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Perceptual musical analysis: Segmentation and perception of tension
Recent investigations have studied the processes of segmentation and perception of the points of tension which occur while listening to tonal and post tonal music. The present study aims to investigate the criteria people use to segment and memorise post tonal pieces. © 2000, European Society for the Cognitive Sciences of Music. All rights reserved
O MIROR-Impro na educação infantil: cenários de exploração e improvisação musical
As páginas a seguir irão descrever alguns contextos de uso do MIROR- -Impro na educação infantil. Os relatos são o resultado de atividades realiza- das por nós ao longo de 10 anos de experimentações com sistemas musicais interativos- reflexivos com crianças da educação infantil e ensino funda- mental I (ver Addessi & Pachet, 2005; 2006; Addessi 2013; Ferrari & Addessi, 2014). Conforme descrito anteriormente neste volume (Addessi, 2015), a Plataforma MIROR, com seus três componentes, permite que a criança vivencie experiências sonoras, visuais e motoras de forma criativa. Esse tipo de experiência é preconizado pelas Diretrizes Nacionais para o Currículo do Jardim de Infância/Itália (2012), que afirma o papel cognitivo e expressivo da música, como forma de arte, dentro de uma experiência integradora
La musica fa storia. Divertimenti da camera. Concerto dei Solisti dell'Ensemble Galanterie a Plettri
Programma
Anonimo
Trio. A due mandolini e Basso (ms Gimo 359)
Senza indicazione | Largo | All:°
Emanuele Barbella (Napoli, 1718-1777)
Sonata a due mandolini (ms Gimo 14)
I mov.: Andante, e con espressione
Emanuele Barbella
Duetto a due mandolini (ms Gimo 13)
III e IV movimento: Minuetto. Alla francese | Gavotta
Michel Corrette (Rouen, 1707 – Parigi, 1795)
Sonnate Pour la Mandoline, per mandolino e basso (in Nouvelle Méthode pour apprendre à jouer en très peu de tems la Madõline, 1772)
II movimento: Andante
Gabriele Leone (c. 1725 – c. 1790)
Sonata IV (in Six Sonates pour la Mandoline, avec la Basse. Œuvre IIE)
I movimento, senza indicazione
Michel Corrette
Allemande | Le Cotisèe, per due mandolini
in Nouvelle Méthode pour apprendre à jouer en très peu de tems la Madõline, 1772
Giovanni Battista Gervasio (c.1725-c.1785)
Sinfonia a due mandolini, è Basso (ms Gimo 149)
II movimento: Larghetto Andantino
Antonio Riggieri (c. 1780s)
La Fustemberg, Variationi N°. 10
per mandolino solo
Giovanni Battista Gervasio
Sinfonia a due mandolini, è Basso (ms Gimo 149)
III movimento: All:° assaj spiritoso
Domenico Scarlatti (1685-1757)
Sonata K. 77
Moderato e cantabile | Minuetto
Giovanni Fouchetti (1757-1789)
Sonata Quarta (in Mèthode pour apprendre facilement à jouer de la mandolin à 4et à 6 cordes, 1771)
Andante | Allegro
Emanuele Barbella
Duetto III (in Six Duos pour deux Violons ou deux Mandolines Avec une Basse ad Libitum)
II movimento: Canzona alla napoletana
Il concerto è dedicato al mandolino napoletano del XVIII secolo. E’ agli anni Quaranta di questo secolo, infatti, che gli organologi fanno verosimilmente risalire le prime tracce di quel nuovo mandolino a 4 ordini, accordato per quinte come il violino, con corde metalliche pizzicate con un plettro ricavato da penna di uccello, ponte mobile e curvatura della tavola armonica, che andrà man mano sostituendo il mandolino “barocco” a 4, 5 e 6 cori, accordato per quarte e suonato prevalentemente con i polpastrelli. Nella seconda metà del Settecento, il nuovo mandolino, suonato sia nelle famiglie altolocate sia nella strada, si diffuse da Napoli in tutta Europa, grazie ai numerosi musicisti, compositori e mandolinisti napoletani che viaggiarono e insegnarono nelle maggiori città europee, scrivendo i primi metodi e producendo un ampio repertorio di sonate, duetti, trii e concerti per mandolino.
Le composizioni che verranno eseguite rappresentano infatti degli esempi brillanti dello “stile galante” e della cosiddetta Scuola napoletana del XVIII sec. Un repertorio mandolinistico squisitamente “urbano” e aristocratico, composto per essere suonato da virtuosi o anche da amatori, per “conversazioni tra amici” nelle mura domestiche, o per il solo diletto personale, nel quale ritroviamo echi di novene di Natale, ninne-nanne, danze, “affetti” vocali nelle melodie dei tempi lenti, repentini cambiamenti e allusioni stilistiche allo stile contrappuntistico e barocco. Un tipo di repertorio diffuso, eseguito e ascoltato nelle maggiori capitali Europee dell’epoca, in un’Europa ricca di scambi e illuminata da un’aristocrazia e dalla nascente ricca borghesia artistica e imprenditoriale.
