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Introduzione
«può darsi che l’esplosione del fenomeno dei registi/scrittori abbia un segno anche molto diverso a seconda dei casi: per chi appartiene toto corde al Novecento, alla concezione classica della letteratura, quella transizione ci parla probabilmente non solo della retrocessione di quest’ultima nell’assetto dei saperi, ma in un certo senso anche dell’insufficienza del cinema [...]. Per altri, magari anche di una generazione diversa, potrebbe parlarci invece di un livello diverso di ibridazione, con scambi più significativi, dal punto di vista tematico, ma anche strutturale e stilistico, tra le due sfere: che negli “autori” [...] ha il tratto del gioco ambiguo, della strizzatina d’occhio, della nonchalance: atteggiamenti che presuppongono se non altro un’allusione a ciò che la letteratura e il cinema erano una volta (ed ecco il citazionismo, l’ambizione estetica, in qualche caso una certa sprezzatura che sa però di snobismo). Mentre per altri, siano essi giovani corsari o personalità più legate all’industria culturale, ha il sapore di una sostanziale interscambiabilità degli strumenti con cui accedere a questa galassia magmatica che è la letteratura della mediosfera o la mediosfera letteraria, come dir si voglia.
Se così fosse, è possibile che questo fenomeno degli scrittori/registi e dei registi/scrittori ci parli oggi, diversamente dal passato, della questione di una residualità della letteratura, e addirittura, più indirettamente, di una residualità del cinema
"La signora di tutti" da Gotta a Ophuls
Il saggio dà conto delle caratteristiche del romanzo "La signora di tutti" di Salvator Gotta, e procede a un confronto con l'omonimo film di Max Ophuls, unica produzione italiana del regista, evidenziando le felici innovazioni strutturali, le significative variazioni tematiche e le importanti scelte stilistiche di una realizzazione meno nota, ma molto significativa, del grande maestro
Patrie
Il saggio discute l'uso dei concetti di patria e nazione nell'opera di Ippolito Nievo, verificando in particolare le occorrenze e l'uso che egli fa dei suddetti termini nelle "Confessioni d'un Italiano", scritte nel 1858, e negli scritti politici "Venezia e la libertà d'Italia" e "Rivoluzione politica e rivoluzione nazionale" (1859)
Interferenze. Registi/scrittori e scrittori/registi nella cultura italiana. Con un'intervista a Gianni Amelio
Nella cultura italiana la categoria degli scrittori/registi o dei registi/scrittori ha fatto la sua comparsa sin dagli albori del cinema e registra negli ultimi anni una significativa crescita. Il volume indaga il fenomeno dal punto di vista sia teorico che storico, soffermandosi in particolare sulle zone di interferenza tra i due codici in diversi autori: oltre ai casi storicamente più noti rappresentati da Pasolini e Soldati, si approfondisce il lavoro di altre figure le cui forme espressive si sono sviluppate sia nella scrittura che nel cinema, da Febo Mari a Curzio Malaparte, da Eduardo De Filippo a Michelangelo Antonioni, da Nelo Risi a Luigi Malerba, passando per Carmelo Bene, Fabio Carpi, Gianni Celati e Ermanno Cavazzoni, sino a giungere alla strettissima contemporaneità con Pupi Avanti, Roberto Andò, Paolo Sorrentino, Mario Martone e Gianni Amelio.
I contributi sono di Pierpaolo Antonello, Adone Brandalise, Denis Brotto, Luciano De Giusti, Cesare De Michelis, Giulio Iacoli, Lucrezia Lanzi, Denis Lotti, Attilio Motta, Furio Orsitto, Stefania Parigi, Gloria Pastorino, Maria Procino, Franco Prono, Thea Rimini, Cosetta G. Saba, Carlo Tenuta, Giorgio Tinazzi, Enrico Zucchi, e includono una conversazione con Gianni Amelio
Voci per Nievo. Un dizionario tematico
Voci per Nievo è un dizionario tematico che dà conto dei molteplici aspetti dell’opera e della personalità di uno scrittore straordinario e all’eccezionale contesto storico in cui operò. Noto soprattutto per il capolavoro delle Confessioni d’un Italiano, Ippolito Nievo (1831-61) fu infatti autore anche di poesie e novelle, pièce teatrali e pamphlet politici, articoli giornalistici e divertissement filosofici, lettere e traduzioni, e altresì assoluto protagonista del Risorgimento, in una vita tanto breve quanto intensa che lo vide partecipare alla Spedizione dei Mille e assumerne il ruolo di Vice-Intendente alle Finanze.
Da Almanacchi a Venezie, il dizionario annovera 28 “voci”, intese nel duplice significato di lemmi di accesso al mondo nieviano e di plurali espressioni dei diversi punti di vista di chi le ha redatte, in un dialogo tra metodi e approcci che converge in un tributo di (ri)conoscenza ad un autore amato.
Voci per Nievo è il risultato finale del Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale 2017 “Ippolito Nievo e la cultura letteraria del Risorgimento: contesti, paradigmi, riscritture (1850-1870)”, che ha visto la felice collaborazione delle unità di ricerca delle università di Udine (Silvia Contarini, Principal Investigator), Padova (Attilio Motta), Perugia (Simone Casini e Sandro Gentili) e Verona (Alessandra Zangrandi), allargandosi per quest’opera a studiose e studiosi di altre università e istituzioni culturali italiane ed estere
Spartito per immagini. Pratiche teatrali e problema della visione nel primo cinema di Max Ophuls
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