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Il progetto nel contesto storicizzato. Esempi a confronto
Il volume raccoglie gli atti del convegno “Il progetto nel contesto storicizzato. Esempi a confronto” (Pescia, 17 maggio del 2008), promosso dal “gruppo fiorentino” del costituendo ISUF Italia. Il convegno ha costituito il momento conclusivo di un workshop di progettazione rivolto a studenti e dottorandi provenienti da sei Facoltà italiane di Architettura e Ingegneria, sul tema comune di “Aramo e le dieci castella della Svizzera Pesciatina”. La comparazione tra i progetti elaborati nel workshop e il dibattito tra coloro che hanno preso parte al convegno ha consentito di mettere a confronto le diverse teorie e gli eterogenei metodi con i quali oggi le “scuole” di architettura presenti nel nostro paese operano nel contesto della città storica. Dai contributi contenuti nel volume emerge distintamente la comune convinzione che oggi non sia più accettabile intervenire sul patrimonio edilizio, urbano e paesaggistico in assenza di un quadro cognitivo esauriente. È la conoscenza del “contesto” da parte di coloro che vi operano che dovrebbe infatti far da guida e da verifica delle scelte progettuali adottate
Pietrabuona. Strategie per la salvaguardia e la valorizzazione degli insediamenti medioevali
Il volume racchiude gli esiti dell’iniziativa “Pietrabuona 2012”, promossa ed organizzata dal DiDA nell’ambito del progetto di ricerca sugli insediamenti altomedievali della Valleriana (Pescia, PT).
Un workshop internazionale, una mostra ed una giornata di studi durante i quali le diverse Scuole che hanno preso parte ai lavori hanno avuto la possibilità di confrontarsi sul tema della tutela e della valorizzazione dei centri storici minori e degli organismi territoriali che li ospitano.
Al di là degli interessanti risultati conseguiti sul caso-studio oggetto del seminario (l’abitato di Pietrabuona), è emersa con forza la convinzione che i beni culturali, oltre ad essere dei documenti di epoche passate, ed in quanto tali meritevoli di essere preservati per le future generazioni, possono essere portatori di nuove forme di creatività. Tale opinione riporta al centro dell’interesse collettivo il rapporto tra bene e attualità: in questo senso l’analisi critica dell’esistente diviene la base imprescindibile su cui fondare i futuri interventi antropici tesi prevalentemente a recuperare, mediante lo strumento del progetto contemporaneo, quello che in gran parte già esiste e che rischia con il tempo di andare perduto
An “ante litteram” newfoundland: the Castle of Pietrabuona
The Castle of Pietrabuona (Pescia - PT), documented since 914, was commissioned by the Bishop of Lucca, Pietro II (896 - 933), to defend the eastern border of the diocesan estate. A review of archival sources, metrological information from the integrated survey campaign and stratigraphic surveys of the walls have given an indication of the layout of the original castle and the changes it had gone though over the years, which also corroborated the assumption that a walled settlement must have been built anew, just like the contemporary castles of Moriano, Santa Maria a Monte and San Gervasio.
The urban layout of the castle grew up in Pietrabuona around an original planned centre, assumedly bound by a wooden fencing and composed of two parallel rows of buildings, with a steward’s building at the bottom – the latter most likely planned but not built until much later –, expanding in larger and larger circles until it took up all the free areas within the 14th-century walls
Aramo, il cuore della Valleriana. Note su un intervento cardiocinetico
descrizione della proposta progettuale all'insegna del minimalismo architettonico per potenziare ARAMO come porta del Parco della Valleriana
La Valleriana: dall’architettura al territorio, la formazione di un paesaggio
Nel 2007, sulla base dell’esperienza maturata sulla città di Pescia – di cui era stato studiato l’impianto urbano ed analizzate alcune delle principali fabbriche – si è costituito in ambito accademico un gruppo di ricerca, pluridisciplinare fin dall’origine, con lo scopo di documentare le fasi di formazione e trasformazione dei dieci insediamenti altomedievali presenti alle spalle del comune-capoluogo ed appartenenti al peculiare ‘organismo territoriale’ della Valleriana, ai più nota come ‘Svizzera Pesciatina’.
