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Prefazione a Agnese Bertazzoli, Il ruolo delle biblioteche nell’università. Un progetto per valutare l’impatto sulla società, Milano, Editrice Bibliografica, 2024.
Il contesto in cui operano le biblioteche delle università è in continua evoluzione. Cambiano le priorità e i bisogni negli ambiti della ricerca, della didattica e della terza missione; cambiano le istanze del presente, con l’emersione di nuovi bisogni da parte dei singoli individui e della società. Le biblioteche non possono rimanere indifferenti a questi mutamenti: come fornire, allora, un contributo al perseguimento degli obiettivi degli atenei d’appartenenza? Come generare un impatto concreto sulla vita delle persone? Questo volume propone un ribaltamento del concetto di impatto: non più solo qualcosa che si valuta, ma anche e soprattutto qualcosa che è necessario progettare. A partire dai dati e dalle narrazioni raccolti nel corso delle sue ricerche, dalla centralità del dialogo con i membri delle governance accademiche e dal confronto con altri ambiti disciplinari, l’autrice propone un percorso per la progettazione dell’impatto – oltre che per la sua valutazione – e una riflessione sull’allineamento come chiave di lettura per progettare un orizzonte futuro per le biblioteche delle università italiane
Le dimensioni latenti emerse dal questionario: appunti per una riflessione sul futuro della professione bibliotecaria
Non si può riflettere sullo stato di salute delle biblioteche senza prima conoscere in profondità
lo stato di salute della professione, dei lavoratori che sono i veri protagonisti del servizio e gli
attivatori della vitalità delle biblioteche stesse.
Non si possono progettare servizi, spazi e collezioni senza prima comprendere quali sono le
condizioni lavorative di chi deve gestire e dare continuità a tali progetti.
Non si può pensare che la qualità lavorativa dei bibliotecari non sia strettamente connessa alla
qualità dei servizi messi a disposizione dei cittadini e di conseguenza all’impatto prodotto dalle
biblioteche sulla società.
Questo volume, nato dalle evidenze emerse da un progetto di ricerca commissionato dalla
Sezione Marche dell’AIB al Laboratorio di Biblioteconomia Sociale e Ricerca Applicata alle
Biblioteche (BIBLAB) della Sapienza Università di Roma, vuole portare il lettore a riflettere su
queste e molte altre questioni che toccano il lavoro bibliotecario e fornire una nuova, prospettiva
attraverso cui guardare, capire, migliorare il mondo delle biblioteche
Profilo, attività, competenze e benessere delle persone che operano nelle biblioteche marchigiane
Non si può riflettere sullo stato di salute delle biblioteche senza prima conoscere in profondità
lo stato di salute della professione, dei lavoratori che sono i veri protagonisti del servizio e gli
attivatori della vitalità delle biblioteche stesse.
Non si possono progettare servizi, spazi e collezioni senza prima comprendere quali sono le
condizioni lavorative di chi deve gestire e dare continuità a tali progetti.
Non si può pensare che la qualità lavorativa dei bibliotecari non sia strettamente connessa alla
qualità dei servizi messi a disposizione dei cittadini e di conseguenza all’impatto prodotto dalle
biblioteche sulla società.
Questo volume, nato dalle evidenze emerse da un progetto di ricerca commissionato dalla
Sezione Marche dell’AIB al Laboratorio di Biblioteconomia Sociale e Ricerca Applicata alle
Biblioteche (BIBLAB) della Sapienza Università di Roma, vuole portare il lettore a riflettere su
queste e molte altre questioni che toccano il lavoro bibliotecario e fornire una nuova, prospettiva
attraverso cui guardare, capire, migliorare il mondo delle biblioteche
Il paradigma della biblioteca sostenibile, a cura di Giovanni Di Domenico; con Anna Bilotta, Concetta Damiani, Rosa Parlavecchia. Milano: Ledizioni, 2021. 231 p. ISBN 9788855265768 (car-taceo); 9788855265775 (e-book: EPUB).
Recensione del volume Il paradigma della biblioteca sostenibile, a cura di Giovanni Di Domenico, con Anna Bilotta, Concetta Damiani, Rosa Parlavecchia. Milano: Ledizioni, 202
Biblioteche accademiche generatrici di innovazione e sostenibilità
Biblioteche accademiche generatrici di innovazione e sostenibilità
Le biblioteche delle Università possono generare innovazione e sostenibilità? In che modo? Il contributo propone una riflessione sul ruolo che le biblioteche accademiche svolgono in relazione alla generazione di innovazione sociale e culturale nel paradigma della sostenibilità. Tale ruolo, del quale gli Atenei italiani non colgono ancora pienamente le potenzialità, è cruciale per il riposizionamento strategico delle biblioteche nelle Università d’appartenenza.
