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Discorsi e linguaggi ecologici: per un approccio inter e transdisciplinare
Questo numero tematico de La Torre di Babele ha lo scopo di esaminare, da una varietà di prospettive ermeneutiche, come le discipline umanistiche abbiano espresso “il pensiero ecologico”, secondo la definizione del critico Timothy Morton, ovvero il complesso rapporto tra umano e non umano – quel “patto naturale” di cui parla il filosofo Michel Serres e quella reciprocità tra umanità e Pianeta che evoca Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’. In particolare, la letteratura e la linguistica sono, oggi più che mai, chiamate a rispondere alle urgenze ecologiche del pianeta, a trovare forme e linguaggi in grado di suscitare una consapevolezza ecologica. Gli studi letterari, a dire il vero, hanno iniziato ad affrontare questioni quali la crisi climatica e la sostenibilità ambientale già da un paio di decenni almeno. Pioneristica è stata soprattutto l’ASLE (Association for the Study of Literature and the Environment), fondata nel 1992, insieme alla prima rivista di studi interdisciplinari sul tema: ISLE (Interdisciplinary Studies in Literature and Environment). Ciò che il presente numero della rivista intende stimolare è un dialogo ecocritico inter- e trans-disciplinare. Lo scopo primario è mettere diversi linguaggi e campi di studio umanistici in comunicazione, ognuno dei quali, da punti di vista molteplici, dimostra come si possano rappresentare, narrare, oltre che ripensare, le relazioni tra umano e non umano, tra le varie alterità viventi che si trovano a co-esistere. Riflettendo i campi di indagine della rivista, tale dialogo interdisciplinare riguarda in particolare le letterature e la linguistica; tuttavia, il numero in questione vuole accogliere anche contributi di altri ambiti umanistici (e.g. arte, filosofia, estetica, geografia, antropologia) proprio per creare quella rete di relazioni disciplinari che caratterizza l’ecocritica
Virées littéraires dans les récits de voyage de Jean-Claude Charles
C'est Jean-Claude Charles lecteur que nous avons choisi de traquer dans ces pages. Nous l'avons suivi au cours de ses déplacements dans les différents continents qu'il arpente. Ses voyages sont l'occasion pour l'écrivain de solliciter des auteurs et des oeuvres qui habitent les territoires parcourus. Les récits proposent un intertexte très riche, nous nous proposons de limiter notre enquete, quant aux écrivains que Charles convoque, à l'espace étasunien. Nous essaierons de montrer comment Charles procède, dans la mise en forme de ces récits, à un double voyage, spatial et littéraire et comments ces deux voyages s'autoalimentent et s'expliquent tour à tour
Jean-Claude Charles, Baskets
Cet ouvrage renferme les récits de voyages que Jean-Claude Charles a rédigés pour quelques quotidiens français (Le Monde en particulier) entre 1986 et 1996 et que Alba Pessini, guidé dans ses choix par les indications de l'écrivain aujourd'hui disparu, a recueilli et mis en forme pour cette première publication. Nous nous retrouvons face aux thématiques chères à l'écrivain, le vagabondage, l'errance et la lecture. Les notes et les commentaires permettent de mettre en contexte les articles de Jean-Claude Charles, éclairent la structure de l'oeuvre et explicitent les nombreuses références littéraires et culturelles présentes dans le recueil
Libri e lettori (tra autori e personaggi). Studi in onore di Mariolina Bertini
Un volume che, parlando proprio di libri e di letture, rispecchia le scelte e le passioni di una grande studiosa come Mariolina Bertini. Mariolina Bertini si è occupata di letteratura e cultura nel senso più ampio del termine integrando lo studio della letteratura francese, che ha insegnato per decenni all’Università di Parma, con una costante attenzione verso altre letterature, e senza distinzione di genere. Basterebbero gli studi su Balzac e Proust, le edizioni di Stendhal, Flaubert o ancora di Proust e Balzac, le introduzioni a Dumas e Colette, e gli articoli su altri autori e temi a delinearne il profilo di studiosa che ha completato con una complementare, e intensa, attività militante
Food in Postcolonial and Migrant Literatures/La nourriture dans les littératures postcoloniales et migrantes
This book collects texts dealing with various aspects of what we call 'Postcolonial and Migrant Literatures' and, in particular, focuses on the importance food has always borne (and still bears) in these literatures and the communities they stem from. The aim is to investigate the relationship between food and identity in postcolonial contexts, focussing in particular on the way food has often become an effective ally in the struggle for recognition on the part of former colonised countries around the world.
The approaches to the selected texts are multiple and bring together different methodologies. The subject matter is in fact analysed from linguistic, anthropological and cultural perspectives amongst others, in an attempt to assess whether the strategies adopted by various nations during their colonial and postcolonial experience might actually share a common core
Introduction
This Introduction illustrates the fundamental tenet of the research project at the basis of the volume *Food in Postcolonial and Migrant Literatures* (Peter Lang, 2011), namely that what men eat reflects the history of a people, the stages of its development, the influences it has undergone and the memories it has retained. This Introduction thus posits the notion of culture and cultural translation as the framework within which ‘food’ can be analysed, thereby emphasising the close relationship existing between the food prepared and consumed by particular communities and the culture in which those communities live
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