I compositori dei brani che saranno eseguiti provengono quasi tutti dall’area napoletana. Emanuele Barbella (Napoli, 14 aprile 1718- Napoli, 1 gennaio 1977) studiò violino e composizione al Conservatorio di Santa Maria di Loreto e fu compositore, virtuoso violinista e insegnante. Le sue composizioni per mandolino mostrano uno stile compositivo raffinato e colto. Antonio Riggieri (c. 1780s) è stato uno dei mandolinisti italiani che hanno insegnato e composto a Parigi nella seconda metà del XVIII secolo. Le sue 10 variazioni sul tema della Fustemberg rappresentano la sua opera più conosciuta, benché abbia scritto una serie di composizioni per mandolino, in particolare duetti. Giovanni Battista Gervasio (c.1725-c.1785) è stato virtuoso mandolinista e didatta, viaggiando da Napoli nelle maggiori capitali europee dell’epoca, pubblicando a Parigi il Méthode très facile pour apprendre à jouer de la Mandoline à quatre Cordes, 1767. La sua scrittura si nutre e allo stesso tempo esalta le potenzialità espressive, idiomatiche e organologiche del nuovo mandolino napoletano. Giovanni Fouchetti (1757-1789) è stato attivo soprattutto a Parigi e ha pubblicato uno dei primi metodi per lo strumento napoletano (1771). Michel Corrette (Rouen, 1707 – Parigi, 1795) è stato organista, compositore e insegnante francese, ed è ricordato per i numerosi metodi scritti per lo studio della tecnica di molti strumenti, fra i quali il Nouvelle Méthode per il mandolino. Sarà infine proposta la Sonata K 77 di Domenico Scarlatti (Napoli, 26 ottobre 1685 – Madrid, 23 luglio 1757), in una interpretazione originale con mandolino e colascione
Il profilo professionale dell’insegnante della scuola dell’infanzia e della scuola primaria per l’educazione musicale di base
Il profilo professionale dell’insegnante della scuola dell’infanzia e della scuola primaria che insegna anche educazione musicale presentato in questo capitolo del Manuale è stato elabora to alla luce di una visione che vede da una parte la musica come uno dei lin guaggi espressivi fondamentali per il bambino e dall’altra l’educazione al suo no e alla musica in una prospettiva di didattica attiva nella quale il bambino è al centro dell’apprendimentoIn questo capitolo cercheremo di dare alcune risposte a queste domande, partendo dai risultati che ci vengono offerti dagli studiosi che si sono occupati di questo specifico argomento, presentando una descrizione delle caratteristiche epistemologiche della disciplina dell'educazione musicale di base e proponendo infine un modello di profilo professionale che descriva un quadro "dinamico" delle competenze, intese come saperi, abilità e attitudini, che un insegnante curricolare dovrebbe possedere per insegnare l’educazione musicale di base nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria
Uma experiência inclusiva com a plataforma MIROR e a LIS-Língua italiana de sinais em uma escola de ensino fundamenal I
Este capítulo apresenta uma atividade didática realizada no contexto inclusivo de uma escola primária italiana, com uma criança surda, seus colegas e professores. Utilizamos o MIROR-Impro, um dos três componentes da Plataforma MIROR, que é um sistema reflexivo particular, implementado no âmbito do Projecto Europeu MIROR - Musical Interaction Relying On Reflexion39, para potencializar a criatividade musical das crianças
Diálogos reflexivos entre música, movimento e tecnologia
Neste capítulo iremos propor a utilização do software MIROR-Impro, sugerindo caminhos de exploração e improvisação tanto com som como com movimento. Na verdade, para além das áreas especificamente musi- cais para as quais o MIROR-Impro foi implementado (ver, por exemplo, as atividades didáticas apresentadas em outros capítulos deste volume), o professor também pode usar o software no campo da dança criativa, da dança educacional e da educação musical relacionada ao movimento e vice- -versa. Pode ser utilizado em escolas públicas, escolas de dança, escolas de música onde haja interesse e atenção à relação entre música e movimento. A ideia por trás das atividades que propomos é que o MIROR-Impro pode ser usado tanto para interação reflexiva musical como para desenvolver interação reflexiva dentro da experiência motora
Creative Practice and Refexive Musical Interaction with an Adolescent with Autism
In this chapter we explore the process of musical interaction of adolescent with Autistic Spectrum Disorder, mediated by a specific technology: the MIROR-Impro, an interactive reflexive imusical system
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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