the organization modes has begun by discussing the nature of markets
and hierarchies. Adding further perspectives to somewhat outdated economic views of
organization, it was then made clear that network forms of organizations should be considered
as a third type of coordination mode. As a result of this work, it is now commonly accepted that
the dichotomous view of economic organization should be overcome. Thus, the debate moved
away from critiquing the tyranny of markets and hierarchies. Many scholars concentrated on
discussing the supremacy among organization modes. They focused on the prevalence and
functionality as well as constraint and disfunctionality
E-business and the evolution of the supply chain in the spirits industry: a comparison between Italian and Nordic markets
Questo articolo esamina e mette a confronto l'evoluzione del settore della produzione di bevande alcoliche in un certo numero di Paesi, in particolare Italia, Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Estonia e Polonia, concentrandosi sul grado di utilizzo di Internet. La metodologia applicata fa riferimento alla struttura della catena del valore e considera le trasformazioni generate da Internet all'interno delle relazioni B2b.This paper examines and compares the evolution in the spirits industries on a number of Countries, namely Italy, Finland, Sweden, Norway, Denmark, Estonia and Poland, focusing on the degree of Internet use. The methodology applied refers to the value chain framework and looks at the transformations generated by Internet within B2b relationships
La riconfigurazione dei processi decisionali e delle forme di coordinamento: uno studio longitudinale del gruppo Vivendi Universal
La comunicazione descrive l'evoluzione dei modelli organizzativi e dei processi decisionali all'interno del gruppo francese Vivendi (l'ex Compagnie Générale des Eaux) nel passaggio da settori molto tradizionali, come quello delle costruzioni e dei servizi sul territorio per le comunità locali (distribuzione di acqua, raccolta e smaltimento rifiuti, ecc.), a settori molto innovativi come le telecomunicazioni e le attività legate ad Internet, fino al riorientamento su alcune attività centrali reso necessario dalla criticità della situazione economico-finanziaria del gruppo.
Questo articolo si propone di contribuire al dibattito teorico sostenendo una concezione poliformica dell¿organizzazione che combini sistematicamente le diverse forme di coordinamento e le competenze necessarie per applicarle in luogo di un'impostazione teorica che le vede come alternative e contemporaneamente incompatibili.
In particolare, a partire dall'analisi approfondita del caso Vivendi la tesi che si vuole sostenere nel lavoro in oggetto è duplice: (a) le organizzazioni moderne e in particolare quelle fortemente attraversate dai processi di terziarizzazione diventano sempre più, come sostiene Thompson, sistemi "indeterminati che fronteggiano l'incertezza"; (b) la capacità di gestire, all'interno di un'unica organizzazione, modalità di coordinamento diverse che si presentano strutturalmente "intrecciate" è un fattore di vantaggio competitivo soprattutto in contesti caratterizzati da elevata turbolenza come quello attuale
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