1,720,962 research outputs found

    Una scuola necessaria: Quintino Sella e la R. Scuola di applicazione per Ingegneri in Torino

    No full text
    Il saggio affronta alcuni aspetti inediti dell'operato di Quintino Sella per la fondazione e organizzazione della nuova scuola per gli Ingegneri nata nel 1859 a Torino. Si indica il ruolo del mentore Carlo Ignazio Giulio e i primi esperimenti del 1846 per l'istruzione pratica degli ingegneri scaturiti nell'Istituto Tecnico di Torino del 1852. In seguito si analizzano i primi corsi e gli attori protagonisti della Scuola per Ingegneri, la scelta del castello del Valentino come sede, la distribuzione degli spazi e delle collezioni didattiche. Si affrontano i diversi e poliedrici ruoli di Sella e in particolare il doppio ruolo in qualità di membro del consiglio direttivo della Scuola per Ingegneri e del Museo Industriale Nazionale, i due enti che nel 1908 si uniranno formando il Politecnico di Torino

    ISIA e MAI: le arti applicate nei processi didattici e collezionistici tra le due guerre

    No full text
    Lo studio propone lo sviluppo di un percorso narrativo sul rapporto arte-industria che attraversa la seconda metà dell’Ottocento con la nascita dei Musei Artistico Industriali italiani, rivolti a incarnare le basi di una identità nazionale da costruire e sedimentare nelle coscienze collettive, per approdare alla fondazione della prima ISIA a Monza nel 1922 e le successive traversie dei MAI e Scuole Superiori d’Arte Applicata con le loro riconversioni in Istituti Statali d’Arte durante le due guerre e le conseguenti diaspore, riallocazioni e vicissitudini delle collezioni originali. L’obiettivo è ricostruire un primo quadro di sintesi delle principali istituzioni didattico-museali ottocentesche individuando le trasformazioni subite dopo la Riforma Gentile e la Grande Guerra (cambiamenti di titolazione, traslochi di sedi, orientamenti programmatici) nell’ottica di ricomporre virtuali ricomposizioni unitarie delle collezioni originali dei musei (si pensi ad esempio alle collezioni del MAI di Roma oggi smembrate in almeno nove istituzioni e musei romani e ai calchi e stampi in gesso del primo Museo dei Gessi nazionale, oppure alla ricostruzione della Gipsoteca dell’Istituto d’Arte fiorentino alias Scuola Superiore d’Arte Applicata) o di riconoscere identitari filoni didattici di collezioni in gesso oggi dimenticati o sconosciuti (tra gli esempi: le collezioni di gesso distribuite a tutte le scuole professionali del Regno da parte della Commissione Centrale per l’insegnamento artistico industriale, o le campagne di collezione di stampi organizzate dal Ministero della Pubblica Istruzione in collaborazione con il Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, o le vicissitudini di collezioni intere come gli stampi d’arte greca del formatore Ferdinando Martinelli). Partendo quindi da una ricostruzione di istituzioni comunali e statali mirate a riconoscere un ruolo guida ai temi della didattica (scuola), con particolare attenzione alle classi operaie e agli artieri, e della tutela (museo), intesa come salvaguardia di un patrimonio storico-artistico in fase di scoperta, l’intento è ricostruire il lascito di queste tradizioni culturali come patrimonio identitario – del conoscere e del fare – estremamente attuale e utile a ripensare la funzione dei musei in un sistema museale integrato fruibile e appetibile per le nuove generazioni

    PESANDO A.B., Design and women through the pioneering magazine «Stile Industria» (1954-1963

    Full text link
    The focus of this paper aims to analyze a pioneering design magazine «Stile Industria» that became a prime arena for debate in the consolidating Industrial Design community. Forty-one issues were published between 1954 and 1963, initially at quarterly intervals then bimonthly on issues of design applied to industry, graphic art and package. Directed by Alberto Rosselli and promoted by Gio Ponti, his partner and father in law, the magazine is affiliated with the architectural magazine «Domus». The editing staff is initially composed of friends and professionals close to Rosselli, all young people at their first editorial experiences: the architect-designer Giancarlo Pozzi, Franca Santi Gualtieri graduated from the Accademia of Brera, Michele Provinciali graphic, and Luciana Rosa Foschi, first as a secretary and then editor since 1957. This staff was over time increased by many other contributors including Angelo Tito Anselmi (editor), Maria Bottero who replaces Mario Galvagni as a columnist in the review of books and products. Other columnist were Bruno Alfieri, Bruno Munari, Gillo Dorfles, Carlo Santi, Ettore Sottsass Jr. etc. The aim of the paper is: first, to report citations or good feedbacks of the works of women in the field of design starting from «Stile Industria». Especially, through articles, awards, contests, it is possible define a framework of local geographies of women professionals (names, titles, roles) in national and international field. Second, investigate the drafting work of professional women for whom «Stile Industria» became a springboard for new editorial experiences. For example Franca Santi Gualtieri will collaborate with the magazine «Abitare» founded by Piera Peroni since 1961, with an editing staff almost exclusively female, until becoming director in 1974. Also Maria Bottero will enter the editing of important architecture magazines such as «Zodiac» and «Abitare». Finally, analyze a design magazine still poorly explored and known

    PESANDO A.B., La storia nella comunicazione e i simboli del medioevo restaurati e reinterpretati dall’architetto Alfredo d’Andrade”

