999 research outputs found
"L'eternità dei corpi. Per un'ipotesi evoluzionistica della specie"
Il corpo come metafora di una condizione complessa e molteplice che riguarda mutazioni e cambiamenti è stato lo spunto per organizzare nel 2001 un Convegno sul tema della modificazione (dei linguaggi e dei modi di operare) in architettura, a cura di Antonino Terranova e Alessandra Criconia presso il Dipartimento di Architettura e Analisi della Città della Università di Roma "La Sapienza". IL testo prende in esame la questione della trasformazione in architettura come inevitabile condizione dell ́essere e del crescere per animare il dibattito che riguarda la conservazione e quindi l ́immutabilità dei centri storici italian
Brian Friel. Teatro - volume 1
Il volume raccoglie in traduzione italiana alcuni drammi di Brian Friel che affrontano in modi diversi ma complementari quella difficoltà a riconoscersi in un’identità stabile che, accanto alla riflessione sull’inaffidabilità del racconto e sull’incapacità di rappresentare con la parola il mondo, sono stati temi centrali nell’opera del drammaturgo irlandese. Le traduzioni dei tre anni unici dei primi anni Duemila – “The Yalta Game” (“Il gioco di Jalta”), “The Bear” (“L’orso”) e “Afterplay” (“Postludio”) – sono a cura di Alessandra Ruggiero, che ha contribuito al volume anche con il saggio introduttivo “Il teatro di Brian Friel: la magia della parola”. Questi drammi, che sono versioni in inglese irlandese di alcune opere di Chechov, costituiscono un importante strumento di decolonizzazione intellettuale e sottolineano l’esigenza che Friel sentiva di stabilire un’estetica indipendente per il teatro irlandese
Esequie nel Duomo di Milano per la regina di Sardegna Giovanna Polissena Cristina, 1735
Questa sezione del catalogo comprende tre schede con l’analisi di altrettante incisioni relative alle esequie per la regina di Sardegna Giovanna Polissena Cristina, tenutesi nel Duomo di Milano nel 1735. Con l’ausilio anche della relazione a stampa dell’evento e di altre fonti documentarie, si descrive il corteo funebre che si snodò dal palazzo Regio Ducale al duomo; si illustrano e analizzano gli apparati in facciata e all’interno del duomo, nonché il catafalco. Si chiariscono i significati di simboli e allegorie presenti, nonché dell'intero rito, in cui permangono seppur in modi più pacati, le tracce di quello che storici e antropologi chiamano ‘culto regale
Aggiornamento al Commento degli artt. 1230-1259 c.c. (Titolo I, Capo IV, Dei modi di estinzione diversi dall'adempimento: Della novazione; Della remissione; Della compensazione; Della confusione; Dell'impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al debitore)
Commento degli artt. 1230-1259 c.c. (Titolo I, Capo IV, Dei modi di estinzione diversi dall'adempimento: Della novazione; Della remissione; Della compensazione; Della confusione; Dell'impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al debitore
Leggere il paesaggio: sistemi di percorrenza e modi di abitare il territorio nell'Etruria Meridionale
Leggere, oggi, un paesaggio, vuol dire interrogarne il palinsesto, confrontarsi con il patrimonio ereditato, con ciò che delle lunghe trasformazioni, permane nel tempo. Il contesto geografico e
storico è quello dell’Etruria meridionale. Qui, tra la costa tirrenica e l’entroterra dei bacini lacustri, il tracciato della Via Clodia si scopre struttura invariante, asse che organizza le trasformazioni millenarie
del paesaggio. L’impegno di queste pagine, nell’ambito della ricerca, è offrire uno spaccato dei diversi modi di abitare il territorio, cercando di ricucire relazioni, a volte solo intuibili, all’interno di paesaggi congruenti per storia e per struttura. Una descrizione condotta attraverso tratti peculiari, costruita dentro la cultura materiale dei luoghi identificando quattro ambiti di paesaggio:
- Il paesaggio protostorico (Età del Bronzo e del Ferro): sistemi di crinale, occupazione capillare del territorio e “rivoluzione agricola”.
- Il paesaggio etrusco (VIII-III sec.a.C.): sistemi “antipeninsulari” e nascita della cultura urbana.
- Il paesaggio romano (III sec. a.C-V sec. d.C.): sistemi peninsulari” e insediamenti a carattere rurale.