L’Agenda 2030, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il progetto Bes dell’Istat sono le bussole che permetteranno di individuare alcune delle occasioni che le biblioteche accademiche hanno per generare innovazione e sostenibilità. Un approfondimento sarà dedicato alla transdisciplinarità e alle relazioni tra Università, biblioteche e territorio, preziose opportunità d’innovazione che verranno collegate alle parole chiave impatto, comunità, prossimità
Gaeta e i suoi exultet: riflessioni sul legame tra la città e le opere attraverso lo studio di alcune iconografie
L’articolo analizza le varianti iconografiche che caratterizzano i tre Exultet del Museo Diocesano di Gaeta e che distinguono le illustrazioni miniate su di essi dalle scene di analogo soggetto raffigurate sugli altri rotoli liturgici dell’Italia meridionale. Negli Exultet II e III (datati rispettivamente alla seconda metà del secolo XI e ai primi decenni del XII) un mostro marino è raffigurato tra le acque del Mar Rosso mentre inghiotte il faraone. Nel secondo rotolo il mostro è simile a una balena, mentre nel terzo è dotato di una testa canina e di un corpo serpentiforme. Ai confronti proposti dalle ricerche precedenti con il gruppo di amboni raffiguranti Giona e la balena (tipici della produzione campana dei secoli XII e XIII) questo articolo aggiunge quello tra la creatura del terzo rotolo e il mostro scolpito su un
rilievo antico murato alla base del palazzo dell’ipata Giovanni I, centro del potere del ducato di Gaeta. Nell’Exultet I (datato ai primi decenni del secolo XI), la scena della Mater Ecclesia è caratterizzata dall’insolita presenza di due figure nimbate, irriconoscibili a causa di una lacerazione della pergamena. Per queste si propone un’identificazione con i santi patroni di Gaeta, Marciano ed Erasmo. Il dettaglio di un cono dorato, retto da mani velate in corrispondenza di una colonna della chiesa, potrebbe essere infatti interpretato
come la raffigurazione delle reliquie di Erasmo, rinvenute proprio all’interno di un pilastro della cattedrale cittadina. La possibile dipendenza del mostro marino dell’Exultet III dalla creatura del rilievo antico e il riferimento all’invenzione delle reliquie nella raffigurazione della Mater Ecclesia costituirebbero una prova a favore della tesi, mai confermata, che indica Gaeta come sede dello
scriptorium in cui furono copiati e miniati i tre rotoli liturgici.This paper analyses the iconographic variations that characterize the three Exultet rolls of Gaeta’s Diocesan Museum and distinguish their illuminations from scenes with similar subject portrayed on other liturgical rolls of Southern Italy.
In Exultet II and III (dating from the second half of the 11th century and the first decades of the 12th respectively) is pictured a sea monster that swallows the Egyptian pharaoh in the Red Sea. In the second illuminated roll that monster is similar to a whale, while it has a dog head and a snake body in the third one. Preceding researches compared these Crossing of the Red Sea scenes to a group
of pulpits portraying Jonah and the whale (produced in Campania between the 12th-13th century). This paper adds a new comparison between the creature of the third Exultet roll and the monster carved on an ancient fragment walled in the Palace of hypatus John I, the centre of power in the Duchy of Gaeta. In Exultet I (dated to the first decades of the 11th century), the Mater Ecclesia scene is characterized by the unusual presence of two characters – unrecognisable because of a parchment’s laceration – depicted with nimbus. These two could be identified with the patron saints of Gaeta, Marciano and Erasmus. The detail of a golden cone, carried by veiled hands near to a column of the church, could be the representation of Erasmus’ remains, found inside a pillar of the city’s cathedral. The possible connection between the sea monster pictured in the Exultet III and the creature sculpted on the ancient relief and the reference to the recovery of Erasmus’ remains in the Mater Ecclesia scene could be evidence to support the theory, never confirmed, which holds that the scriptorium where the three Exultet rolls were copied and illuminated was located in Gaeta
Commento interpretativo ai dati sulle biblioteche della Sapienza
Attualmente le strutture, i servizi e le attività delle biblioteche della Sapienza Università di Roma risultano fortemente eterogenei. Nel 2019 un’indagine ha cercato di spiegare come tale eterogeneità influisca – o potrà influire in futuro – sul ruolo e sull’impatto che le strutture bibliotecarie hanno: a partire dall’analisi e dalla reinterpretazione dei dati di performance raccolti dal Sistema bibliotecario si è proposta una segmentazione delle biblioteche Sapienza per tipo di ruolo attualmente ricoperto. L’indagine si è poi concentrata sul futuro delle biblioteche: i responsabili di alcune biblioteche della Sapienza sono stati intervistati a proposito dei comportamenti che le biblioteche dovranno adottare in futuro per mantenere o rafforzare la loro funzione di supporto alle tre missioni universitarie. Oltre ad alcuni spunti per il miglioramento della comunicazione tra biblioteche, dall’indagine sono emersi quattro diversi tipi di ruolo che le biblioteche della Sapienza rivestono e l’intenzione per il futuro – condivisa dai bibliotecari e dal Sistema bibliotecario Sapienza – di muoversi verso un unico modello di biblioteca, che riesca a ricoprire un ruolo e ad avere un impatto su tutte le missioni universitarie.The libraries of the Sapienza University of Rome are highly different, for structures, services and activities. In 2019 a survey attempted to explain how this heterogeneity affects - or may affect in the future - the role and impact that the libraries have. The analysis and reinterpretation of the performance data (collected by the Sapienza library System) gave as a result the segmentation of the libraries by type of role they currently play. Then the survey focused on the libraries’ future: eight interviews with the managers of Sapienza libraries focused on the behaviour that the libraries should adopt in the future in order to maintain or strengthen their support function for the university missions. In addition to some ideas for the improvement of the communication between libraries, the survey revealed that the Sapienza libraries currently play four different types of role and that librarians and the University library System share the intention for the future to move towards a single model of library, that manages to play a role and have an impact on all university missions
Culture e funzione sociale della biblioteca: memoria, organizzazione, futuro. Studi in onore di Giovanni Di Domenico
Recensione al volume "Culture e funzione sociale della biblioteca: memoria, organizzazione, futuro. Studi in onore di Giovanni Di Domenico
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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