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Dieci anni (2009-2019) di Premio «G. Canuto» per tesi di laurea in Interlinguistica ed Esperantologia. Con cinque interventi linguistici a Parma
Alessandro Bausani (1921 – 1988) fra Orientalismo, Interlinguistica e Fede Bahá’í. A 30 anni dalla morte
Le minoranze linguistiche in Turchia: il caso del curdo
La storia della lingua curda (più nello specifico del kırmanci), da “turco della montagna” a “lingua tagliata”, fino ai più recenti tentativi di riconoscimento in una Turchia che aspira a entrare nell’Unione Europea, ben si inquadra nel ricco e produttivo dibattito sui Diritti Linguistici. All’interno della riflessione sulla diversità linguistica d’Europa e del Mediterraneo, la presente comunicazione intende offrire spunti di riflessione da un punto di vista insieme linguistico-culturale e legale, inquadrando i principali aspetti socio-linguistici del kırmanci (dalla rivoluzione kemaliana alla contemporaneità) all’interno della legislazione turca relativa alle minoranze linguistiche e culturali nel Paese (dal caso della parlamentare Leyla Zana alle più recenti rivendicazioni), ricostruendo la situazione della minoranza curda di Turchia, nei suoi tratti più significativi, e le ricadute linguistiche di una situazione socio-politica in pieno fermento. Il presente articolo si inserisce in un più vasto interesse per la realtà curda (nella sua versione kırmanci), che va dall’approfondimento per la lingua (D. Astori, Parlo curdo, Vallardi Editore, Milano 2006) ad aspetti più storico-sociali, legati anche al paese che la ospita (D. Astori, “La Turchia è un Paese europeo?”, in Tonominore II (1997), pp. 28-34; “La Turchia è un paese europeo? Note a margine di un viaggio a cavallo delle recenti po-litiche”, in Storia e problemi contemporanei 47/a. XXI, gen.-apr. 2008, pp. 139-152)
Il viaggio di Bertoldo, Bertoldo in viaggio, fra Italia e Moldavia a cavallo dei secc. XVII e XVIII
Le sottilissime astuzie di Bertoldo, romanzo popolare che il bolognese Giulio Cesare Croce della Lira scrisse nel 1592 (come prodotto di una lunga tradizione che affonda le radici nel mondo ebraico, e in particolare nel corpus delle leggende relative a re Salomone, tradizione che si è mescolata con quella latina in Occidente e quella slavo-bizantina in Oriente dando luogo a un filone culturale tradizionale pan-balcanico, prima, e, a seguire, europeo più in generale), presenta da sùbito un numero cospicuo di traduzioni in lingue europee, così schematizzabile (come ricostruito in ASTORI 2010: 31). All’interno di una presentazione più generale del ricco intreccio che le diverse versioni di tale testo hanno prodotto (per altro già condotta in ASTORI 2010, da cui si riprenderanno le note essenziali), il contributo intende approfondire cause e dinamiche della fortuna della figura del Bertoldo, valorizzando (come fra l’altro proposto nel Call) “i rapporti con i contesti storico-culturali in cui il testo è stato concepito e recepito”, più nello specifico quelli fra l’Italia e la Moldavia nei secc. XVII-XVIII, il periodo in cui il ‘viaggio di Bertoldo’ ha toccato, con la traduzione del 1774, tale regione romanza
Inter Scienca Komunikado kaj Lingvaj Rajtoj (el la itala vidpunkto en eŭropan kadron). Memore al Arrigo Castellani
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