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    Metropoli ed edifici-mondo. Tre esempi nell'Architettura paulistana

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    I progetti presi in esame in questo scritto mostrano in maniera diagrammatica il complesso rapporto che intercorre tra la variegata casistica di forme e di modalità d’uso dell’architettura e il suo ruolo sociale nella eterogenea collettività metropolitana di San Paolo. Tutti e tre sono diventati, col tempo, delle amate icone di una megalopoli di più di venti milioni di abitanti, e in cui l’umanità che li frequenta, in modi e numeri differenti, riesce a riconoscersi integralmente nel loro linguaggio e nei loro spazi. Sono tre progetti molto diversi tra loro per dimensioni, per destinazioni d’uso e per le differenti occasioni costruttive che hanno portato alla realizzazione dei singoli manufatti: un edificio costruito ex novo (la FAU); una ristrutturazione integrale di un complesso industriale con cubatura aggiunta e cambio di destinazione d’uso (il SESC Pompeia); e un’architettura a zero cubatura, una pensilina filtro (la Marquise del Parco Ibirapuera). Anche i progettisti provengono da esperienze biografiche molto diverse tra loro: nessuno dei tre è nato a San Paolo, e “dona Lina”, come viene chiamata con affetto in Brasile, nasce addirittura in un altro continente (Roma 1914) e si trasferirà a San Paolo solo nell’immediato dopoguerra. Ma mentre la Bo Bardi e Vilanova Artigas - che è quello più prossimo all’area paulista essendo nato a Curitiba nel 1915 - faranno di San Paolo la loro città d’elezione, Niemeyer rimarrà la quintessenza dello spirito carioca per tutta la sua lunghissima vita

    La figura della città nuova. Il Piano per Tokyo 1960 Tange Lab : (Kenzo Tange con Koji Kamiya, Arata Isozaki, Sadao Watanabe, Kisho Kurokawa, Heiki Koh)

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    In 1957, the Tokyo Regional Plan proposed to decompress the pressure on the centre of the capital, the population of which had risen from 3 million and a half in 1945 to almost 10 million in the 1960s – tripling the number of inhabitants in 15 years – by creating a series of satellite cities around the edge of the urban sprawl. Ten alternative projects were proposed over the next four years by various interested parties ranging from high state bureaucrats and business executives to well-established professionals and young up-and-coming Japanese architects. All these solutions, contrary to the official project, focus future development of the conurbation on the bay facing the city. By far the best-known and the most interesting, for the repercussions it will have on epistemological and disciplinary debate in years to come, is the second proposal presented by Kenzo Tange and his group of collaborators, formed by young architects who will soon become some of the preeminent figures of Metabolism
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