1,721,002 research outputs found

    Come esprimere il potenziale creativo

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    Slide realizzate per un progetto (finanziato dalla Commissione Europea) che prevedeva un corso di formazione relativo allo sviluppo del potenziale creativo e la pubblicazione su sito internet

    Il Gruppo e la Community

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    In questi ultimi decenni il tema del gruppo è tornato alla realtà, grazie anche al-la venuta del world wide web. Da questo mondo virtuale sono arrivati direttamente nelle nostre vite nuovi concetti, nuove sensazioni e nuove idee. L'obiettivo di que-sto lavoro è quello di esplorare la conoscenza di due parole: quella consolidata, il Gruppo, e quella “nuova”, la Community. Pertanto, il presente elaborato indica alcune caratteristiche comuni a entrambi i soggetti analizzati: il gruppo e la comu-nità. Infatti possiamo trovare, dopo un attento studio, parole simili come: status, ruoli, leadership, reti di comunicazione ed altre loro tipiche caratteristiche

    Eterogeneità nelle organizzazioni: nuovi modelli di diversity management

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    Il tema della diversità invita le organizzazioni a confrontarsi sempre più frequentemente con una crescente diversificazione delle risorse umane (Rabl, del Carmen Tirana, 2014, Robbins, Judge, 2009; Venturini, 2009a). Molte aziende hanno affrontato da tempo il tema del diversity manager avendo all’interno gruppi eterogenei per cultura, genere, età, nazionalità e livelli di responsabilità. Questo lavoro intende quindi evidenziare la duplice natura della diversità: da un lato vi è il vantaggio di avere all’interno della propria struttura persone diverse, dall’altro questo potrebbe essere visto come un ostacolo per il funzionamento dei gruppi di lavoro, con effetti negativi sulla performance e sulla qualità della vita organizzativa (van Knippenberg, Schippers, 2007; Venturini, van Knippenberg et al., 2009; Willams, O'Reilly, 1998). Per creare benefici da un fenomeno di questo tipo è necessario analizzare e gestire una realtà complessa come quella dell’eterogeneità nelle organizzazioni attraverso utili politiche di diversity management. Il presente capitolo oltre a fornire una definizione di diversità organizzativa riprende i contributi teorici su questo tema e propone un modello d'analisi e d’intervento in 5 step (ADOAM), applicabile anche nel contesto italiano caratterizzato soprattutto dalla piccola-media impresa

    Performance ed esami integrati.Un'esperienza nell'ambito delle università di Verona e Padova.

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    Nel presente lavoro vengono riassunti alcuni risultati di una ricerca relativa alle performance di uno stesso esame in differenti corsi universitari. Vengono investigati fattori quali il genere, l’età, la frequenza alle lezioni, l’essere o meno studente lavoratore, la media dei voti, il diploma. In particolare, vengono discussi possibili effetti negativi sulle performance dovute all’uso degli esami integrati. Tali risultati forniscono interessanti spunti di riflessione riguardo ad alcune tendenze della didattica e della valutazione particolarmente diffuse nell’Università Italiana. Le analisi sono state effettuate utilizzando i modelli misti lineari, noti anche come multilevel o modelli lineari gerarchici

    Il post laurea in Italia

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    Il volume presenta risultati e considerazioni a conclusione del progetto biennale dal titolo “Politiche di inclusione sociale e lavorativa per categorie deboli di neolaureate e studentesse di Scienze della Formazione e Scienze della Comunicazione”. Il progetto si configura come un insieme di azioni tese ad indagare e fotografare la situazione lavorativa dei laureati in due facoltà cosiddette deboli. Prendendo le mosse da una precedente ricerca longitudinale condotta nel 2003 presso l’Ateneo Veronese dallo stesso Prof. G. Favretto sui laureati in scienze della formazione, il progetto ha approfondito da un lato lo studio vocazionale, formativo e professionale di questi laureati e, dall’altro, i bisogni formativi, in rapporto alla ricettività del mercato del lavoro. Il lavoro si arricchisce di esperienze, considerazioni e confronti espressamente dedicati a quei gruppi nei quali le difficoltà si presentano con maggiore forza: le donne e i residenti nelle zone più lontane dalle sedi universitarie e lavorative

