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    Leon Battista Alberti e l'architettura

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    Le architetture di Leon Battista Alberti documentate attraverso l'esposizione di disegni, pitture, sculture e parti architettoniche originali e rilievi, disegni e modelli realizzati per la mostr

    Alberti e l'eminenza dell'architetto

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    La nuova figura di architetto umanista proposta da Alberti nel suo trattato "De re aedificatoria" si distacca da quella degli architetti suoi contemporanei e ne fa un singolarissimo interprete del suo tempo. I rapporti di vicinanza di Alberti con i maggiori signori d'Italia, la difficoltà dei rapporti con i papi quali committenti di architettura di Alberti, la particolare vicinanza dimostratagli da Ludovico Gonzaga, decisivo committente delle sue architetture dal 1460 in avanti, a Mantova per il San Sebastiano e il Sant'Andrea e a Firenze per la rotonda della Santissima Annunziat

    Della Architettura, della Pittura e della Statua di Leonbattista Alberti. Nota introduttiva

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    Scritto tra il 1442 e il 1452, il De Re Aedificatoria di Leon Battista Alberti è considerato da molti il più alto contributo teorico sull’architettura che la cultura rinascimentale abbia saputo esprimere. L’opera di Alberti precede il filone degli esegeti e commentatori rinascimentali di Vitruvio, e si pone in una prospettiva più ambiziosa: quella di riprendere il testo Vitruviano e di comporre, emendando la fonte, un’opera autonoma e meglio organizzata di quella. Il De Re Aedificatoria segue, nella produzione teorica albertiana, i trattati De Pictura (1435) e De Statua (1438). L’edizione in oggetto raccoglie i tre saggi albertiani sulla pittura, la scultura e l’architettura, e riprende in anastatica una stampa tarda (Bologna 1782) della versione curata da Cosimo Bartoli, che resta la traduzione in volgare di riferimento, edita in folio a Firenze nel 1550 con l’aggiunta di disegni

    Alberti e Boiardo lirico

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    Il contributo analizza i rapporti esistenti fra le rime e le operette amorose di Leon Battista Alberti e gli "Amorum libri" di Boiardo, a più livelli, ma in ispecie come 'fonti', e si concentra infine sul misterioso "Batista" cui si indirizza il sonetto AL III 51, sostenendo trattarsi dello stesso Alberti

    Leon Battista Alberti, palazzi e città

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    Il palazzo Rucellai viene esaminato nelle sue fasi e nelle sue soluzioni debitrici dell'architettura antica, nel contesto delle architetture di palazzo della Firenze del suo tempo e in relazione alla concezione di città espressa da Alberti e articolata nel De re aedificatoria, il suo trattato di architettura. Viene inoltre discussa l’attribuzione ad Alberti delle raffigurazioni della cd. città ideale conservate ad Urbino, Berlino e Baltimor

    Progetto e strategie attuative - Design and implementation strategies

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    La ricerca Holistic, applicata al centro storico di Ferrara, consegna risultati conoscitivi e progettuali non banali. Utilizzati prudentemente, queste risultanze della ricerca possono orientare in modo nuovo l'impostazione di politiche di messa in sicurezza preventiva delle città e del territorio in tutto il Paese

    Considerazioni intorno a Battista Alberti e Gasparino Barzizza a Padova (con un documento su Leonardo Salutati)

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    This contribution deals with a central theme of the training of Leon Battista Alberti: studies, as hypothesized by G. Mancini (1882, 1887 and 1911), at the school of Gasparino Barzizza in Padua, made between 1415 and 1421. Are reviewed data corroborating this discipleship: two letters of Barzizza in ms. Riccardi 779; some acts which show links of the family of Alberti to rapresentative members of Paduan Academy; an act of 1422, published in the appendix, moreover, attests that Leonardo, the son of Coluccio Salutati, frequented to Padua the circle of Alberti, legitimizing the hypothesis that for this track Leon Battista has known the 'De laboribus Herculis' of Coluccio: the herculean theme, central for Salutati and for Civil Humanism, is made object of parody by Alberti in the 'Vita Sancti Potiti', in 'Momus', and also in 'Canis' and 'Musca' (R. Rinaldi, 2002)

    Segmenti aforistici nei Libri della famiglia e negli Apologi di Leon Battista Alberti

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    Presentazione e analisi di parte della produzione aforistica di Leon Battista Alberti, in particolare negli Apologi e nei Libri della famiglia

    «E quivi daremo forma alla dilettevole gita del Paradiso»: linguistic and stylistic analysis of Paradiso degli Alberti by Giovanni Gherardi da Prato

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    openIl presente lavoro di tesi consiste nell’analisi linguistica e stilistica del Paradiso degli Alberti, opera dell’autore Giovanni Gherardi da Prato composta a partire dal 1426. L’opera è composta da cinque libri che comprendono nove novelle; essendo un’opera lunga e che rievoca diversi generi letterari (come il romanzo o la raccolta di novelle), l’obiettivo è quello di analizzare la lingua utilizzata da Giovanni Gherardi da Prato. Infatti, dopo una breve descrizione dell’autore e dell’opera (inserendola nel contesto storico-temporale) i capitoli si soffermano sulla fonologia, sulla morfologia e sulla sintassi. Viene infine descritto lo stile dell’opera prima e delle novelle poi, comparando quest’ultime per evidenziare le somiglianze e le differenze tra di esse.The present thesis consists of linguistic and stylistic analysis of Il Paradiso degli Alberti, the work of the author Giovanni Gherardi da Prato, composed from 1426. The work consists of five books that include nine novellas; being a long work that evokes different literary genres (such as the novel or the novella collection), the goal is to analyze the language used by Giovanni Gherardi da Prato. In fact, after a brief description of the author and the work (placing it in historical-temporal context), the chapters focus on phonology, morphology, and syntax. Finally, the style of the work first and the novellas later is described, comparing the latter to highlight the similarities and differences between them
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