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Rifare dalle rovine. Città di scheletri a Pescopagano.
Rifare dalle rovine. Città di scheletri a Pescopagano. Responsabile Scientifico: Cherubino Gambardella, Gruppo di ricerca: Efisio Pitzalis, Marino Borrelli, Luca Molinari, Lorenzo Capobianco, Gianluca Cioffi, Francesco Costanzo, Corrado Di Domenico, Maria Gelvi, Fabrizia Ippolito, Raffaele Marone, Concetta Tavoletta. Dottoranti: Francesca Filosa, Marco Pignetti, Luigi Arcopinto
Studenti: Antonella Lanzano, Federica Leone
Progetto esposto nella sezione Università per La Biennale di Venezia 202
A NEW PROTECTIVE AGENT AGAINST X-RAY DAMAGE OF HEMATOPOIETIC STEM CELLS
Aim of radiotherapy is the cancer cell damage destroying their ability to divide and grow, by using high-energy ionizing radiation (IR), although causing side effects on healthy cells. A limiting factor in the use of radiotherapy is the acute and long-term bone marrow injury: IR induces hematopoietic stem cell apoptosis and senescence. The direct ionization of cellular macromolecules generates the formation of reactive oxygen species (ROS), which lead to functional cell alterations1. A new isoform of human MnSOD, isolated from liposarcoma cells and obtained in a synthetic
recombinant form (rMnSOD), exerts the radiosensitizing effect for tumor cells and meanwhile a radioprotective effect on healthy cells2. In our study, we analyzed the rMnSOD radioprotective effect on human umbilical cord hematopoietic stem cell (CB-HSCs). Mononuclear cells were isolated from cord blood after informed consent of healthy donors, received by the Cord Blood Bank (Ba.S.C.O) of “Santobono Pausilipon” hospital in Naples, by using Ficoll/Hypaque gradient. Cultured CB-HSCs were incubated with 0.5 μM MnSOD for 24h and then irradiated (2Gy) by using Mevatron (Siemens, Italia). After irradiation, an aliquot of cells was immediately stained with 0.4% Trypan Blue and cell viability and senescence was evaluated after 24h from irradiation, by using Guava Easy Cyte Flow Cytometer. Our preliminary results showed a viability increase of rMnSOD treated cells after IR exposure, compared to the only irradiated cells. Senescence evaluation confirmed the protective action of rMnSOD. HSC protection from IR should be a primary goal in the development of new medical countermeasures against radiation damages.
Refernces
1. Shao L, et al. Antioxid Redox Signal 2014;20(9):1447-6
2. Borrelli A, et al. Free Radic Biol Med 2009;46(1):110-
Vindex Neapolitanae nobilitatis Caroli Borrelli cleric. regul. minor., animaduersio in Francisci Aelii Marchesii librum De Neapolitanis familiis.