- Il paesaggio medioevale (V-XV sec. d.C.): la rete stradale a servizio del Patrimonio di Pietro
I modi del disegno
Il prodotto editoriale tratta di studi intorno alla didattica del Disegno e al ruolo che tale disciplina assume nell’ambito del percorso di studi nelle Facoltà di Architettura. La riflessione di fondo che ha guidato tali intenti è stata la maturazione di una duplice consapevolezza: da un lato della impegnativa responsabilità di iniziare i più giovani allievi, dall’altro lato dell’assoluta importanza di tale insegnamento come primario e decisivo per ogni successivo sviluppo negli studi d’architettura e quindi nella formazione di un architetto.
La monografia ha preso forma sulla base di tali convinzioni e ha mosso dall’esperienza didattica di titolare del Laboratorio di Disegno dell’architettura della Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, dell’Università degli Studi di Camerino, fornendo l’occasione per ulteriori riflessioni e verifiche degli intendimenti.
La struttura del testo è stata organizzata per temi, ognuno dei quali è comprensivo di contenuti e argomenti tradizionalmente trattati come capitoli a se stanti della disciplina. Una presentazione, dunque, che ha voluto suggerire una lettura trasversale dell’insegnamento della materia. L’ intenzione è stata quella di esporre un insieme di contenuti e di riflessioni pratiche accompagnate da alcuni esempi applicativi del modello operativo adottato. Attraverso un racconto del metodo didattico configurato per il corso, si è cercato di riassumerne l’esperienza tanto negli obiettivi finali e intermedi quanto nei risultati raggiunti, provando anche a indicare le problematicità delle diverse fasi del percorso di apprendimento proposto.
Focalizzando gli obiettivi didattici perseguiti nel corso – che vanno dall’esercizio di differenti tecniche grafiche di rappresentazione applicate all’analisi e all’espressione dei valori dell’architettura, alla formazione di conoscenze teoriche e pratiche per la rappresentazione dello spazio architettonico e, più in generale, per il controllo del modello mentale dello spazio – il testo ha mirato a fornire quelle conoscenze basiche che sono premessa delle successive esperienze progettuali, ma anche a sviluppare in ogni studente l’identificazione e l’ammaestramento delle proprie capacità/possibilità espressive, così come la consapevolezza delle “capacità di correlazione e di sintesi nelle applicazioni di un linguaggio.
In sostanza, rendendo conto sia dell’impostazione dei programmi, sia dei presupposti teorico-operativi, sia della metodica rigorosa di analisi di testi architettonici diffusamente proposta in diversi paragrafi nei quali è contenuto il corpo più cospicuo degli esiti del lavoro, l’autrice ha mirato a focalizzare l’obiettivo centrale perseguito dal testo prodotto: esercitare il disegno per favorire l'acquisizione individuale della sua strumentalità forte, ovvero la presa di possesso sempre più agile e cosciente del suo valore d'uso analitico e inventivo
Linee - Laboratorio infanzia narratività educazione
Linee - Laboratorio infanzia narratività educazione
Direzione: Alessandra Avanzini, Luciana Bellatalla
Comitato Scientifico: Alessandra Avanzini, Luciana Bellatalla, Pino Boero, Cécile Boulaire Maria da Natividade Pires, Peter Hunt, Mino Milani, Roberto Piumini
La collana si propone come lo snodo di una pluralità di LINEE di ricerca che affrontano, secondo una prospettiva educativa, l’universo dell’infanzia, con particolare attenzione alla dimensione della narratività.
Il termine Narratività identifica quell’insieme di strumenti cognitivi con i quali viene raccontato/spiegato il mondo. Questi strumenti si materializzano in una pluralità di forme (la parola, il suono, il disegno, il movimento ecc.) e costituiscono il substrato essenziale per la costante rielaborazione educativamente fondata degli stessi saperi disciplinari.
Il termine Infanzia, a sua volta, va intesa come una ‘lunga infanzia’. Dilatando, infatti, l’idea di fondo di chi è nella condizione di dover apprendere gli strumenti cognitivi di base, essa viene fatta coincidere con l’età della scolarizzazione, quel lungo periodo, cioè, in cui la scuola costituisce di fatto l’orizzonte primario dell’esistenza dell’individuo.
Infine perché E altro ancora? Perché nella ricerca ci sono le linee (curve, spezzate,miste...), ci sono gli snodi, ma non possono esserci gli steccati. Su queste premesse nella collana innanzitutto confluiranno riletture critico-educative dei classici della letteratura per l’infanzia (a partire da testi come Peter Pan, Alice, Cuore e Pinocchio).
Verranno inoltre pubblicati saggi tesi a ricostruire e definire i luoghi (a cominciare dalle biblioteche per l’infanzia) e i modelli, che nel corso del tempo hanno caratterizzato la visione dell’infanzia da parte degli adulti. Al tempo stesso verranno analizzati i modi con cui tradizionalmente gli adulti hanno formalizzato i materiali scolastici per l’infanzia (sussidiari, libri di testo, libri di lettura e manuali in generale).
