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    water in glass: innovazione di involucro

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    Il tema centrale è l'innovazione di involucro, con riferimento particolare alle tecnologie attive volte al risparmio energetico e - più nello specifico - applicate all'involucro per il controllo microclimatico indoor, in termini anche di qualità architettonica. In particolare, si studia l'applicazione in architettura di un "nuovo" materiale, l'acqua, indagando l'innovazione di involucro trasparente e non solo. Partendo da una riflessione che individua l'elemento di chiusura dell'edificio come frontiera di ricerca applicata nella logica di un atteggiamento energicamente consapevole, si è affrontata una sperimentazione relativa ad un componente tecnologico di involucro (costituito da un serramento nel quale l'intercapedine dei vetri "ospita" l'acqua) e si confronta con alcune declinazioni di significato relative al concetto di innovazione tecnologica in architettura. La sperimentazione è il motore della tesi e riguarda un sistema di chiusura trasparente in cui l'acqua è un elemento tecnico-prestazionale che si intende proporre anche nelle sue ricadute formali. L'attività sperimentale si è concretizzata attraverso il rapporto con l'operatività di alcune imprese del settore. E' stata particolarmente significativa la collaborazione con una azienda locale specializzata nella progettazione e costruzione di facciate continue, interessata ad inserire nella sua produzione un nuovo sistema di involucro edilizio e disposta ad avviare un percorso sperimentale di costruzione di un prototipo del componente tecnologico denominato: Water in Glass. La sperimentazione ha inizialmente tenuto conto dei risultati ottenuti dalle ricerche di uno spin-off spagnolo (Intelliglass, Madrid - partner con il quale era già stata avviata una collaborazione), nell'ipotesi di trasferire sul territorio italiano le innovazioni tecnologiche messe a punto nel laboratorio madrileno. L'ottica è stata quella non di un meccanico adattamento ad un contesto differente - sia geograficamente che culturalmente -, quanto di un affinamento e implementazione di quanto prodotto dallo spin-off. Il percorso di ricerca ha riguardato quindi le potenzialità di adattamento al contesto economico, climatico, produttivo e culturale italiano ed è stato portato avanti in un team multidisciplinar

    Il dibattito tecnica-forma nei percorsi di innovazione tecnologica. Due esperienze a confronto: Hardwood X-Lam e Water in Glass/ The debate technic-architectural form in the technological innovation field. Two research experiences compared: Hardwood X-Lam and Water in Glass

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    The contribution proposes a reflection on the role of technology in architectural research, analysing two different paths of innovation in the construction industry with the support of small and medium enterprises (PMI) by proposing new components for a more responsible way of construction. The relationship between technology and architecture design, declined through a strong early integration, is currently based on the concept of the "urgency of sustainability" which led to study, innovate and test new solutions in the design process. Innovation, understood as a "major factor that can significantly affect the quality in the design and construction of artefacts' (Losasso 2010), can then configure itself as a lever for change, understanding the direct relationship between the paradigm of sustainable development and quality in building practice. The technological innovation that embraces its role as a synthesis of the design field, the research and industrial practice, can come from ideas that are reflected in the experimentation with the support of the company, or industry, in a oriented preliminary research. The project X-Lam Piemonte (Callegari et al. 2010) is an experimental research that transfers a specific innovation in a local reality, optimising it on existing resources. The project "Water in glass" (Ariolfo 2009), start from the spin-off from a Spanish university, and is adapted to italian manufacture, focusing on the integration of the element within the entire architectural process (from concept to realisation ). Both actions are developed, following the directions of research DAPe (PhD in Architecture and Building Design) in Turin, guiding the study of technologies to the impact on architectural design. The aim of the two experiences is to achieve a quality result, through the interaction of different disciplines and collaborations, with direct involvement of the researcher in the project, explaining how the process of innovation can take place in new contexts. Il contributo propone una riflessione sul ruolo della tecnologia nella ricerca sul progetto architettonico, analizzando due differenti percorsi di innovazione nel settore edile con il contributo delle piccole medie imprese (PMI) nella direzione di proporre nuovi componenti per una costruzione più responsabile. La relazione tra tecnologia e progetto declinata nel disegno di architettura attraverso una forte integrazione fin dalle prime fasi, è attualmente basata sul concetto della “urgenza di sostenibilità” che spinge a studiare, innovare e sperimentare nuove soluzioni all’interno del processo progettuale. L'innovazione, intesa come «quel fattore rilevante in grado di incidere significativamente sulla qualità nella concezione e nella realizzazione dei manufatti» (Losasso 2010), può configurarsi quindi come leva per il cambiamento, interpretando quella relazione diretta tra il paradigma dello sviluppo sostenibile e la qualità nella pratica del costruire. L'innovazione tecnologica che si configura sempre più come sintesi tra campo del progetto, mondo della ricerca, e strutture industriali, potrà scaturire da idee che si concretizzano nella sperimentazione con il supporto dell'impresa, o dall'industria, in un percorso orientato da ricerche di base preliminari. Il progetto X-Lam Piemonte (Callegari et al. 2010) è un percorso sperimentale di ricerca che trasferisce un innovazione di settore in una realtà di riferimento, ottimizzandola sulle risorse esistenti. Il progetto “Water in glass” (Ariolfo 2009), parte da uno spin-off universitario spagnolo, e viene reinterpetato adattandolo al settore produttivo italiano; concentrandosi sull’integrazione dell’elemento all’interno dell’intero processo architettonico (dal concept alla realizzazione). Entrambe le azioni si sviluppano secondo le linee di ricerca del DAPe (Dottorato in Architettura e Progettazione edilizia) di Torino orientando lo studio delle tecnologie alle ricadute sul progetto di architettura. Le due esperienze si pongono l'obiettivo di raggiungere un risultato qualitativo , attraverso l’interazione di diverse discipline e collaborazioni, con un coinvolgimento diretto del ricercatore all’interno del progetto; spiegando come il processo d'innovazione possa avvenire in nuovi contesti