    CHOOSING TO CREATE A NEW BUSINESS: ENTREPRENEURIAL APTITUDES, MOTIVATIONS AND BEHAVIOURS

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    Entrepreneurship represents an interesting way of developing professionally and personally: people have different levels of aptitudes; they are led to be entrepreneurs for various motivations, and put specific behaviours to use. The sample consists of 100 users of the Chamber of Commerce’s New-Entrepreneurial-Service in Verona who were interviewed by telephone. The first results reveal that successful entrepreneurs are (significantly): less willing to conciliate work and family, more intent upon realizing new ideas, and more oriented to a working without a boss (effects of age and educational qualifications are reported) and present different entrepreneurial aptitude levels related to behaviour (i.e. difficulty in information research, management of bureaucracy...)

    Controlling the quality of multiple choice tests

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    In Italian Universities, multiple choice tests, an examination methodology particularly popular in the United States, is becoming not only an admission or vocational guidance tool, but also a form of examination within the course itself. The University of Verona has for long been developing and utilizing complex methodologies, like item randomization and optical scanning providing automatic score conversion to process multiple choice tests . Aim of this article is to verify similar performances on the same Business Management multiple choice test, taken by three groups of students from different faculties: law, training science, and computer science. The comparison methodology is based on inductive statistics (Chi Squared tests and One-Way Anova). This work has been one of our efforts to control the quality of the assessment services offered to the students by the Docimological Center. No significant performance differences between the groups have been noticed: it can mean either that the students coming from the three different faculties can be considered equivalent regarding aspects of learning such as intelligence and motivation, or that the employed performance assessment test is not able to evidence any performance difference. We are aware of the current early stage status of this research, so we plan to continue it in order to keep making sure that the multiple choice tests being developed are eligible to be considered reliable ones. The long term outcomes likely to be pursued are specific reliability measurements and improved test quality. The number of relevant performance-related variables is potentially huge. However, that has not discouraged us and has lead us to collect further variables (i.e. personal data) on dedicated questionnaires, which will probably enlighten us for future results that will be preferably obtained by mean of a multivariate statistics approach

    Tendenze occupazionali

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    Il volume presenta risultati e considerazioni a conclusione del progetto biennale dal titolo “Politiche di inclusione sociale e lavorativa per categorie deboli di neolaureate e studentesse di Scienze della Formazione e Scienze della Comunicazione”. Il progetto si configura come un insieme di azioni tese ad indagare e fotografare la situazione lavorativa dei laureati in due facoltà cosiddette deboli. Prendendo le mosse da una precedente ricerca longitudinale condotta nel 2003 presso l’Ateneo Veronese dallo stesso Prof. G. Favretto sui laureati in scienze della formazione, il progetto ha approfondito da un lato lo studio vocazionale, formativo e professionale di questi laureati e, dall’altro, i bisogni formativi, in rapporto alla ricettività del mercato del lavoro. Il lavoro si arricchisce di esperienze, considerazioni e confronti espressamente dedicati a quei gruppi nei quali le difficoltà si presentano con maggiore forza: le donne e i residenti nelle zone più lontane dalle sedi universitarie e lavorative

    Transizione università e lavoro: il Progetto Sperimentale di Inserimento Lavorativo PSILA (Università di Verona e Comune di Verona).