Inoltre la collana intende sviluppare la propria dimensione di Laboratorio nell’approntare strumenti tesi ad una insegnabilità dei saperi, che non sia giocata sulla semplificazione, ma sulla loro rielaborazione – strutturalmente educativa – rivolta nello specifico al mondo dell’infanzia. In quest’ottica si procederà ad esempio alla messa a punto di progetti didattici (a cominciare da progetti di didattica della lettura) da attuarsi all’interno del sistema scolastico e capaci di offrirsi come materiali di lavoro e di riflessione utili anche ai percorsi per la formazione del docente.
Linee - Laboratorio infanzia narratività educazione
Direzione: Alessandra Avanzini, Luciana Bellatalla
Comitato Scientifico: Alessandra Avanzini, Luciana Bellatalla, Pino Boero, Cécile Boulaire Maria da Natividade Pires, Peter Hunt, Mino Milani, Roberto Piumini
La collana si propone come lo snodo di una pluralità di LINEE di ricerca che affrontano, secondo una prospettiva educativa, l’universo dell’infanzia, con particolare attenzione alla dimensione della narratività.
Il termine Narratività identifica quell’insieme di strumenti cognitivi con i quali viene raccontato/spiegato il mondo. Questi strumenti si materializzano in una pluralità di forme (la parola, il suono, il disegno, il movimento ecc.) e costituiscono il substrato essenziale per la costante rielaborazione educativamente fondata degli stessi saperi disciplinari.
Il termine Infanzia, a sua volta, va intesa come una ‘lunga infanzia’. Dilatando, infatti, l’idea di fondo di chi è nella condizione di dover apprendere gli strumenti cognitivi di base, essa viene fatta coincidere con l’età della scolarizzazione, quel lungo periodo, cioè, in cui la scuola costituisce di fatto l’orizzonte primario dell’esistenza dell’individuo.
Infine perché E altro ancora? Perché nella ricerca ci sono le linee (curve, spezzate,miste...), ci sono gli snodi, ma non possono esserci gli steccati. Su queste premesse nella collana innanzitutto confluiranno riletture critico-educative dei classici della letteratura per l’infanzia (a partire da testi come Peter Pan, Alice, Cuore e Pinocchio).
Verranno inoltre pubblicati saggi tesi a ricostruire e definire i luoghi (a cominciare dalle biblioteche per l’infanzia) e i modelli, che nel corso del tempo hanno caratterizzato la visione dell’infanzia da parte degli adulti. Al tempo stesso verranno analizzati i modi con cui tradizionalmente gli adulti hanno formalizzato i materiali scolastici per l’infanzia (sussidiari, libri di testo, libri di lettura e manuali in generale).
Inoltre la collana intende sviluppare la propria dimensione di Laboratorio nell’approntare strumenti tesi ad una insegnabilità dei saperi, che non sia giocata sulla semplificazione, ma sulla loro rielaborazione – strutturalmente educativa – rivolta nello specifico al mondo dell’infanzia. In quest’ottica si procederà ad esempio alla messa a punto di progetti didattici (a cominciare da progetti di didattica della lettura) da attuarsi all’interno del sistema scolastico e capaci di offrirsi come materiali di lavoro e di riflessione utili anche ai percorsi per la formazione del docente.
Linee - Laboratorio infanzia narratività educazione
Direzione: Alessandra Avanzini, Luciana Bellatalla
Comitato Scientifico: Alessandra Avanzini, Luciana Bellatalla, Pino Boero, Cécile Boulaire Maria da Natividade Pires, Peter Hunt, Mino Milani, Roberto Piumini
La collana si propone come lo snodo di una pluralità di LINEE di ricerca che affrontano, secondo una prospettiva educativa, l’universo dell’infanzia, con particolare attenzione alla dimensione della narratività.
Il termine Narratività identifica quell’insieme di strumenti cognitivi con i quali viene raccontato/spiegato il mondo. Questi strumenti si materializzano in una pluralità di forme (la parola, il suono, il disegno, il movimento ecc.) e costituiscono il substrato essenziale per la costante rielaborazione educativamente fondata degli stessi saperi disciplinari.
Il termine Infanzia, a sua volta, va intesa come una ‘lunga infanzia’. Dilatando, infatti, l’idea di fondo di chi è nella condizione di dover apprendere gli strumenti cognitivi di base, essa viene fatta coincidere con l’età della scolarizzazione, quel lungo periodo, cioè, in cui la scuola costituisce di fatto l’orizzonte primario dell’esistenza dell’individuo.
