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    Educare. Epistemologia pedagogica, logica formativa e pratica educativa

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    Che cos’è, sostanzialmente, l’educazione? Che cosa significa essere competenti in questo campo? Come formarsi ad educare? E come ideare, guidare e attuare la propria azione educativa professionale? Il presente lavoro si propone di rispondere a tali interrogativi nel quadro di un organico sistema teorico afferente ad una precisa posizione epistemologica: quello del Modello in Pedagogia e della correlata “teoria modellistica della formazione”. L’itinerario argomentativo proposto scorre su un doppio binario, corrispondente alle due parti nelle quali il volume è distinto: quello teorico, nella disamina fondativa e giustificativa della posizione epistemologica e della teoria avanzate; quello pratico, nell’esposizione e nell’analisi di un corrispondente percorso di ricerca-azione svolto in organizzazioni educative. Con evidenza, tali due binari scorrono parallelamente, svolgendo un percorso che si articola sul nesso pedagogico tra teoria e pratica, e nel quale solo si dà quella particolare forma competente dell’agire che chiamiamo educazione

    L’intercultura che sa apprendere dagli errori. Inedite direzioni dell’educare possono emergere dagli errori che facciamo

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    L'intreccio di culture è sempre da inventare perché, sottostante al nostro modo di pensare ed agire, rimane una sorta di risparmio mentale, dietro al quale ci rifugiamo per non dover pensare sempre da capo, man mano che le condizioni ambientali si evolvono. Così facendo è facile rimanere intrappolati in stereotipi che impediscono di toccare con mano le specificità delle situazioni e di interagire costruttivamente entro i nuovi mondi sociali e culturali in cui di fatto ci co-evolviamo. Spesso questa fatica conduce a "errori benevoli" in cui cadiamo come cittadini ed educatori che pure non intendono chiudersi all'"altro". Errori anche gravi dai quali molto è da imparare

    Oltre il velo: l’intercultura che fa scuola

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    Il contributo muove dalla constatazione critica di un diffuso immaginario “velante” la diversità culturale, e di come (ingenuamente) tanta pedagogia e pratica scolastica abbiano solo saluto opporre antitetiche immagini di diversità, senza accorgersi che il terreno (di superficie) sulle quale esse agivano è parte sostanziale del problema. A partire da una postazione epistemologica è però possibile riguadagnare un’intercultura intesa come progetto trasformativo a responsabilità pedagogica, potendo così uscire dalle secche tanto della retorica quanto dell’azione didattico-educativa incapace di incidere nella pratica. Per far ciò, sono tre le condizioni che vengono sviluppate nel contributo: “svelare” la realtà (conoscendola e abitandola), chiarire le indispensabili direzioni di senso e, infine, tracciare le possibilità di un concreto percorso educativo nel quale l’intercultura si trasforma da evento laterale a innervatura profonda della pratica scolastica ad ogni suo livello. Perché l’intercultura non si aggiunge, ma fa la scuola di oggi. - This paper starts with a critical analysis of the “veiling” imaginary related to cultural difference, and the way in which (ingenuously) a lot of pedagogy and classroom practice have only contrasted antithetical images of it, without realizing that (the surface of) the ground on which they act is a substantial part of the problem. However, from a solid epistemological position, it is possible to regain intercultural education in term of a pedagogical-orientated, responsible, transformative project, thus stepping back from rhetorical discourse and from educational action which turned to be ineffective in practice. To do this, three conditions need to be met to do so: to “unveil” reality (knowing it and staying in it); to clarify pedagogy essential purposes; and, finally, to developed and implement practical educational process at school, in which inter-culture is transformed from a side event to a deep structure of classroom practice at every level. Because inter-culture is no extra option, but rather today’s school

    L'importanza interculturale nell'oggi. La (nostra) Karima

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    Il contributo indaga il difetto intellettuale di pensare la multiculturalità come una dimensione esogena (e/o epifenomenica) alla società: la discronia tra un ben supponibile carattere di realtà e una comune percezione di realtà ha una decisiva influenza sulla dimensione umana e sociale (idee, letture, comportamenti), vale a dire proprio sugli aspetti di realtà che riguardano le scienze sociali, la pedagogia e quindi l’educazione. L’articolo sviluppa un’analisi di caso, quello di Karima, nel quale emergono le problematicità e gli esiti paradossali che ci possono essere nella coniugazione di buoni intendimenti educativi e inconsapevole incapacità di leggere la dimensione multiculturale e la sua sottile complessità