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    Il “Progetto Sperimentale di Inserimento Lavorativo dell’Università degli Studi di Verona - PSILA” è un percorso formativo e di inserimento lavorativo risultato dalla una collaborazione fra l’Università degli Studi di Verona ed il Comune di Verona; il suo obiettivo è di agevolare la transizione dagli studi al lavoro dei laureandi dell’Ateneo di Verona. PSILA ha avuto avvio nel novembre 2006 e si concluderà nel mese di luglio 2008. I destinatari del progetto sono i laureandi dell’Ateneo di Verona. PSILA prevede tre momenti principali: Aula (formazione mediante didattica frontale - lezioni e seminari, 100 ore), Stage in azienda (tirocinio di formazione ed orientamento al lavoro, 400 ore) e Contratto di lavoro per la durata di 12 mesi. L’ammissione al progetto è preceduta da un colloquio motivazionale che si propone di verificare la sintonia delle motivazioni individuali dei laureandi rispetto agli obiettivi e alle finalità specifiche del percorso, questo strumento permette di individuare i 45 studenti che possono partecipare. La fase d’aula prevede approfondimenti su tematiche aziendali quali: organizzazione aziendale e del lavoro, processi decisionali d’impresa, mercato e relazioni di lavoro e principi e tecniche di comunicazione (gli studenti che nella loro carriera universitaria hanno già accumulato Crediti Formativi Universitari –CFU– in ambiti disciplinari riconducibili alle tematiche d’aula non sono tenuti a frequentare, analogamente chi frequenta vede riconosciuti dei CFU). Per accedere alle fasi successive dello PSILA (stage e inserimento lavorativo) i laureandi che hanno completato la formazione d’aula (misurata mediante il superamento della prova finale e/o il riconoscimento degli esami) sostengono un colloquio di selezione presso le aziende partecipanti al Progetto PSILA l’obiettivo di questa fase è quello di permettere alle aziende coinvolte di individuare i candidati più adatto a svolgere lo stage di 400 ore e il successivo anno di lavoro (con contratto a tempo determinato) nella posizione da esse proposta (vengono quindi avviati 12 stage in 9 aziende, confermati poi in 11 contratti di lavoro). Il progetto è Coordinato da un Comitato Tecnico Scientifico e prevede un processo di monitoraggio continuo. In questa ottica, vengono utilizzati degli strumenti creati ad hoc con l’obiettivo di rilevare specifici elementi relativi alle varie fasi (es. soddisfazione nei partecipanti e nei tutor aziendali, competenze presenti ed acquisite,...). Il monitoraggio, fino ad ora realizzato, permette di evidenziare nei partecipanti una sostanziale soddisfazione relativamente alle informazioni ricevute inizialmente, al colloquio motivazionale, al percorso formativo, al coordinamento e tutoraggio, al clima di lavoro, al coinvolgimento, all’esperienza di colloquio con le aziende, alla fase di stage e di inserimento lavorativo. Le aziende, coinvolte soprattutto in queste ultime fasi, stanno indicando che l’esperienza si svolge positivamente. Le attività in corso sono dedicate alla rilevazione delle competenze percepite dal giovane (ora lavoratore), riconosciute dal tutor aziendale e valutate attraverso strumenti standardizzati

    Retirement and work values. An analysis of work values characterizing postretirement activities.

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    Purpose Long life expectancy and work continuity after retirement are common phenomena in industrialized countries. Understanding the values and needs of retirees still involved in labour market or volunteer activities could improve knowledge about vocational ageing. The present work investigates the elderly people’s work-related values and their factorial structure. Design/Methodology A sample of 533 active Italian retirees was administered a questionnaire comprehending the Work Values Scale (WIS). Both confirmatory and exploratory factor analyses were used to test and investigate the relationship between the work values characterizing individuals in retirement. Results Data analysis revealed that people in retirement do not conform to previously hypothesized models of work values; in particular they show a strong interest in “altruism” and a reduced interest in towards more material values. Nevertheless, a five-factor underlying structure can still be detected that aligns values along dimensions of “independence”, “individual social interaction”, “contextual social interaction”, “professional rewards”, and “self-determination”. Limitations This work focuses just on North Italian participants Research/Practical Implications This research could stimulate studies based on work values within the life span paradigm (from full-time job to post-retirement work) Originality/Value Work values are especially studied in the work field yet few studies have applied the WIS questionnaire to active retirees. This contribution could help to understand both activities and choices made by the elderly during retirement
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