Infine perché E altro ancora? Perché nella ricerca ci sono le linee (curve, spezzate,miste...), ci sono gli snodi, ma non possono esserci gli steccati. Su queste premesse nella collana innanzitutto confluiranno riletture critico-educative dei classici della letteratura per l’infanzia (a partire da testi come Peter Pan, Alice, Cuore e Pinocchio).
Verranno inoltre pubblicati saggi tesi a ricostruire e definire i luoghi (a cominciare dalle biblioteche per l’infanzia) e i modelli, che nel corso del tempo hanno caratterizzato la visione dell’infanzia da parte degli adulti. Al tempo stesso verranno analizzati i modi con cui tradizionalmente gli adulti hanno formalizzato i materiali scolastici per l’infanzia (sussidiari, libri di testo, libri di lettura e manuali in generale).
Inoltre la collana intende sviluppare la propria dimensione di Laboratorio nell’approntare strumenti tesi ad una insegnabilità dei saperi, che non sia giocata sulla semplificazione, ma sulla loro rielaborazione – strutturalmente educativa – rivolta nello specifico al mondo dell’infanzia. In quest’ottica si procederà ad esempio alla messa a punto di progetti didattici (a cominciare da progetti di didattica della lettura) da attuarsi all’interno del sistema scolastico e capaci di offrirsi come materiali di lavoro e di riflessione utili anche ai percorsi per la formazione del docente
Alla ricerca del “vero uomo”: declinazioni della mascolinità di Narendra Modi
This article deals with some issues regarding masculinity in contemporary India, focusing on popular culture, the clothing semiotics, and the media discourse on masculinity, referred to Prime Minister Narendra Modi, leader of the Hindu nationalist party Bharatiya Janata Party (BJP). Modi has manipulated many figures from the nationalist past in order to build an image of himself as “the real man,” reaffirming the mandate of masculinity in order to lead the nation into the new millennium
Linee- Laboratorio infanzia narratività educazione
Linee - Laboratorio infanzia narratività educazione
Direzione: Alessandra Avanzini, Luciana Bellatalla
Comitato Scientifico: Alessandra Avanzini, Luciana Bellatalla, Pino Boero, Cécile Boulaire Maria da Natividade Pires, Peter Hunt, Mino Milani, Roberto Piumini
La collana si propone come lo snodo di una pluralità di LINEE di ricerca che affrontano, secondo una prospettiva educativa, l’universo dell’infanzia, con particolare attenzione alla dimensione della narratività.
Il termine Narratività identifica quell’insieme di strumenti cognitivi con i quali viene raccontato/spiegato il mondo. Questi strumenti si materializzano in una pluralità di forme (la parola, il suono, il disegno, il movimento ecc.) e costituiscono il substrato essenziale per la costante rielaborazione educativamente fondata degli stessi saperi disciplinari.
Il termine Infanzia, a sua volta, va intesa come una ‘lunga infanzia’. Dilatando, infatti, l’idea di fondo di chi è nella condizione di dover apprendere gli strumenti cognitivi di base, essa viene fatta coincidere con l’età della scolarizzazione, quel lungo periodo, cioè, in cui la scuola costituisce di fatto l’orizzonte primario dell’esistenza dell’individuo.
Infine perché E altro ancora? Perché nella ricerca ci sono le linee (curve, spezzate,miste...), ci sono gli snodi, ma non possono esserci gli steccati. Su queste premesse nella collana innanzitutto confluiranno riletture critico-educative dei classici della letteratura per l’infanzia (a partire da testi come Peter Pan, Alice, Cuore e Pinocchio).
Verranno inoltre pubblicati saggi tesi a ricostruire e definire i luoghi (a cominciare dalle biblioteche per l’infanzia) e i modelli, che nel corso del tempo hanno caratterizzato la visione dell’infanzia da parte degli adulti. Al tempo stesso verranno analizzati i modi con cui tradizionalmente gli adulti hanno formalizzato i materiali scolastici per l’infanzia (sussidiari, libri di testo, libri di lettura e manuali in generale).
Inoltre la collana intende sviluppare la propria dimensione di Laboratorio nell’approntare strumenti tesi ad una insegnabilità dei saperi, che non sia giocata sulla semplificazione, ma sulla loro rielaborazione – strutturalmente educativa – rivolta nello specifico al mondo dell’infanzia. In quest’ottica si procederà ad esempio alla messa a punto di progetti didattici (a cominciare da progetti di didattica della lettura) da attuarsi all’interno del sistema scolastico e capaci di offrirsi come materiali di lavoro e di riflessione utili anche ai percorsi per la formazione del docente
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