Signatures: pi⁴ *⁶ A-2C⁴, ²A-2A⁴ 2B⁶.First pt. illustrated with woodcuts of coats of arms. T.p. ornament, tail-pieces, initials.Second pt. separately signed and paged. Title: Litterarum ab antiquitate repetitarum monumenta, quae Francisci Aelij Marchesij errata detegunt: simulque retegunt praestantiam, atque amplitudinem Neapolitanae nobilitatis.Mode of access: Internet.Binding: vellum. Author & title on spine in gilt. Ribbon place marker.Leaf T2 a cancel
Effetti della rMnSOD nella terapia delle discheratosi attiniche
Gli UV sono in grado di indurre modificazioni sia quantitative che qualitative delle cellule immunocompetenti e possono alterare l’immuno-sorveglianza verso i tumori cutanei. L’irradiazione ultravioletta stimola i cheratinociti a secernere citochine e fattori di crescita che intervengono sulle cellule deputate alla risposta immunitaria (Santoianni, 2003 ). Dati sperimentali, epidemiologici e clinici negli ultimi anni hanno messo in evidenza l’importanza dell’ultravioletto lungo nella genesi di cheratosi attiniche (Nino 2006). Organismi esposti a radiazioni ionizzanti sono principalmente danneggiati dai radicali liberi, generati dalla radiolisi dell'acqua contenuta nelle cellule. Inoltre è stata dimostrata una significativa riduzione del danno tissutale da irradiazione utilizzando trattamenti con una manganese superossido dismutasi. Le superossido dismutasi (SOD) sono enzimi che hanno un ruolo chiave nella prevenzione di tutte le patologie determinate dal danno ossidativo (Borrelli et al., 2009). Le SOD sono implicate nella difesa antiossidante di quasi tutte le cellule, poiché catalizzano la dismutazione del radicale superossido a perossido d’idrogeno che, successivamente, è convertito in ossigeno e acqua dall’enzima catalasi. Questi enzimi hanno la capacità di prevenire il danno provocato dagli alti livelli di ROS prodotti, in particolare da radiazioni ionizzanti (Epperly et al., 2003). Nelle cellule sono presenti tre isoforme: la SOD 1 è localizzata nel citosol, la SOD 2 nella matrice mitocondriale, mentre la SOD 3 è secreta nello spazio extracellulare (Oberley, 2005). L’isoforma SOD 2, conosciuta anche come manganese superossido dismutasi (MnSOD), ricopre un ruolo di notevole importanza nella conversione del radicale superossido (O2.-) nei mitocondri e, dunque, rappresenta la prima linea di difesa contro questo radicale (Wang et al., 2001).
Recentemente nel laboratorio di ricerca del dott. Aldo Mancini (Istituto Nazionale Tumori G.Pascale) è stata isolata un’isoforma di SOD da cellule di liposarcoma umano in coltura (LSA-Type MnSOD) che ha mostrato sia in vivo che in vitro una azione citotossica specifica e selettiva solo per le cellule esprimenti il recettore per gli estrogeni. Pur avendo la stessa attività enzimatica comune a tutte le SOD, la LSA-Type MnSOD si differenzia dalla sua corrispondente nativa per la presenza del peptide leader (da 24 amminoacidi), evidentemente non clivato, che le conferisce la peculiare capacità di penetrare in tutte le cellule. Tale proteina è stata riprodotta in forma ricombinante, rMnSOD, a partire da uno specifico clone di cDNA derivato da cellule di liposarcoma umano (Mancini et al., 2006). La rMnSOD è risultata, in vitro, essere radioprotettiva per le cellule normali e radiosensibilizzante per quelle tumorali. Inoltre, animali sani, esposti a dosi letali di radiazioni ionizzanti in presenza della rMnSOD (1,4 μM), mediante iniezioni s.c. sono sopravvissuti al danno radiante rimanendo vivi 30 giorni dopo l'irradiazione, tempo in cui è stato interrotta il controllo della loro sopravvivenza. Al contrario, animali irradiati con le stessse dosi letali, in assenza della rMnSOD, morivano dopo 7-8 giorni dall’irradiazione (Borrelli et al.2009). La notevole capacità enzimatica della rMnSOD, in formulazione topica, di neutralizzare i radicali liberi che incontra e che si accumulano nei tessuti danneggiati da qualsivoglia noxa patogena, è stata dimostrata, inoltre, con il suo utilizzo nella cura di una necrosi profonda ed estesa a testa, collo, e natatoie di un esemplare di tartaruga marina Caretta caretta. Il trattamento topico di tali esemplari con rMnSOD ha consentito una piena restitutio ad integrum anche nei siti delle necrosi che avevano provocato esposizione dell'osso (Occhiello A. et al 2009).