    Full text link
    Il saggio propone alcuni spunti di riflessione sul ruolo della storia nella comunicazione per le industrie culturali e lo sviluppo territoriale emersi durante il convegno diretto da Giuseppe Sergi tenuto nel novembre del 2017 a palazzo Lascaris Torino, con l’intenzione di sensibilizzare le industrie culturali a ricercare un rapporto armonico tra storia-industria e l’ausilio di storici al fine di rispettare l’attendibilità storica e privilegiare un senso comune e corretto della storia evitando stereotipi errati e fuorvianti. In questa ottica si inserisce l’analisi sulla figura di Alfredo d’Andrade e la sua reinterpretazione del medioevo nella seconda metà dell’800 a cui dal 2015 (anno del centenario) viene dedicato un premio annuale per la difesa del Patrimonio Culturale

    PESANDO A.B. e DELLAPIANA E., In front off and behind the Mirror. Women in Italian Radical Design

    Full text link
    Seventies the social changes stimulated by the international counterculture and the debate on design, with a renovated overlapping between art, architecture, industrial design and communication. As a Consequence of feminism in universities and in professional world, women began slinding their roles: from avanguardist or part of a couple, they become components of groups and firms and more and more active in specialized magazine editing or managing position. We can find women in several radical groups as Archizoom, UFO, Superstudio, in temporay association as Global Tools, U e/o R (Utopie e/o Rivoluzione) or in countercultural magazines as Pianeta Fresco, Modo or Domus (Mendini dir.). On the other hand they are the more evidente witness of the change in the world of the image: always more often the advertisings of the new pieces of furniture or devices represented them as users very far from the house angel of the post-war period or the bourgoise working woman of the economic boom, and the change in home design and communication run togheter with the women’s one: informal, affordable, multi-use, at least aggressive. The paper aims to investigate which is the real weight of women in the transformations both of the design culture and the communication trough a recognition on the fields in wich they were really engaged (i.e. they continued to be interested in fashion, person care and social activities

    PESANDO A.B., Camillo Boito e la Commissione centrale per l’insegnamento artistico industriale (1884-1908)

    No full text
    Unita l’Italia e definita la prima legge sull’istruzione applicata a tutto il Regno (Legge Casati, 1859), lo studio per riorganizzare e normare le scuole a carattere professionale deve attendere l’avvento della Sinistra al potere alla fine degli anni Settanta. Sulla scia degli esempi europei, con il regio Decreto del 23 ottobre 1884 prende vita il progetto istitutivo di un organo centrale di controllo sui temi dell’istruzione artistica a carattere industriale posto sotto l’egida del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio e in accordo con il Ministero della Pubblica Istruzione, che lavora per ventiquattro anni (dal 1884 al 1908) e ha come obiettivo la riorganizzazione del sistema scolastico professionale. La Commissione centrale per l’insegnamento artistico industriale acquista l’alta vigilanza sui Musei artistici industriali, sulle sette Scuole Superiori (Torino, Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo), sulle scuole d’arte applicata e di disegno e in generale su tutte le altre istituzioni che mirano all’educazione artistica delle classi lavoratrici. In particolare i compiti principali sono di ordine amministrativo (valutare i programmi statutari e didattici) ed educativo (elaborare un’opera originale sull’ornato italiano e collezioni di modelli, promuovere pubblicazioni didattiche specificatamente italiane, formare la nuova classe insegnante). Obiettivo della Commissione è definire un programma univoco per tutte le scuole del Regno basato sulla padronanza del disegno e sulla conoscenza degli stili del passato quali strumenti primi su cui fondare il rinnovamento del prodotto artistico italiano e la nuova classe operaia. Tra le figure di rilievo si menzionano: Camillo Boito, tra i principali propositori dell’istituzione e presidente dal 1893 sino allo scioglimento nel 1908, Alfredo d’Andrade, fidato sodale e fautore di molteplici iniziative, Baldassarre Odescalchi, presidente dal 1886 al 1892 orientato ad accentrare nella nuova capitale il primato artistico italiano, Gaetano Filangieri, promotore del Museo artistico industriale di Napoli, Felice Barnabei, archeologo e segretario della Direzione generale delle antichità e belle arti, Luigi Mussini, riformatore dell’Accademia di belle arti di Siena, e dal 1898 Primo Levi detto “L’Italico” che preme per l’introduzione di caratteri di “modernità” nel repertorio stilistico storicista. La Commissione centrale passa negli anni sotto tre presidenti: Marco Minghetti (1885-1887); Baldassare Odescalchi (1887-1892) e infine Camillo Boito (1893-1908). Attraverso i loro mandati è possibile identificare una serie di temi nodali, riferibili ai compiti enunciati nel decreto istitutivo. Durante il primo periodo che ingloba due quadrienni, dal 1884 al 1892, caratterizzato dall’urgenza di dare un inquadramento programmatico, si individuano i criteri per la selezione delle pubblicazioni d’arte e di disegno e si coopera alla redazione di modelli d’ornato italiano da indirizzare alle scuole. Vengono anche indagati i sistemi didattici europei demandati dalla stessa Commissione a Raffaele Erculei direttore del Museo artistico industriale di Roma (1890). Sotto la direzione di Camillo Boito, che dura quindici anni a partire dal 1893, l’organo ministeriale trova una sua più solida strutturazione, adoperandosi per la divulgazione delle collezioni e la redazione della rivista statale curata dalla Commissione (e diretta dallo stesso Boito) “Arte italiana decorativa e industriale”, che programmata sin dal 1886 trova la via della pubblicazione solamente nell’ottobre del 1890. Parallelamente vengono organizzate all’interno della stessa istituzione rassegne espositive e congressi riservati per sondare lo stato dei progressi didattici (Roma 1890, 1901 e 1907) i cui punti salienti sono: la ricerca di un’arte applicata sempre più rispondente alle necessità della vita moderna, l’interazione tra le scuole e le industrie locali, l’esigenza di un metodo pedagogico univoco e riconosciuto

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Full text link
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
    corecore