L’ambizioso progetto ha trovato appoggio, oltre che nelle istituzioni locali (in primo luogo nel Comune di Pescia) anche nelle numerose associazioni presenti sul territorio e nelle fondazioni bancarie della provincia di Pistoia, senza il cui apporto di carattere finanziario la ricerca stessa non avrebbe potuto essere realizzata nei tempi e nei modi con cui è stata condotta fino ad oggi.
Lo specifico ambito scientifico di quello che può essere definito come il ‘nucleo’ del gruppo di lavoro, legato alle discipline del rilievo e della rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente, ha fatto sì che la base imprescindibile della ricerca fosse il rilevamento accurato degli insediamenti realizzato attraverso le tecniche digitali oggi a disposizione, che consentono una rapidità di presa del dato impensabile solo fino a due decenni fa.
La comprensione dei fenomeni evolutivi di ciascuna delle tre ‘castella’ ad oggi esaminate ha comportato l’analisi dei fatti scalarmente più grandi (le dinamiche territoriali legate ai fenomeni di antropizzazione di una determinata area dalla specifica storia geologica e con una propria identità orografica ed idrografica) e di quelli più piccoli (inerenti i tessuti edilizi e le architetture che ne fanno parte) in un continuo rimando tra l’uno e l’altro che non presenta soluzioni di continuità né per ciò che riguarda lo spazio, né per ciò che concerne il tempo. Ed in tal senso è proprio nelle vicende storiche, quelle legate alla storia universale e quelle inerenti gli avvenimenti locali, che sono state ricercate le ragioni delle trasformazioni stesse dei centri demici.
Il rilievo degli elementi fisici dei centri fortificati ha consentito di documentare i segni che la storia ha impresso nelle loro murature; segni che sono stati decodificati facendo ricorso all’archeologia dell’architettura, sulla base delle conoscenze che si hanno sulle tecniche murarie utilizzate in un dato momento storico, sull’organizzazione del cantiere che ha eretto tali murature, sulla maestranze che vi prendevano parte e sulla facilità di reperimento della materia prima, consentendo così di delineare una storia delle ‘evidenze materiali’ dell’edificato. Al suo fianco la storia dell’architettura e quella dell’arte hanno dato il loro fondamentale contributo nel riconoscimento di stilemi formali che consentono di ascrivere un’opera ad un determinato personaggio o scuola, definendo degli ulteriori marcatori temporali
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
The Mayan mascarón from Chilonché (Petén, Guatemala): New technologies for cultural heritage dissemination
this paper describes the procedures used to achieve the first 3D reconstruction of a mascarón, discovered in 03.13.2009 in the archaeological site of Chilonché (Guatemalan Petén). This is a typical architectural decoration of Mayan buildings that represents a mythic animal (half jaguar, half reptile) with
approximated dimensions of 4×3 meters and characterized by its good level of conservation. The process started with data gathering (realized by an international team formed by Spanish, Guatemalan and Italian experts), carried out using a laser-scanner in an extremely narrow environment located in the substructure of the acropolis only accessible through the tunnel network (partially dug by looters). A high resolution polygonal B-Rep model has been obtained from the initial point cloud; furthermore high resolution pictures of the find have been projected on the model to add color information to the mesh. This extremely accurate and detailed model allows to study the topology of the original one and to replicate it using 3D printing technology. However, the excess of detail makes it unsuitable for real-time simulations. Using geometry simplification techniques, a low-poly model has been generated, integrating the geometrical information discarded from the original model through a normal map texture. The narrow and uncomfortable network of tunnels of the site creates very difficult conditions for local population and tourists to visit the mascarón. Using the low-poly model generated, and real-time simulation software, two kinds of visualization applications have been developed: a first one intended to study the original object using virtual reality devices, and a second one intended to allow the general public to visualize the reconstruction over an interactive web-based 3D real-time simulation
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