Sulla base dei risultati precedentemente ottenuti è stato allestito uno studio su pazienti afferenti alla Dermatologia dell'Ospedale Ascalesi di Napoli, i quali si sono spontaneamente dichiarati disponibili al trattamento con la formulazione cosmetica contenente la rMnSOD,
Sono stati arruolati per lo studio 30 pazienti di entrambi i sessi di eta’ compresa tra i 35 e i 70 anni con fotodanno medio severo con presenza di discheratosi attiniche. I pazienti hanno praticato terapia topica con una formulazione O/A a base di rMnSOD, mattina e sera per due mesi. Ogni settimana è stato effettuato un controllo e sono state fotografate le lesioni per monitorare l'effetto della terapia. Già nella prima settimana è stato osservata una diminuzione dello stato infiammatorio in tutti i pazienti trattati. A due mesi di trattamento è stato osservato miglioramento consistente del fotodanno, migliorata la compattezza e la luminosità della cute con riduzione della elastosi solare e scomparsa o regressione parziale delle discheratosi. La formulazione topica della rMnSOD merita di essere considerata come un promettente farmaco con potente azione antiinfiammatoria utilizzabile in dermatologia.
• Borrelli A, Schiattarella A, Mancini R, Morrica B, Cerciello V, Mormile M, d'Alesio V, Bottalico L, Morelli F, D'Armiento M, D'Armiento FP, Mancini A. Free Radical Biology and Medicine. 2009 Jan 1;46(1):110-6. Epub 2008 .
• Epperly M.W., Gretton J. E., Sikora C.A., Jefferson M., Bernarding M., Nie S. and Greenberger J.S. (2003). Radiation Research. 160 (5): 568-578.
• Mancini A., Borrelli A., Schiattarella A., Fasano S., Occhiello A., Pica A., Sher P., Tommasino M., Nüesch J. P. F. and Rommelaere J. (2006). International Journal of Cancer. 119 (4): 932-943.
• Oberley L.W. Biomedicine & Pharmacotherapy. 59 (4): 143-148.
• Occhiello A., Bentivegna F., Borrelli A., Schiattarella A., Mancini A., Pica A. Comparative clinical Pathology. DOI 10.1007/s00580-009-0816-9
• Wang L.I., Miller D.P., Sai Y., Liu G., Su L., Wain J.C., Lynch T.J. and Christiani D.C. (2001). Journal of the National Cancer Institute. 93 (23): 1818-1821.
• Santoianni P., Nino M. Giornale italiano di dermatologia e venereologia. 2003. 138(6):455-64
• Nino M., Santoianni P. . Giornale italiano di dermatologia e venereologia 2006. 141(5):471-
Life cycle assessment of recycled concretes: A case study in southern Italy
Concrete industry is responsible of the most significant contribution to the global warming due to the large amount of substances with environmental impacts produced during its entire life cycle (production process, construction, maintenance, dismantlement, and scrapping). The most important issue characterizing the concrete industry is related to the constant growth of consumption of natural aggregates. The purpose of the present research is to apply the standard protocol of life cycle assessment to 3 different concrete mixtures composed by wastes from construction and demolition (C&D), marble sludge and cement kiln dust (CDK) in order to compare the environmental and energy impacts. The main purpose is to analyze the potentials (capabilities/benefits) of recycled aggregate concrete. The proposed model analyses 37 recovery possible scenarios. The results were analyzed with the software SimaPr
Studio archeometrico dei dipinti murali di Spyros Papaloukas nel Duomo di Amfissa in Grecia
Il Duomo della città di Amfissa (Grecia) è stato costruito nel periodo 1859 – 1869. L’interno del Duomo è stato dipinto interamente dal pittore greco Spyros Papaloukas (1927 – 1932). Lo stato di conservazione della superfice dipinta attualmente versa in condizioni molto precarie ed in vista di un profondo intervento di risanamento e restauro e stata intrapresa una approfondita indagine diagnostica delle superfici dipinte. Allo scopo sono stati avviate una serie di controlli analitici e tecnologici. Nel caso degli intonaci dipinti, particolare attenzione è stata dedicata agli strati pittorici, alla composizione degli strati preparatori, alla caratterizzazione delle malte e ai problemi di deterioramento ad esse connesse. Frammenti di materiale pittorico sono stati analizzati mediante gascromatografia/spettrometria di massa per la ricerca dei leganti organici. E’ stato osservato materiale organico in tutti i campioni, in particolare olio di lino invecchiato e uovo. Dai dati analitici e dalle osservazioni in situ si ritiene che la particolarità dell’opera sia che l’intera superficie (1.500 m2 di superficie) sia stata dipinta con la tecnica pittorica murale “a secco”, adoperando esclusivamente dei leganti organici. Il quadro generale dei risultati delle indagini sui materiali inorganici insieme allo studio dei leganti organici ha rappresentato la base di riferimento per una mirata progettazione dell’ intervento conservativo necessario.