    Sharing Schoolyard Sharing. Interventi minuti nella città compatta. Il caso dei complessi edilizi scolastici

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    Si tratta della discussione pubblica ed esposizione degli esiti dei lavori progettuali degli studenti dell'atelier "Costruire nel costruito" del corso di laurea interfacoltà di Architettura sul tema del recupero e rivitalizzazione degli spazi destinati a funzione scolastica. La città europea ha concluso la sua fase di espansione: il processo è ora prevalentemente rivolto alla rigenerazione delle sue aree interne, ai grandi vuoti, alla centralità dello spazio pubblico, al rafforzamento delle identità urbane, alla cura del patrimonio di edifici e di territorio; questo processo produce interventi architettonici anche minuti ma attenti e sensibili alle loro complesse interazioni tecniche, sociali, culturali; progetti che stabiliscono relazioni fitte tra l'esistente e il nuovo, mediazioni, inclusioni, contaminazioni, piuttosto che proiettarsi verso una trasformazione radicale. Il progetto che reinterpreta e attribuisce nuovo senso funzionale ed espressivo ad un manufatto esistente (assumendo diverse figure concettuali quali "riciclo", "re-styling", "addiction", "infill", "sostituzione") trova esempi ricorrenti, spesso colti e raffinati, che testimoniano la necessità di un dialogo tra nuovo ed esistente, di integrazione tra settori disciplinari e operativi, di uno sforzo creativo che rinnovi pratiche e linguaggi consolidati nell'architettura contemporanea. Esigenze di nuova organizzazione spaziale e distributiva tramite accorpamenti, ampliamenti, demolizioni parziali e relative sostituzioni (a seguito degli ultimi provvedimenti di riforma scolastica), retrofit dell'involucro edilizio esistente (in risposta alle recenti direttive europee sull'incremento dell'efficienza energetica negli edifici pubblici), ripensamento dei cortili esterni come aree da porre a sistema con gli spazi aperti di fruizione collettiva circostante (in relazione al consolidarsi di pratiche di rigenerazione urbana): si tratta di tre questioni spesso affrontate con logiche settoriali e disgiunte. L'atelier si è proposto di indagare sul tema dell'architettura della scuola attraverso esplorazioni progettuali condotte - invece - proprio nella intersezione tra le tematiche accennate, a partire dalla convinzione che questa trasversalità possa determinare il valore scientifico e didattico di un approccio trans-disciplinare e trans-scalare nell'operare sul costruito esistente. Sono stati scelti tre casi studio realmente oggetto di interesse progettuale da parte degli enti competenti, rappresentativi di tre situazioni differenti a scala edilizia e micro-urbana. L'ipotesi di lavoro è stata la conferma della destinazione ad uso scolastico e la integrazione con nuove funzioni compatibili, in grado di allargare l'utenza ai residenti del quartiere: nuovi volumi ad uso sportivo, espositivo e di intrattenimento (ipogei, in elevazione, come completamento di cortine) determinano l'innesco di un processo di rivitalizzazione che parte dagli spazi connettivi sul lotto di riferimento e si innerva sull'intorno. Il lavoro è stato condotto in stretta sinergia con gli enti locali competenti in materia di edilizia scolastica. La discussione nell'ambito dell'esposizione ha restituito anche il loro punto di vista sui lavori progettuali svolt

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author Index

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    koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist

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    We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
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