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    Per una nuova stagione di rappresentanza. La dimensione delle circoscrizioni e la selezione del ceto politico

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    In questo articolo si intende proporre delle riflessioni sulla legge elettorale non tanto per i suoi importanti effetti sui sistemi di partito o sulla stabilità dei governi, come proposto da gran parte del dibattito politologico, scientifico ed editorialistico. Concentrandosi brevemente sui principali difetti dei tre sistemi elettorali che si sono avvicendati nella storia repubblicana, si intende invece analizzarli dal punto di vista della relativa qualità della rappresentanza, in modo da suggerire, in un momento nel quale la legge elettorale è in discussione, alcune soluzioni che potrebbero – finalmente – invertire il trend di allontanamento tra eletti ed elettori

    Perché è (ancora) necessario studiare la guerra

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    La guerra viene percepita in molte parti del mondo come un fenomeno estraneo, legato al passato più o meno remoto o a regioni lontane, tanto da indurre alcuni a ipotizzare che l’uso della forza militare su larga scala sia ormai divenuto «obsoleto». Ciò nonostante, la guerra non è ancora scomparsa dal panorama globale. Più di un dieci conflitti sono in corso mentre queste righe vengono scritte, ciascuno dei quali ha causato negli anni decine di migliaia di vittime in combattimento, e spesso centinaia di migliaia di morti tra i civili. L’eventualità di un conflitto armato induce inoltre molti Stati odierni a investire in modo massiccio sulle proprie capacità militari, arrivando in alcuni cas a spendere per la difesa fino ad un quinto del totale della spesa pubblica

    Potere militare e arte della guerra Vol. I. Dalla polis allo Stato assoluto

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    L’opera analizza il rapporto tra istituzioni politiche e sociali e potere militare, ispirandosi alla tesi di Carl von Clausewitz, secondo la quale i due ambiti sono inseparabili. Il modo di combattere di una comunità dipende quindi dal più ampio contesto politico e sociale, per cui, ad esempio, eserciti di cavalieri tendono ad essere associati a regimi aristocratici, mentre eserciti di fanteria sono legati a regimi più liberali. L’opera prende in esame, anche attraverso un ricco apparato di immagini e carte geografiche, le principali forme istituzionali che si sono succedute nella storia occidentale per evidenziare l’impatto che esse hanno avuto sull’evoluzione del potere militare. In questo primo volume sono trattate le città-Stato greche, l’Impero romano, il sistema feudale, i protostati moderni e gli Stati assoluti settecenteschi fino alla Rivoluzione francese, per chiudere con un’analisi delle differenze militari tra le unità politiche europee e quelle extraeuropee

    Il progresso e la sinistra

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    Il termine sinistra nasce con la rivoluzione francese, quando i deputati più radicali dell’Assemblea Nazionale – montagnardi (perchè sedevano più in alto) e giacobini – si sedevano alla sinistra del presidente, lasciando la parte opposta ai rivoluzionari moderati, come i girondini, e ai monarchici, che da quel momento furono denominati, a contrario, destra. Il momento storico della nascita del termine non è casuale per ragioni sociali, istituzionali e intellettuali. In primo luogo, l’incipiente modernizzazione stava differenziando le società occidentali, generando ceti con interessi divergenti che si ripercuotevano nella dialettica politica

    Solutions and Failures in Identity-based Conflicts. The Autonomy of Trentino-South Tyrol in Comparative Perspective

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    Perché certi conflitti identitari sfociano in aperta violenza mentre altri si risolvono senza l’uso (o con un uso limitato) della forza? Cosa permette alle parti, in questi ultimi caso, di giungere a un accordo durevole e mutuamente soddisfacente? A partire dagli assunti riconducibili alla teoria razionalista della cooperazione di matrice liberale-istituzionalista, e tenendo in considerazione le critiche realiste, il volume presenta un modello teorico che sottolinea l’importanza, durante i negoziati, delle soluzioni politico-compensative (side payments e issue linkage), della simultaneità (o di un suo sostituto funzionale) tra negoziati e implementazione degli accordi e del ruolo delle terze parti.Sono presi in esame otto casi di conflitti identitari (Trentino Alto-Adige/Südtirol, Catalogna, Cipro, Myanmar, Kurdistan iracheno, Montenegro, Egitto e Mali) per verificare se il modello di soluzione preventiva del conflitto avutosi nel caso trentino-altoatesino/sudtirolese possa gettar luce sia sulle cause del loro successo che sul perché del loro fallimento

    Preface to Solutions and Failures

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    This book is the outcome of a collaborative research project financed by the Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, which has awarded a generous two-year grant in 2012, and the Foundation for World Wide Cooperation, founded by Romano Prodi. The project was coordinated by the University of Bologna and the Research Project on International Politics and Conflict Resolution of the Bruno Kessler Foundation in Trento and involved two further research units at Columbia University and the University of California at Irvine. Trento provides an ideal environment to study international politics, given the presence of the university, its location on the Italian border and in the heart of Europe, and its history within the multinational Habsburg Empire

    Prefazione a L’Unione divisa

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    La recente e ostinata crisi europea, innescata dall’inizio della «grande recessione» in occidente nel 2007, avviene in un quadro globale in profondo cambiamento. La crisi del debito che sta appesantendo le economie europee si inserisce in un contesto più ampio, nel quale le difficoltà delle economie mature risaltano di fronte alla rapida crescita delle economie emergenti. Dopo secoli di dominio incontrastato sull’economia mondiale, le economie occidentali, e quelle europee in particolare, sono testimoni di un declino relativo dovuto alla convergenze di altre economie che stanno godendo dei benefici dell’industrializzazione e dell’apertura economica. Sebbene questo processo sia senz’altro benvenuto, avendo fortemente ridotto la povertà nel mondo, accentua però la sfiducia nelle economie sviluppate e rende assolutamente essenziale una risposta di portata adeguata. In altre parole, visto il carattere globale delle trasformazioni in atto, sono ancora più evidenti l’inadeguatezza delle dimensioni degli Stati nazionali europei e la necessità di risposte di livello continentale
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