    L’intercultura oltre il velo. Una ricerca piccola per un cambiamento concreto

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    Multiculture is an integral part of the contemporary landscape. Despite this, and because of our habit to see it (especially in the common rhetorical discourses), there is a pervasive “veiling” imaginary related to cultural difference, which also affects the way we promote intercultural pedagogy and classroom practice. To go beyond that “veil”, we need to better understand the macro- and micro- multicultural context in which we are in, and to develop and implement practical educational process at school, in which interculture is transformed from a side event to a deep structure of classroom practice at every level. To do this, there are plenty aspects to consider: this paper argues that one of them concerns a different way to do educational research, apparently “small”, but actually situated, deep and “on a person scale”. *** La realtà multiculturale è lo sfondo sul quale si gioca la complessità dell’odierno. Nonostante questo, e a causa dell’abitudine del nostro sguardo (ben influenzato dalla retorica di senso comune), la diversità culturale appare “velata” da un immaginario pervasivo, oltre al quale non riesce ad arrivare nemmeno tanta pedagogia interculturale e pratica didattica. Per scostare questo “velo”, abbiamo bisogno di riscoprire la diversità culturale, tanto a livello generale quanto nel concreto della nostra esperienza, e di promuovere un processo educativo alternativo alla retorica e nel quale l’intercultura si trasforma da evento laterale a innervatura profonda della pratica scolastica ad ogni suo livello. Per far ciò, è necessario agire a molti e diversi livelli: il presente contributo argomenta che uno di questi attiene ad una certa ricerca educativa, che può apparire magari piccola, ma che, in quanto situata e profonda, può mirare a cambiamenti “a misura di persona”

    Formazione al lavoro educativo: ragioni e risultati di un impianto modellistico

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    Il contributo, a partire da un caso concreto, intende dar conto delle ragioni e dei risultati resi possibili grazie all’adozione di un originale impianto formativo di matrice modellistica. Quest’ultimo, superando i limiti tanto degli approcci trasmissivi quanto di quelli costruzionisti, può garantire sia una funzione giustificativa e fondativa del discorso pedagogico, sia una funzione euristica e applicativa dei dispositivi pratico-progettuali da esso ricavabili. Nel verso dei risultati esperiti, si può ritenere che tale logica d’impianto possa essere una delle più proficue, solide e sostenibili per lo sviluppo di organizzazioni e di professionalità educative

    Formazione interculturale. Ragioni e direzioni per le professionalità educative

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    La complessità dell’epoca contemporanea, le ambivalenze e la dinamicità dei mutamenti in atto, ripropongono, per molti aspetti, la centralità della dimensione pedagogica e, conseguentemente, la qualità della formazione nelle professionalità educative. È il caso, tra altri, dell’evoluzione multiculturale delle nostre società: la risposta pedagogica dell’intercultura, come si avrà modo di argomentare, rappresenta tanto un percorso cruciale per l’educazione contemporanea e la sostenibilità sociale, quanto una nuova e trasversale istanza formativa per le professionalità a carattere educativo. È necessario allora individuare le ragioni e le direzioni percorribili di tale prospettiva formativa

    L'intercultura in bilico. Scienza, incoscienza e sostenibilità dell'immigrazione.

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    Sul ruolo, sul peso e sul futuro degli stranieri in Italia viene detto di tutto. Dietro alle strumentalizzazioni e alla mancata presa di consapevolezza di quelli che sono i reali portati, positivi e negativi, rimane una sostanziale inscoscienza del fenomeno migratorio. Eppure evitare di conoscere questa nostra realtà sociale non preserva dal farne già parte. Preserva invece da un'autentica possibilità di governo e integrazione. Finiamo per non accorgerci che l'integrazione è oggi più che mai in bilico, sospesa tra problematiche sovrarappresentate e preziosi processi integrativi, già in corso e del tutto trascurati. La ricerca empirica, in tal senso, può essere illuminante. Quella proposta ha l'ambizione di fornire un modello per un'integrazione interculturale praticabile e sostenibile, una sorta di mappa utile a intraprendere un cammino concreto
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