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Nespole disidratate: un nuovo prodotto creato a partire da frutti di scarto
La disidratazione delle nespole, sia a polpa gialla che a polpa bianca, rappresenta un metodo innovativo per prolungare la shelf-life dei frutti e per poter reinventare un prodotto che altrimenti verrebbe individuato come scarto alimentare. Anche se alcuni parametri, come il colore e la consistenza, hanno subito un cambiamento, rimangono comunque apprezzati a livello sensoriale.
Tra tutti i trattamenti le nespole disidratate a polpa bianca della cv Claudia hanno mostrato una migliore evoluzione dei parametri qualitativi e la tecnica di packaging in MAP non ne ha influenzato l’evoluzione dei parametri. In definitiva, tramite una semplice trasformazione, come la disidratazione in corrente di aria calda, si crea un nuovo prodotto versatile e dalla facile ed economica conservazione. Infine, il processo si presta ad una possibile industrializzazione per la produzione di frutti disidratati adatti ai più svariati usi (tal quale, granola, barrette, in mix con frutta secca)
Da scarto alimentare a nuova risorsa una seconda vita per i piccoli frutti
In meno di dieci anni, in Italia si è registrato un aumento consistente del consumo di piccoli frutti da parte dei consumatori che si rivelano sempre più attenti nella ricerca di alimenti dalle rinomate proprietà qualitative, nutraceutiche e salutistiche. Numerosi studi confermano che i piccoli frutti, quali more e mirtilli, sono dotati di
composti bioattivi capaci di svolgere un’azione preventiva nel contrasto delle principali patologie legate all’invecchiamento, tra cui le malattie cardiovascolari, neurodegenerative e tumorali. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l’applicazione del processo di disidratazione in corrente di aria calda coadiuvato da un pretrattamento ad ultrasuoni, su frutti di mora e mirtilli non idonei alla commercializzazione
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Edible Coating a base di idrolato e di olio essenziale di origano per ridurre il decadimento postraccolta in frutti di papaya
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
Effetti della disidratazione in corrente di aria calda e dell’atmosfera modificata sulla qualità di frutti di mango
Negli ultimi anni, l’evoluzione dei gusti dei consumatori europei ed italiani ha portato ad un notevole incremento della richiesta di frutti tropicali. Esemplare è il caso del mango (Mangifera indica L.) passato dall’essere quasi sconosciuto alle famiglie italiane al far parte del paniere ISTAT. Il mango siciliano, in particolare, è oggetto di una forte richiesta da parte dei mercati italiani ed europei. Esso offre ai consumatori, rispetto alla controparte proveniente dai paesi tropicali, il valore aggiunto di una raccolta ad un grado di maturazione vicino a quello fisiologico, che si traduce in un frutto colorato, aromatico e dolce, e quello della sostenibilità della filiera di trasporto. La durata di conservazione del frutto fresco però, essendo un frutto climaterico, è limitata a causa dell’alto tasso di respirazione, della elevata produzione di etilene e delle patologie che provocano la perdita post-raccolta di nutrienti preziosi e il declino del valore di mercato. Tra le diverse trasformazioni in grado di ottenere un prodotto più longevo in termini di conservazione e facilità di commercializzazione, la disidratazione è uno dei più antichi ma, oggi, anche oggetto di nuove frontiere tecnologiche. Tale tecnica si basa sempre sulla privazione totale o parziale dell’acqua dal frutto generalmente mediante evaporazione. Il successivo incremento della shelf-life è conseguente alla diminuzione del contenuto di acqua, che comporta un rallentamento delle reazioni metaboliche e della proliferazione dei microrganismi. Obiettivo del presente lavoro è stato quello di sviluppare un processo tecnologico semplice nella sua applicazione ma in grado di ottenere un mango essiccato con le caratteristiche di naturalità legate al colore, all’aroma e al gusto in grado di ricordare il frutto fresco. Un ulteriore obiettivo, dopo la determinazione del più corretto binomio tempo-temperatura, è stato quello di garantire il mantenimento delle caratteristiche chimico-fisiche del prodotto mediante applicazione della tecnica di modified atmosphere packaging (MAP) in grado di preservare anche la qualità gustativa e nutrizionale. Al fine di limitare lo scarto alimentare, sono stati utilizzati frutti commercialmente definibili come ‘non conformi’ o ‘scarto’ della varietà Tommy Atkins ai due differenti
gradi di maturazione Green e Mature, disidratati in corrente di aria calda e conservati in atmosfera modificata con una miscela contenente N2 al 100%. Per la determinazione del corretto binomio tempo/temperatura sono state effettuate diverse prove preliminari utilizzando due diverse temperature, 50°C e 70°C, e dai risultati ottenuti la migliore formula per ottenere un prodotto di qualità è stata quella di utilizzare il binomio 12 ore alla temperatura di 70°C. Preliminarmente, frutti sono stati lavati, privati della buccia, tagliati in cubetti di 3 cm di spessore, trattati con una soluzione antiossidante e, infine, disidratati e conservati a temperatura ambiente per 30 giorni. Le analisi qualitative (Drying efficiency, colore, consistenza e diametro), nutrizionali (contenuto vitaminico e minerale), sensoriali (test CATA in combinazione con il Prodotto ideale) e microbiologiche (microrganismi mesofili totali, microrganismi psicotrofi totali, Pseudomonas, Enterobacteriaceae, Listeria spp. e Listeria monocytogenes, lieviti e muffe) sono state effettuate ad intervalli di dieci giorni. Il prodotto ottenuto è caratterizzato da una struttura e da un colore gradevoli, da un alto contenuto di minerali e fibre, dal sapore e dall’aroma intensi tipicamente di mango, e sani dal punto di vista microbiologico confermando la validità della metodologia di trasformazione sperimentata. L’applicazione dell’atmosfera modificata, inoltre, ha permesso di
mantenere a lungo le caratteristiche osservate dopo la disidratazione
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