Il presente lavoro fa parte del “International Multidisciplinary Conservation Project of the Holy Mary Annunciation Metropolitan Church of Amfissa (Greece)”
Sleeve gastrectomy with concomitant hiatal hernia repair in obese patients: long-term results on gastroesophageal reflux disease
Background: Hiatal hernia repair (HHR) during Sleeve Gastrectomy (SG) is recommended when the defect is intraoperatively found; however, the long term effect on gastro-esophageal reflux disease (GERD) remains controversial. Objectives: This study aimed to report long-term follow-up data, at least after 7 years, of SG with concomitant HHR and the outcome on GERD symptoms. Setting: Tertiary-care referral hospital. Methods: This study retrospectively analyzed 91 obese patients submitted to SG + HHR with a minimum of 7-years follow-up. The preoperative evaluation included GERD symptoms assessment by a standardized questionnaire, proton pump inhibitor usage evaluation, an upper gastrointestinal endoscopy, and a barium-swallow esophagogram to detect the presence of HH. At long-term follow-up visit, GERD assessment was performed to evaluate remission, persistence, or new onset of typical GERD symptoms; proton pump inhibitor usage was also investigated. Patients underwent barium-swallow esophagogram and/or upper gastrointestinal endoscopy. Results: At long-term evaluation, 2 of 91 patients (2.2%) were lost and 1 patient underwent Roux-en-Y gastric bypass. Of patients with preoperative GERD, 60% had GERD resolution; however, 27 of 88 (30.6%) patients reported postoperative GERD symptoms. Among these patients 15 (55.5%) showed the HH recurrence detected by barium-swallow esophagogram. All patients with HH recurrence had esophagitis and 1 case had a Barrett's esophagus. In the remaining 12 patients (44.4%) with postoperative GERD without HH recurrence, the barium-swallow esophagogram showed signs of reflux in reverse Trendelenburg. Conclusions: At long-term follow-up HH recurrence was consistently related to the presence of GERD symptoms and to a high rate of esophagitis and Barrett's esophagus. In all patients with GERD symptoms after SG + HHR, a HH recurrence should be suspected and an upper gastrointestinal endoscopy strongly recommended to rule out esophagitis, and especially Barrett's esophagus
Active Internalization of a Mn-SOD in living tumor cells
MnSOD deserve not only to be considered for the treatment cancer but also to prevent or to restore the degeneration of normal cells, having atherapeutic potential against other pathological conditions known to be associated with oxidative stresses, such as neurodegenerative diseases and agin
Teoremi di unicità della magnetoidrodinamica in domini illimitati
The Author establishes two solution uniqueness theorems for the problem of homogeneous, incompressible, perfect, electrically conducting fluid motion around a fixed, electrically conducting solid body. In the first theorem displacemt current is disregarded, in the other one this current is considered. The proof is obtained by using the "weight function method" adopted by G. P. Galdi and S. Rionero in an analogous uniqueness theorem for viscous magnetofluids. © 1979 Università degli Studi di Ferrara
Onde di discontinuità di ogni ordine in una miscela di due solidi elastici
In this paper the Author studies the propagation of discontinuity waves of order r (r=O or through an anisotropic mixture of two linear homogeneous elastic solids, each having the same constant temperature. By using the method of Nariboli, it is proved that under suitable hypotheses there exist six possible real formal speeds of propagation of the wave front. Moreover the growth equations of the discontinuities along the rays are established and integrated. The speeds of propagation and the evolution law are the same as those of the waves of order 1 ([1])
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